Trieste. Il Garante regionale Sbriglia in visita al carcere, dove i detenuti sono il doppio dei posti
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ansa.it
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Riassunto
Il Garante regionale Enrico Sbriglia, a seguito di una visita al carcere 'Ernesto Mari' di Trieste, ha proposto la costruzione di un nuovo istituto e un provvedimento di amnistia per evitare il collasso del sistema penitenziario. La struttura triestina presenta criticità allarmanti, ospitando 236 detenuti a fronte di soli 117 posti regolamentari, con celle sovraffollate e gravi carenze igienico-sanitarie. La mancanza di spazi adeguati e di personale costringe i ristretti all'ozio forzato e alla consumazione dei pasti in cella, in un ambiente segnato dal disagio anche per gli operatori. Questa situazione evidenzia un'urgenza umanitaria e strutturale non più rimandabile per il sistema carcerario regionale.
Enrico Sbriglia, Garante regionale dei detenuti, ha denunciato le condizioni drammatiche del carcere Coroneo di Trieste a seguito di una recente visita ispettiva. La struttura ospita 236 detenuti a fronte di soli 117 posti disponibili, presentando gravi carenze igieniche, infestazioni di cimici e una cronica mancanza di spazi per il reinserimento sociale. Sbriglia sollecita la costruzione di un nuovo istituto e propone di valutare un'amnistia condizionata a rigorosi percorsi di integrazione per evitare il collasso del sistema. Questa situazione evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per garantire la dignità umana e la sicurezza collettiva all'interno delle carceri italiane.
Stefano Anastasia
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La Repubblica (originariamente pubblicato su Nessuno tocchi Caino)
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Stefano Anastasia, Garante dei detenuti del Lazio, lancia l'allarme sul sovraffollamento carcerario, segnalando che il numero di detenuti ha nuovamente raggiunto la soglia critica di 64.000 unità. Attraverso testimonianze dirette, Anastasia descrive un sistema alla deriva tra strutture fatiscenti, violazioni delle norme igieniche e la mancanza di spazi per la socialità. Per far fronte a questa emergenza, il Garante propone di riaprire il dibattito su amnistia e indulto, richiamando la responsabilità istituzionale nel garantire pene umane e dignitose. Un'assemblea pubblica prevista per il 6 febbraio darà voce agli operatori del settore per discutere questa crisi. Questo intervento evidenzia l'urgenza di riforme strutturali per evitare il collasso del sistema penitenziario italiano.
L'articolo denuncia il drammatico sovraffollamento delle carceri italiane che, a fine 2025, ha raggiunto il 138,5%, aggravando il degrado strutturale e la violazione dei diritti costituzionali dei detenuti. Nonostante il calo della criminalità, il sistema penitenziario affronta un'emergenza umanitaria segnata da un numero record di decessi e condizioni igieniche precarie sia per i carcerati che per il personale. L'autore sottolinea il fallimento delle politiche governative e propone l'adozione di misure alternative per il 38% della popolazione carceraria che deve scontare pene residue inferiori ai due anni e mezzo. Questa crisi evidenzia l'urgente necessità di una riforma che riporti la dignità e la funzione rieducativa al centro del sistema penale italiano.