Trieste. “Al Coroneo in dieci in una cella, caccia alle cimici e sovraffollamento: serve un nuovo carcere”

Enrico Sbriglia, Garante regionale dei detenuti, ha denunciato le condizioni drammatiche del carcere Coroneo di Trieste a seguito di una recente visita ispettiva. La struttura ospita 236 detenuti a fronte di soli 117 posti disponibili, presentando gravi carenze igieniche, infestazioni di cimici e una cronica mancanza di spazi per il reinserimento sociale. Sbriglia sollecita la costruzione di un nuovo istituto e propone di valutare un'amnistia condizionata a rigorosi percorsi di integrazione per evitare il collasso del sistema. Questa situazione evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per garantire la dignità umana e la sicurezza collettiva all'interno delle carceri italiane.

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Ferrara. “Un’opportunità nel volontariato”. Accoglienza a Viale K

Domenico Bedin, presidente dell'associazione Viale K, racconta l'impegno ventennale nell'accoglienza di detenuti che usufruiscono di misure alternative come arresti domiciliari e affidamento in prova. L'associazione fornisce un luogo di accoglienza a chi ne è privo e si attiva per favorire il reinserimento lavorativo, collaborando anche con la Regione Emilia-Romagna per supportare i detenuti a fine pena. Attualmente ospitano circa venti persone, offrendo loro una strada tracciata verso la legalità e l'occupazione una volta terminata la detenzione. Questo esempio sottolinea l'importanza del terzo settore nel rendere efficaci le misure alternative al carcere in Italia.

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Un piano per riorganizzare il 41 bis

Il Governo Meloni ha avviato un piano per riorganizzare il regime di carcere duro '41 bis', riducendo da 12 a 7 il numero di istituti per concentrare i detenuti più pericolosi in strutture gestite esclusivamente dal Gom. Questa razionalizzazione mira a potenziare la sicurezza, garantire il diritto alle ore d’aria sancito dalla Corte Costituzionale e recuperare posti per contrastare il sovraffollamento carcerario generale. La Sardegna ospiterà quasi la metà di queste strutture, scatenando forti proteste locali per il timore che l’isola venga trasformata stabilmente in un polo carcerario d'eccezione. La riforma comporterà numerosi trasferimenti di esponenti mafiosi tra diverse regioni, ridefinendo radicalmente la geografia della detenzione speciale in Italia. Questo provvedimento evidenzia la sfida complessa di bilanciare le esigenze di massima sicurezza con la tutela dei diritti costituzionali dei detenuti.

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Ferrara. La rinascita del detenuto F.: “Prima spacciavo, ora aiuto gli altri”

L'articolo racconta la storia di F., un trentunenne albanese condannato per spaccio che sta scontando gli ultimi quattro anni di pena presso l'azienda agricola sociale Parco Contadino Pratolungo. Grazie all'intervento dell'associazione Viale K, l'uomo ha trovato accoglienza e un'opportunità di reinserimento nonostante non avesse una dimora per scontare i domiciliari. F. esprime profondo pentimento per il suo passato e il desiderio di costruirsi un futuro onesto integrandosi nel tessuto sociale italiano. Questo caso evidenzia l'importanza fondamentale delle realtà di terzo settore nel supportare il percorso riabilitativo dei detenuti privi di reti familiari.

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Siena. “Artisti dietro le sbarre” a S. Spirito. Dal teatro una finestra sulla libertà

Gli attori dello spettacolo 'Malinconico. Moderatamente felice', guidati da Massimiliano Gallo, hanno fatto visita ai detenuti della casa circondariale di Santo Spirito a Siena per un momento di condivisione e svago. L'iniziativa rientra nel progetto 'Artisti dietro le sbarre' del Cpia1 di Siena, che da oltre dieci anni favorisce l'incontro tra il mondo del teatro e la realtà carceraria. Durante la mattinata, gli artisti hanno ascoltato le poesie e la musica del gruppo 'Cellamusica', scambiando aneddoti e riflessioni sulla vita e sulle opportunità di riscatto. Questo evento sottolinea l'importanza della cultura come ponte fondamentale per mantenere aperto il dialogo tra il carcere e la società civile.

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Milano. Al Filodrammatici “Oltre. Io prima, me dopo” racconta il carcere e la rinascita

Lo spettacolo 'Oltre. Io prima, me dopo', in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano, racconta l'esperienza reale di Marco Floris tra dipendenza, carcere e rinascita. L'iniziativa, parte del progetto toDEI di Mediobanca, utilizza prosa e poesia per esplorare la solitudine della reclusione e la forza degli affetti nel superare i momenti più bui. Promosso dall’associazione Coriandoli a Colori, l'evento punta a sensibilizzare sulla prevenzione del disagio giovanile e sull'importanza dell'inclusione sociale. Questa rappresentazione evidenzia il valore del racconto autobiografico come strumento per affrontare il difficile percorso di reinserimento e umanizzazione delle carceri.

