Pensare di punire i genitori per minori che compiono reati è agghiacciante, perché quelle famiglie sono semmai vittime

Riassunto

L'autrice invita a ridefinire il cosiddetto 'disagio giovanile' come una forma profonda di dolore causata da una società atomizzata e priva di agenzie di socializzazione. L'articolo critica aspramente le misure punitive e repressive, definendole inutili e dannose per famiglie spesso già vittime di povertà e mancanza di strumenti culturali. Per affrontare la crisi, viene proposta la necessità di investire seriamente nei servizi socio-sanitari, nello smart working per i genitori e in una scuola orientata alla cooperazione anziché alla competizione. Questa analisi sottolinea l'urgenza di passare da una logica di persecuzione a una di supporto strutturale per le nuove generazioni.

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