Lecce. Oltre 1.500 detenuti per 800 posti, emergenza sicurezza e diritti umani
leccesette.it, 26 gennaio 2026
La denuncia del Segretario Regionale Puglia Ruggiero Damato: “Servono interventi immediati su personale, sanità e strutture”. Il carcere di Borgo San Nicola sta attraversando quello che viene definito come il momento più drammatico della sua storia. A lanciare l’allarme è la Segreteria Regionale Puglia, per voce del Segretario regionale Ruggiero Damato, che parla senza mezzi termini di una situazione esplosiva dovuta a un sovraffollamento fuori controllo e a una gravissima carenza di personale. Attualmente, nella casa circondariale di Lecce sono presenti oltre 1.500 detenuti a fronte di meno di 800 posti regolamentari, un numero che rende impossibile garantire condizioni di vita dignitose e livelli minimi di sicurezza.
Polizia penitenziaria allo stremo: mancano circa 250 agenti - A peggiorare il quadro è la mancanza di circa 250 unità di Polizia penitenziaria nel ruolo Agenti/Assistenti, tra il comando della Casa Circondariale di Lecce e il Comando Interprovinciale Lecce-Brindisi del Nucleo traduzioni e piantonamento. Le celle - spesso triple - rendono la vivibilità estremamente difficile, mentre gli agenti sono al limite delle forze fisiche e psicologiche, costretti a turni massacranti e a operare in condizioni di stress costante. “Questa miscela è esplosiva - sottolinea Damato - e non sorprende che il rischio di aggressioni ai danni del personale, così come di atti autolesionistici e suicidi tra i detenuti, sia altissimo”.
“Il Ministero resta sordo, ma i detenuti continuano ad aumentare” - Secondo la Segreteria Regionale Puglia, il Ministero della Giustizia non starebbe rispondendo alle richieste provenienti dalla direzione del carcere e dalle organizzazioni sindacali. Nonostante ciò, continuano ad arrivare a Lecce detenuti di ogni tipologia, inclusi soggetti con problematiche psichiatriche e tossicodipendenze, senza alcun potenziamento dell’organico. “Senza un intervento strutturale e senza una riduzione del numero dei detenuti - avverte Damato - il carcere è seriamente a rischio implosione”.
Appello all’ASL di Lecce: “Più medici e psichiatri” - Tra le richieste più urgenti c’è anche un intervento dell’ASL di Lecce, chiamata a rafforzare il personale sanitario e paramedico, con particolare attenzione all’area psichiatrica. Le priorità indicate sono chiare: investimenti immediati nell’edilizia penitenziaria, aumento del personale di Polizia penitenziaria, potenziamento di educatori, psicologi e mediatori culturali, supporto psicologico continuo per detenuti e operatori. La Segreteria Regionale rivolge un appello diretto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Sottosegretario Andrea Delmastro e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo interventi urgenti e concreti. “È necessario superare una gestione ideologica e puntare su investimenti reali per la sicurezza e la riabilitazione. Lo Stato si misura anche dalla qualità dei suoi istituti penitenziari, che oggi - conclude Damato - ricordano carceri ‘sudamericane’”.