Baby gang, i minori fanno più reati. Perché la multa ai genitori è una presa in giro?
Milena Gabanelli e Andrea Priante
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Corriere della Sera
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Riassunto
L'articolo analizza l'allarmante evoluzione della criminalità minorile in Italia, caratterizzata da un aumento dei reati violenti e dall'uso dei social media per glorificare la prevaricazione. Nonostante l'inasprimento delle pene introdotto dal Decreto Caivano, l'approccio puramente punitivo ha portato al sovraffollamento delle carceri minorili senza garantire percorsi di riabilitazione efficaci. La situazione è aggravata da pesanti tagli al budget per l'istruzione e il reinserimento sociale dei giovani detenuti, lasciando spesso gli operatori senza risorse. Ciò evidenzia una profonda crisi nel sistema penale minorile italiano, dove la punizione sembra prevalere sulla necessaria funzione educativa.
L'articolo analizza l'allarmante aumento della criminalità minorile in Italia, evidenziando una crescita di rapine, violenze sessuali e dell'uso di armi bianche tra gli under 18. I magistrati segnalano come il "decreto Caivano" stia portando al sovraffollamento delle carceri minorili, mentre mancano risorse per comunità e programmi di accoglienza adeguati. Il fenomeno riflette un profondo disagio sociale legato all'abbandono scolastico e a carenze educative, rendendo le risposte puramente punitive spesso insufficienti. Questa situazione pone l'accento sulla necessità critica di riforme che integrino prevenzione sociale e supporto psicologico nel sistema penale minorile.
Il governo ha presentato un nuovo pacchetto sicurezza che prevede un significativo inasprimento delle pene per i reati contro il patrimonio e nuove restrizioni in materia di immigrazione e libertà di manifestazione. Tra le misure più discusse figurano la possibilità di blocchi navali temporanei, il potenziamento dei poteri di fermo e perquisizione per le forze dell'ordine e un approccio repressivo verso la criminalità minorile. L'articolo critica l'assenza di investimenti nel sociale e l'uso demagogico del diritto penale, che ha già portato a un record di sovraffollamento nelle carceri minorili italiane. Questa tendenza solleva gravi preoccupazioni circa la tenuta delle garanzie costituzionali e l'efficacia delle politiche di prevenzione nel Paese.
Le relazioni delle Corti d’appello italiane segnalano un aumento allarmante della criminalità minorile, con incrementi significativi in reati violenti e legati allo spaccio. In città come Roma e Milano, le detenzioni di under 18 sono cresciute esponenzialmente, portando a gravi problemi di sovraffollamento e condizioni degradate negli istituti penali. Fenomeni come la dispersione scolastica e la difficile integrazione dei minori stranieri sono indicati tra le cause principali di questa deriva. Il rapporto di Antigone evidenzia inoltre la carenza di attività educative e l’uso eccessivo di psicofarmaci nelle carceri. Questa situazione sottolinea l’urgenza di interventi preventivi e di una revisione del sistema educativo e detentivo minorile.