La fiera delle bufale sulle carriere separate

Angela Stella, su L’Unità, analizza come la campagna elettorale per la riforma sulla separazione delle carriere si sia trasformata in un acceso scontro propagandistico tra Governo e magistratura. Mentre il centrodestra utilizza decisioni giudiziarie sgradite su immigrazione e sicurezza per promuovere il "Sì", l’Associazione Nazionale Magistrati risponde con toni altrettanto duri, come dimostrato dalle recenti polemiche tra il segretario Rocco Maruotti e il Ministro Nordio. L’autrice evidenzia che questo approccio ideologico rischia di oscurare il merito tecnico della riforma, rischiando di alienare anche l'elettorato favorevole. Questa situazione mette in luce la profonda polarizzazione che ostacola una riforma serena e strutturale del sistema giudiziario italiano.

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Ricorsi al Tar, post sui social e denunce: l’infuocata campagna referendaria

L'articolo descrive il clima di estrema tensione in vista del referendum sulla riforma della magistratura, alimentato da un post polemico del segretario dell'Anm, Rocco Maruotti. Il magistrato ha accostato la riforma Meloni-Nordio a un omicidio di Stato avvenuto a Minneapolis, scatenando la durissima reazione del ministro Nordio che ha definito il messaggio 'indegno' e 'disgustoso'. Nonostante le scuse di Maruotti, il centrodestra ha chiesto provvedimenti disciplinari al CSM, mentre si attende la decisione del Tar Lazio sulla data della consultazione. Questa vicenda evidenzia una frattura istituzionale profonda e preoccupante tra il potere politico e l'ordine giudiziario.

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Migranti. Il trattenimento in Albania davanti alla Consulta

La Corte Costituzionale è chiamata a decidere sulla legittimità del trattenimento fino a 48 ore, senza titolo legale, dei richiedenti asilo riportati in Italia dai centri in Albania. La questione nasce dai dubbi sollevati dalla Cassazione circa la possibile violazione dell'articolo 13 della Costituzione sulla libertà personale durante i trasferimenti a catena. Nonostante le critiche giuridiche, il Ministro Piantedosi ha difeso il progetto definendolo una battaglia di civiltà e annunciando la piena operatività dei centri da giugno. Questo caso evidenzia una tensione significativa tra le procedure accelerate di frontiera e le garanzie costituzionali fondamentali.

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Referendum, il Sì è in vantaggio ma la mobilitazione non è affatto scontata

L'articolo analizza l'imminente referendum costituzionale sulla giustizia, evidenziando come i sondaggi diano il "Sì" in leggero vantaggio, ma con un margine ridotto. Giovanni Diamanti sottolinea che la vera sfida per il governo sarà la mobilitazione elettorale, poiché i temi giuridici faticano a motivare i cittadini rispetto al sentimento di scontento generale verso l'esecutivo. Mentre il film "La Grazia" di Sorrentino offre uno spunto di riflessione culturale, il fronte del "No" potrebbe trarre vantaggio dalla polarizzazione politica. La partita si giocherà dunque sulla capacità dei partiti di coinvolgere un elettorato sempre più propenso all'astensionismo entro il voto di marzo. Questa situazione mette in luce la difficoltà di tradurre riforme tecniche in partecipazione democratica attiva.

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Velletri (Rm). Detenuto 48enne muore per un malore in carcere

Un detenuto romano di 48 anni è deceduto presso il carcere di Velletri a causa di un malore improvviso avvenuto nella mattinata di venerdì. Nonostante i soccorsi immediati della polizia penitenziaria e l'intervento del personale del 118, per l'uomo non c'è stato nulla da fare. Il magistrato di sorveglianza ha disposto l'autopsia presso l'istituto di medicina legale di Tor Vergata per accertare le cause del decesso. Questo tragico evento richiama l'attenzione sulle criticità legate alla salute e alla gestione delle emergenze sanitarie all'interno delle carceri italiane.

