Regeni, dieci anni dopo: “È solo una tappa, non ci fermeremo”
Riassunto
A dieci anni dalla morte di Giulio Regeni, la famiglia ha rinnovato da Fiumicello l'appello per ottenere verità e giustizia, in attesa di una decisione della Corte Costituzionale che possa sbloccare il processo attualmente sospeso. Claudio e Paola Regeni hanno sottolineato l'importanza del sostegno della società civile, l'cosiddetta "onda gialla", per contrastare l'omertà che circonda il caso del ricercatore ucciso al Cairo. Nonostante la solidarietà pubblica, i genitori hanno espresso amarezza per l'assenza di azioni concrete da parte delle istituzioni italiane. Questa vicenda mette in luce la persistente difficoltà del sistema giuridico e politico italiano nell'ottenere cooperazione internazionale su gravi violazioni dei diritti umani.
Da Fiumicello l’appello della famiglia: processo sospeso ma pronto a ripartire. Attesa per la decisione della Consulta. Sostegno trasversale e “onda gialla” contro l’omertà. “Dieci anni è un lungo periodo, però per noi significa soltanto una tappa nel nostro lungo percorso”. Con queste parole Claudio Regeni è intervenuto dal palco dell’evento “Parole, immagini e musica per Giulio”, in corso a Fiumicello, rinnovando l’impegno della famiglia per arrivare a verità e giustizia sulla morte del figlio Giulio Regeni, rapito e ucciso al Cairo dieci anni fa. Il padre del ricercatore ha spiegato che l’obiettivo resta la ripresa del processo, oggi sospeso, e l’attesa di una sentenza della Corte Costituzionale che consenta di andare avanti. “Continuate a starci accanto e grazie di tutto”, ha detto, sottolineando il valore di una mobilitazione che non si è mai spenta. “Giulio potrebbe essere figlio di tantissime famiglie, fratello di tanti, nipote - ha aggiunto - rappresenta un po’ i giovani di oggi: mentalità aperta, viaggiano, si interessano, hanno a cuore gli altri”.
Nel suo intervento Claudio Regeni ha richiamato anche casi recenti, come quello di Alberto Trentini, “per fortuna conclusosi con esito positivo”, a dimostrazione di quanto l’attenzione pubblica e la solidarietà possano fare la differenza. Un messaggio che intreccia memoria e attualità, ribadendo la centralità dell’impegno civile. A sostenere la famiglia è arrivato anche un videomessaggio di Roberto Fico, che ha assicurato pieno supporto e ha rilanciato l’invito a proseguire insieme: “Insieme andiamo a cercare verità e giustizia, non molleremo mai”. Fico ha ricordato il valore dell’appuntamento annuale di Fiumicello come momento di comunità e di rilancio dell’azione collettiva, in attesa di conoscere le decisioni della Consulta. “Grazie alla vostra lotta e alla vostra determinazione - ha detto - il processo c’è stato”.
La madre di Giulio, Paola Regeni, ha ribadito in un’intervista a RaiNews24 che “il processo adesso è sospeso ma proseguirà a breve”, precisando che la famiglia è in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale “che speriamo sarà a giorni”. Paola Regeni ha parlato di un’”onda gialla” fatta di affetto, solidarietà, impegno civile e scorta mediatica, capace di “abbattere il muro dell’omertà”. Non manca, però, l’amarezza per la risposta istituzionale. “Non abbiamo avuto grosse risposte - ha aggiunto Claudio Regeni - parole sì, promesse tante, ma fatti pochi. Vorremmo che le istituzioni si mettessero davvero al nostro fianco a chiedere verità e giustizia”.