Nuovo pacchetto sicurezza: nel mirino manifestazioni e “baby gang”

Riassunto

Il governo ha presentato un nuovo pacchetto sicurezza che prevede un significativo inasprimento delle pene per i reati contro il patrimonio e nuove restrizioni in materia di immigrazione e libertà di manifestazione. Tra le misure più discusse figurano la possibilità di blocchi navali temporanei, il potenziamento dei poteri di fermo e perquisizione per le forze dell'ordine e un approccio repressivo verso la criminalità minorile. L'articolo critica l'assenza di investimenti nel sociale e l'uso demagogico del diritto penale, che ha già portato a un record di sovraffollamento nelle carceri minorili italiane. Questa tendenza solleva gravi preoccupazioni circa la tenuta delle garanzie costituzionali e l'efficacia delle politiche di prevenzione nel Paese.

di Lorenzo Faranda


ultimavoce.it, 2 febbraio 2026


La maggioranza ha presentato un nuovo pacchetto sicurezza che sarà discusso la prossima settimana in Parlamento. Nel mirino libertà di manifestazione, immigrazione e “baby gang”, ma l’impostazione non sembra allontanarsi dalle soluzioni che sono state proposte negli ultimi anni. Il Governo interviene nuovamente in materia di sicurezza. A seguito l’omicidio del diciottenne Aba Youssef, ucciso da un compagno di scuola con una coltellata, la maggioranza accelera i tempi per il nuovo decreto sicurezza, primo di due interventi previsti in materia nel prossimo mese. Come anticipato dall’associazione Antigone, i due provvedimenti mantengono la linea che la maggioranza ha adottato già dai primi interventi sul tema, tra i quali ricordiamo il decreto anti-rave e da ultimo il decreto sicurezza entrato in vigore a giugno: inasprimento della pena e maggiore libertà degli organi di polizia sono le parole d’ordine.


Reati contro il patrimonio - Il disegno di legge, ancora non presentato con testo ufficiale, conterrà un deciso aumento della pena per diversi capi d’accusa. In particolare, per alcuni reati contro il patrimonio si allarga la cornice edittale fino a dieci anni, sovrapponibile a quella di reati contro la persona ben più gravi. In altre parole, il furto in abitazione sarà punito più severamente del sequestro di persona. Irragionevole, specialmente se si tiene conto della riduzione della pena per la violenza sessuale discussa proprio negli stessi giorni.


Immigrazione: blocco navale e CPR - La maggioranza non si ferma qui: mette mano anche sul tema dell’immigrazione, introducendo la possibilità di un’interdizione temporanea delle acque territoriali (c.d. “blocco navale”) in caso di “pressione migratoria eccezionale”. Se dubbia è la compatibilità con l’obbligo di soccorso in mare previsto dal diritto internazionale, certa è invece la marginalizzazione del controllo giurisdizionale, data la competenza affidata in toto all’Esecutivo. La legge delega, poi, al Governo la regolamentazione della vita all’interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). Secondo l’associazione Antigone “resta il rischio concreto che si consolidino regimi di trattenimento deteriori rispetto a quelli carcerari, in aperta violazione dei principi affermati dalla Corte costituzionale”.


Libertà di manifestazione: “penalizzazione” del diritto amministrativo - In materia di libertà di protesta, il sospetto di pericolo diventa sufficiente per subire un fermo fino a dodici ore, senza controllo giurisdizionale. Sempre durante le manifestazioni, gli agenti di polizia potranno eseguire perquisizioni fisiche sul posto: non più “in casi di necessità e urgenza”, come prevede la disciplina vigente, ma anche per verificare il possesso di “strumenti o oggetti atti ad offendere”. Formulazione ampia, come ci ha abituato la maggioranza, perché ad una semantica generica corrisponde un più ampio margine di applicazione per le forze dell’ordine. Infine, multe fino 10mila euro per deviazioni durante un corteo, 20mila per chi disobbedisce all’ordine di sciogliere una riunione. Il nuovo pacchetto sicurezza riconoscerebbe, poi, a sindaci e questori il potere di disporre il Daspo urbano anche a chi è solo denunciato per reati che prevedono l’arresto in flagranza, ora limitato ai soli condannati in via definitiva. Ennesimo esempio di “penalizzazione” del diritto amministrativo: strumenti nati per la prevenzione e la gestione dell’ordine pubblico vengono progressivamente caricati di funzioni sostanzialmente punitive, aggirando le garanzie proprie del sistema penale.


Criminalità minorile tra “baby gang” e populismo - Capitolo a parte riguarda i minori. L’estensione dell’ammonimento del questore, così come l’introduzione di sanzioni pecuniarie a carico della famiglia, esemplificano l’approccio della maggioranza: con superficialità, si riducono fenomeni complessi a soluzioni repressive, rimuovendo qualsiasi investimento nel sociale. È difficile immaginare che il divieto assoluto di porto d’armi bianche, previsto nel pacchetto, spiegherà alcuna efficacia deterrente rispetto al c.d. fenomeno delle “baby gang”.


L’uso demagogico del diritto penale rischia di frammentare il tessuto sociale, oltre ad aggravare le condizioni materiali dei soggetti che lo subiscono. Non a caso, l’Italia ha registrato per la prima volta nella sua storia un sovraffollamento nei carceri minorili: condizioni di vita critiche, abuso di psicofarmaci e incapacità delle strutture, in parte dovuta al proliferarsi dei reati introdotti dalla maggioranza che, con quest’ultimo pacchetto, propone il sesto provvedimento sul tema sicurezza in meno di tre anni. Eppure, nonostante i fatti, le forze populiste vivono sull’individuazione di un nemico. Se negli ultimi anni il bersaglio sono stati gli immigrati, ora si sposta verso la criminalità minorile. A chi toccherà poi?