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Veltroni: “Essere giovani è tremendo. Scrivo gialli per combattere l’abitudine alla violenza”

Walter Veltroni torna in libreria con il romanzo 'Buonvino e l’omicidio dei ragazzi', sesto capitolo della sua serie gialla che affronta il tema della violenza e dell'indifferenza verso i giovani. Attraverso l'opera, l'ex leader del PD denuncia la solitudine delle nuove generazioni e critica un sistema di potere che preferisce cittadini isolati e abulici anziché incoraggiare la partecipazione collettiva. Veltroni punta il dito anche contro l'eccesso di protezione genitoriale e il disinteresse della politica per chi non vota, rivendicando la 'disperata vitalità' dei ragazzi. Questo intervento mette in luce l'urgenza di ricostruire reti sociali e di ascolto per evitare l'esilio fisico e relazionale delle generazioni future.

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Cremona. Esecuzione penale esterna: affidamento e lavoro, l’obiettivo è ripartire

In provincia di Cremona le misure alternative alla detenzione sono in forte crescita, con oltre 1.400 persone seguite dagli Uffici per l’esecuzione penale esterna (Uepe) nei primi dieci mesi del 2025. Questi percorsi, che spaziano dall'affidamento in prova ai lavori di pubblica utilità, puntano al recupero sociale e alla riduzione del sovraffollamento carcerario in linea con i principi costituzionali. Nonostante l'incremento del 18,5%, Cremona resta la provincia lombarda con il minor numero di affidamenti, inserendosi comunque in un trend nazionale di potenziamento della giustizia di comunità. Il ruolo dell'Uepe si conferma quindi essenziale per monitorare il reinserimento sociale e fornire consulenze cruciali alla magistratura di sorveglianza.

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Venezuela. “In carc ere ci sono ancora mille prigionieri politici. Duecento i desaparecidos”

In Venezuela persiste una forte discrepanza tra i numeri ufficiali delle scarcerazioni dei prigionieri politici e quelli verificati dalle ONG, che denunciano oltre mille persone ancora in cella. La Farnesina stima che vi siano 24 italiani in attesa di rilascio, mentre cresce l'allarme per circa 200 'desaparecidos' di cui non si hanno notizie da anni. I prigionieri liberati sono spesso soggetti a restrizioni della libertà di parola e l'attenzione internazionale sembra essersi spostata dai diritti umani agli interessi petroliferi. Questa situazione evidenzia la drammatica precarietà dei diritti civili nel Paese e il rischio di oblio per i detenuti stranieri e locali.

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Cosa significa “educare” se si vuole prevenire il disagio nei giovani

L'autrice analizza l'aumento della violenza e del disagio giovanile come il risultato di una profonda solitudine e di fragilità emotive non riconosciute dal mondo adulto. Per contrastare fenomeni come il bullismo, non basta la repressione, ma occorre investire in "comunità educanti" e in una genitorialità diffusa che privilegi l'ascolto e l'alfabetizzazione dei sentimenti. È necessario un impegno concreto in risorse per la scuola e il sociale, promuovendo sport e cultura come strumenti di umanizzazione delle relazioni. Questo appello evidenzia la responsabilità collettiva degli adulti nel trasformare l'indifferenza in cura educativa per le nuove generazioni.

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Giovani e violenza, la repressione è controproducente. Cosa servirebbe davvero

L'autore analizza il fenomeno della violenza giovanile in Italia, smontando la narrazione emergenziale della "generazione delle lame" alimentata dal recente accoltellamento a La Spezia. I dati statistici evidenziano che l'Italia presenta tassi di violenza tra i giovani inferiori alla media europea e che non esiste un'esplosione strutturale della criminalità minorile nel lungo periodo. Ramella sostiene che la sola repressione sia una risposta miope, suggerendo invece interventi di prevenzione sociale ed educativa che agiscano sulle radici del disagio individuale e comunitario. Questo evidenzia la necessità di superare la retorica punitiva per investire in politiche sociali capaci di offrire protezione e futuro alle nuove generazioni.