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Regeni, dieci anni dopo: “È solo una tappa, non ci fermeremo”

A dieci anni dalla morte di Giulio Regeni, la famiglia ha rinnovato da Fiumicello l'appello per ottenere verità e giustizia, in attesa di una decisione della Corte Costituzionale che possa sbloccare il processo attualmente sospeso. Claudio e Paola Regeni hanno sottolineato l'importanza del sostegno della società civile, l'cosiddetta "onda gialla", per contrastare l'omertà che circonda il caso del ricercatore ucciso al Cairo. Nonostante la solidarietà pubblica, i genitori hanno espresso amarezza per l'assenza di azioni concrete da parte delle istituzioni italiane. Questa vicenda mette in luce la persistente difficoltà del sistema giuridico e politico italiano nell'ottenere cooperazione internazionale su gravi violazioni dei diritti umani.

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Referendum, dal Sì di Previti e Dini al No di Pomicino: il ritorno delle “volpi” della politica

L'imminente referendum sulla riforma della giustizia sta segnando il ritorno sulla scena politica di storici protagonisti della Prima e della Seconda Repubblica, schierati su fronti opposti. Tra i sostenitori del No figurano Paolo Cirino Pomicino, Rino Formica e Clemente Mastella, preoccupati per la tenuta democratica, mentre Antonio Di Pietro e Lamberto Dini sostengono il Sì e la separazione delle carriere. Il dibattito ha creato alleanze inaspettate tra vecchi rivali, evidenziando la centralità del tema per l'assetto istituzionale italiano. Questo ritorno dei veterani mette in luce come la riforma Nordio rappresenti un passaggio cruciale per il futuro della magistratura e del governo.

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Pensare di punire i genitori per minori che compiono reati è agghiacciante, perché quelle famiglie sono semmai vittime

L'autrice invita a ridefinire il cosiddetto 'disagio giovanile' come una forma profonda di dolore causata da una società atomizzata e priva di agenzie di socializzazione. L'articolo critica aspramente le misure punitive e repressive, definendole inutili e dannose per famiglie spesso già vittime di povertà e mancanza di strumenti culturali. Per affrontare la crisi, viene proposta la necessità di investire seriamente nei servizi socio-sanitari, nello smart working per i genitori e in una scuola orientata alla cooperazione anziché alla competizione. Questa analisi sottolinea l'urgenza di passare da una logica di persecuzione a una di supporto strutturale per le nuove generazioni.

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Venezia. Perché lo spettacolo “Parole e musica per la Gabbianella”

L'associazione 'La Gabbianella' annuncia lo scioglimento dopo oltre 25 anni di attività dedicati alla tutela dei minori e al sostegno della genitorialità in carcere. L'organizzazione ha promosso riforme per le adozioni, garantito istruzione ai figli delle detenute e collaborato con i servizi sociali per prevenire la dispersione scolastica. Nonostante l'importante contributo culturale e la firma di protocolli istituzionali, la mancanza di ricambio generazionale e le difficoltà di collaborazione con le istituzioni hanno portato alla chiusura definitiva. Questa fine evidenzia la fragilità del volontariato italiano e il rischio di perdere presidi fondamentali per i diritti dei bambini legati al mondo penitenziario.

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Cinema. “Nella colonia penale” vince a Trieste

Il film 'Nella colonia penale', diretto da Gaetano Crivaro, Ferruccio Goia e dai registi sardi Alberto Diana e Silvia Perra, ha vinto il Premio Corso Salani come miglior film indipendente al 37° Festival del Cinema di Trieste. L'opera esplora la realtà delle ultime colonie penali attive in Sardegna, dove i detenuti, prevalentemente migranti, scontano la pena lavorando a stretto contatto con la terra e gli animali in luoghi isolati come Isili e Mamone. La pellicola è stata premiata per il rigore formale e la capacità di raccontare con attualità e un pizzico di ironia paradossale la vita in queste strutture carcerarie. Questo riconoscimento mette in luce la persistenza di modelli detentivi unici nel panorama europeo e la loro complessa dialettica tra isolamento e natura.

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Baby gang, i minori fanno più reati. Perché la multa ai genitori è una presa in giro?

L'articolo analizza l'allarmante evoluzione della criminalità minorile in Italia, caratterizzata da un aumento dei reati violenti e dall'uso dei social media per glorificare la prevaricazione. Nonostante l'inasprimento delle pene introdotto dal Decreto Caivano, l'approccio puramente punitivo ha portato al sovraffollamento delle carceri minorili senza garantire percorsi di riabilitazione efficaci. La situazione è aggravata da pesanti tagli al budget per l'istruzione e il reinserimento sociale dei giovani detenuti, lasciando spesso gli operatori senza risorse. Ciò evidenzia una profonda crisi nel sistema penale minorile italiano, dove la punizione sembra prevalere sulla necessaria funzione educativa.

