Brescia. A Verziano si prendono le misure per l’ampliamento del carcere, i tempi si allungano al 2030
Riassunto
I tecnici hanno avviato i rilievi volumetrici per l'ampliamento del carcere di Verziano a Brescia, operazione fondamentale per la stesura del progetto preliminare. Nonostante i 38 milioni di euro stanziati, i ritardi burocratici rendono ormai improbabile la conclusione dell'opera entro il 2029, spostando l'orizzonte temporale almeno al 2030. L'intervento è decisivo per permettere la chiusura definitiva del sovraffollato istituto Nerio Fischione, ma restano criticità legate agli espropri e alla mancanza di dialogo tra Ministero e Comune. Questo ritardo mette in luce le difficoltà strutturali nel gestire l'emergenza edilizia e il sovraffollamento delle carceri italiane.
Corriere della Sera
Martedì i tecnici hanno effettuato alcuni rilievi per le volumetrie, passaggio indispensabile per stendere il progetto preliminare. A Verziano si iniziano a prendere le misure in vista del carcere che verrà. Letteralmente. Nella giornata di martedì, infatti, i tecnici si sono presentati alla casa di reclusione per avviare le rilevazioni volumetriche propedeutiche alla redazione del progetto preliminare, che successivamente dovrà essere messo a gara. La conferma arriva dalla parlamentare di Fratelli d’Italia Cristina Almici. Si tratta però di un passo piccolo, piccolissimo, che offre una sola certezza: vedere l’opera conclusa nel 2029, come annunciato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio nell’aprile 2025 rispondendo a un’interpellanza della senatrice bresciana Mariastella Gelmini, appare ormai quasi impossibile.
Secondo le stime fornite dallo stesso Guardasigilli, infatti, entro la fine dello scorso anno si sarebbe dovuto concludere l’iter per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dei lavori. Le operazioni avviate martedì dimostrano invece che ci si trova ancora in una fase embrionale, quella del progetto di fattibilità tecnico-economica, necessario per poter poi procedere a quelle successive. Serviranno dunque ancora diversi mesi e, considerando che per i lavori il Ministero della Giustizia ha stimato una durata di circa tre anni e mezzo — confermando un finanziamento complessivo di 38 milioni di euro — l’orizzonte temporale si sposta inevitabilmente almeno al 2030. Sempre che tutto proceda senza intoppi.
I nodi da sciogliere, infatti, sono ancora numerosi, a partire dagli espropri delle aree esterne al carcere, indispensabili per evitare che l’ampliamento vada a sacrificare gli spazi trattamentali oggi a disposizione dei detenuti e destinati ad attività sportive e lavorative. Nordio aveva assicurato che tali aree sarebbero state garantite e si sarebbe cercato di acquisire nuovi spazi, precisando come “non compete solo a noi, è un lavoro collegiale” e chiamando in causa in particolare il Comune di Brescia, definito dal ministro “nostro migliore interlocutore”. E aggiungendo: “Se il Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria troverà adeguata attenzione, come sta trovando, spero che questi tempi possano essere abbreviati”. Peccato però che Palazzo Loggia non stia ricevendo alcuna risposta, nonostante le ripetute sollecitazioni avanzate nel corso degli ultimi mesi per aggiornarsi su un’operazione alla quale il Comune attribuisce la massima importanza.
L’ampliamento della casa di reclusione di Verziano rappresenta infatti una pedina fondamentale per arrivare alla chiusura definitiva dell’altro carcere cittadino, il vetusto e invivibile Nerio Fischione. Per dismettere la sovraffollata casa circondariale di Canton Mombello, però, è necessario che Verziano, una volta ampliato, disponga di una capienza adeguata. Le ultime stime parlano di 348 posti, ridimensionati rispetto agli oltre 400 ipotizzati inizialmente, ma comunque quasi cinque volte superiori alla capienza attuale di Verziano e paragonabili alla somma dei posti regolamentari dei due istituti penitenziari bresciani (71 a Verziano e 182 a Canton Mombello). Anche su questo fronte, però, per avere certezze sarà necessario attendere il progetto preliminare. Del quale, per ora, non c’è traccia.