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Pavia. Carcere, il futuro oltre le sbarre. Sì alla rieducazione dei detenuti

A Pavia sono stati sbloccati i 'protocolli d’inclusione' per i detenuti della casa circondariale di Torre del Gallo, permettendo l'avvio di attività culturali e di pubblica utilità. Lo sblocco è avvenuto a seguito di un’interrogazione parlamentare che ha sollecitato il Ministero della Giustizia a favore di percorsi rieducativi concreti. L’iniziativa punta a migliorare le condizioni di un sistema carcerario attualmente in crisi, caratterizzato da sovraffollamento e tensioni interne. Queste convenzioni mirano a restituire alla pena la sua funzione costituzionale di reinserimento sociale, coinvolgendo attivamente il Comune e gli enti locali nel recupero dei reclusi. Questo provvedimento rappresenta un passo fondamentale per contrastare il degrado degli istituti penitenziari italiani attraverso la dignità e il lavoro.

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Piacenza. Il cappellano: “In carcere è garantita più la pena che il trattamento”

Don Adamo Affri, cappellano del carcere di Piacenza, sottolinea la grave carenza di risorse umane a fronte di un sovraffollamento che ostacola i percorsi di rieducazione e supporto psicologico. L'intervista evidenzia come il sistema attuale privilegi la punizione rispetto al trattamento, alimentando il senso di isolamento dei detenuti e il rischio di recidiva. Viene proposta una maggiore integrazione tra carcere e società civile, attraverso l'accoglienza in parrocchie e comunità, per abbattere lo stigma sociale. Questo appello richiama l'urgenza di rendere la pena carceraria un percorso di reale umanità e reinserimento, come previsto dalla Costituzione.

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Trieste. Il Garante regionale Sbriglia in visita al carcere, dove i detenuti sono il doppio dei posti

Il Garante regionale Enrico Sbriglia, a seguito di una visita al carcere 'Ernesto Mari' di Trieste, ha proposto la costruzione di un nuovo istituto e un provvedimento di amnistia per evitare il collasso del sistema penitenziario. La struttura triestina presenta criticità allarmanti, ospitando 236 detenuti a fronte di soli 117 posti regolamentari, con celle sovraffollate e gravi carenze igienico-sanitarie. La mancanza di spazi adeguati e di personale costringe i ristretti all'ozio forzato e alla consumazione dei pasti in cella, in un ambiente segnato dal disagio anche per gli operatori. Questa situazione evidenzia un'urgenza umanitaria e strutturale non più rimandabile per il sistema carcerario regionale.

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Milano. Torture all’Ipm Beccaria, detenuto in aula: “Picchiato e lasciato a terra come una cosa”

Al carcere minorile Beccaria di Milano è in corso un maxi incidente probatorio in cui 33 giovani vittime denunciano pestaggi, torture e maltrattamenti subiti da parte di agenti, personale medico e dirigenti. Le testimonianze descrivono violenze brutali seguite da ore di abbandono, evidenziando un clima di complicità e indifferenza che avrebbe coinvolto anche chi doveva vigilare sulla salute dei minori. L'inchiesta vede attualmente 41 persone indagate, tra cui ex direttrici e coordinatori sanitari, accusati di aver partecipato o coperto i soprusi. Questa vicenda evidenzia una drammatica crisi di umanità e legalità all'interno del sistema penale minorile italiano.

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Santa Maria Capua Vetere (Ce). Violenze nel carcere: agente ammette pestaggi

Durante il maxi processo per i pestaggi avvenuti nel 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, l'ex agente Michele Vinciguerra ha ammesso le proprie responsabilità, chiedendo scusa per l'uso eccessivo della forza contro i detenuti del reparto Nilo. L'imputato ha descritto come le azioni violente fossero state sollecitate dai superiori durante una perquisizione straordinaria gestita da gruppi di supporto esterni in risposta a una rivolta. Questa confessione è particolarmente rilevante poiché rompe il silenzio mantenuto finora dalla maggior parte dei 105 agenti coinvolti, nonostante le evidenze dei filmati di sorveglianza. Il caso evidenzia gravi criticità nella gestione della sicurezza e nel rispetto dei diritti umani all'interno del sistema penitenziario italiano.

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Viterbo. Il caso di Vittorio Rallo e gli altri decessi nel carcere

L'articolo ripercorre la tragica morte di Vittorio Rallo, un trentaduenne con gravi disturbi psichiatrici e disabilità, avvenuta nel carcere Mammagialla di Viterbo nel dicembre 2025. Nonostante l'accertata incompatibilità con il regime carcerario e le denunce della famiglia su presunti maltrattamenti e mancanza di sorveglianza, le richieste di trasferimento in strutture di cura sono rimaste inascoltate. La magistratura ha aperto un'indagine per fare luce sulle circostanze del decesso, avvenuto ufficialmente per suicidio dopo anni di detenzione segnati dalla vulnerabilità. Questa vicenda solleva interrogativi urgenti sulla tutela della salute mentale e sulla gestione dei detenuti fragili nel sistema penitenziario italiano.

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