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Bologna. Anila Rubiku e l’arte che entra in carcere: “La mia idea di libertà”

Dal 6 all'8 febbraio, il carcere della Dozza di Bologna ospita la mostra 'I’m Still Standing' dell’artista Anila Rubiku, segnando il debutto della struttura nel circuito di Art City. Le opere esposte utilizzano tecniche tradizionali come il ricamo per narrare storie di resilienza, diritti negati e speranza, trasformando le sale dei colloqui in uno spazio di dialogo culturale. L’iniziativa, aperta anche al pubblico esterno, mira a favorire il riscatto dei detenuti e la crescita sociale attraverso la bellezza e la riflessione artistica. Questo progetto evidenzia il ruolo cruciale dell'arte come strumento di inclusione e apertura per le istituzioni penitenziarie italiane.

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Libri. Anche i ragazzi sono un giallo: torna il commissario di Walter Veltroni

Il 27 gennaio esce 'Giovanni Buonvino e l’omicidio dei ragazzi', la sesta indagine del commissario di Villa Borghese creato da Walter Veltroni. Il romanzo affronta il tragico omicidio di una diciassettenne, spingendo il protagonista a confrontarsi con l'universo complesso e spesso indecifrabile degli adolescenti contemporanei. Attraverso una narrazione che unisce il genere giallo all'analisi sociale, Veltroni esplora temi come la perdita, il segreto e la distanza generazionale. Questo caso mette in luce la necessità di un ascolto più attento verso le fragilità delle nuove generazioni, spesso percepite come una tribù aliena.

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A Minneapolis si sta ridefinendo la geografia del potere federale negli Stati Uniti

L'articolo analizza come le recenti operazioni dell'ICE negli Stati Uniti non rappresentino solo una politica migratoria, ma una strategia per riaffermare la sovranità federale nelle città democratiche considerate 'territori della resistenza'. Secondo l'autrice, il concetto di frontiera è diventato mobile e interno, trasformando le aree urbane in spazi di contesa dove il potere centrale agisce con una logica di occupazione territoriale e simbolica. Attraverso arresti spettacolari, l'amministrazione mira a dimostrare il proprio dominio sulle autorità locali, trasformando la deportazione in una forma di teatralizzazione del potere. Questa strategia crea un clima di insicurezza diffusa che altera radicalmente il rapporto dei cittadini con lo spazio pubblico e la vita urbana. Tale scenario evidenzia una profonda e preoccupante crisi nel sistema federale e nella gestione della sovranità interna degli Stati Uniti.

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Gli scenari della paura

L'articolo analizza la crescente tensione negli Stati Uniti causata dalle violente politiche migratorie di Trump e dai metodi brutali dell'ICE, culminati in uccisioni ingiustificate e violazioni del Quarto Emendamento. Nonostante il sostegno di parte dell'elettorato agli obiettivi di controllo delle frontiere, la maggioranza degli americani disapprova l'uso della forza e le incursioni senza mandato giudiziario. La Casa Bianca reagisce alle proteste accusando l'opposizione di alimentare l'insurrezione, facendo temere una deriva autoritaria e una possibile sfida alle regole dello stato di diritto. Questa situazione evidenzia una profonda crisi istituzionale che mette a rischio la tenuta della democrazia americana.

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Ferrara. “Un’opportunità nel volontariato”. Accoglienza a Viale K

Domenico Bedin, presidente dell'associazione Viale K, racconta l'impegno ventennale nell'accoglienza di detenuti che usufruiscono di misure alternative come arresti domiciliari e affidamento in prova. L'associazione fornisce un luogo di accoglienza a chi ne è privo e si attiva per favorire il reinserimento lavorativo, collaborando anche con la Regione Emilia-Romagna per supportare i detenuti a fine pena. Attualmente ospitano circa venti persone, offrendo loro una strada tracciata verso la legalità e l'occupazione una volta terminata la detenzione. Questo esempio sottolinea l'importanza del terzo settore nel rendere efficaci le misure alternative al carcere in Italia.

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