Cinema. “Nella colonia penale” vince a Trieste
Riassunto
Il film 'Nella colonia penale', diretto da Gaetano Crivaro, Ferruccio Goia e dai registi sardi Alberto Diana e Silvia Perra, ha vinto il Premio Corso Salani come miglior film indipendente al 37° Festival del Cinema di Trieste. L'opera esplora la realtà delle ultime colonie penali attive in Sardegna, dove i detenuti, prevalentemente migranti, scontano la pena lavorando a stretto contatto con la terra e gli animali in luoghi isolati come Isili e Mamone. La pellicola è stata premiata per il rigore formale e la capacità di raccontare con attualità e un pizzico di ironia paradossale la vita in queste strutture carcerarie. Questo riconoscimento mette in luce la persistenza di modelli detentivi unici nel panorama europeo e la loro complessa dialettica tra isolamento e natura.
L’Unione Sarda, 26 gennaio 2026
La pellicola di Crivaro, Goia e dei sardi Alberto Diana e Silvia Perra miglior film della sezione dedicata al cinema indipendente italiano. In Sardegna, nascoste in luoghi quasi inaccessibili, esistono ancora oggi tre delle ultime colonie penali attive in Europa. In queste case di lavoro all’aperto, i detenuti scontano la pena dividendo il loro tempo tra le mura della cella e il lavoro: coltivano la terra, allevano animali da pascolo, svolgono compiti di manutenzione della stessa struttura in cui sono rinchiusi. A Isili, Mamone, e Is Arenas i detenuti sono perlopiù persone migranti. Ignoriamo la loro provenienza, il reato per cui sono stati rinchiusi, per quanto tempo ancora dovranno stare lontani dal mondo. Il lavoro scandisce il tempo fermo e dilatato della prigionia, in cui l’uomo e animale vivono a stretto contatto.
Nell’ex colonia penale dell’Asinara, quando il rapporto tra carceriere e carcerato viene meno, tra le rovine delle prigioni abbandonate emerge una nuova dialettica di sopraffazione, che vede a confronto l’animale in libertà di fronte all’essere umano. “Nella colonia penale”, già film vincitore del Premio Marco Zucchi alla Semaine de la Critique del festival di Locarno 2025, ha trionfato ieri alla trentasettesima edizione del Festival del Cinema di Trieste, Premio Corso Salani, come miglior film della sezione dedicata al cinema indipendente italiano.
La motivazione: “Per il rigore non solo formale nel dare senso di attualità al racconto di luoghi carcerari retaggio del passato, in cui i detenuti lavorano con terra e animali, inquadrati senza forzature drammatiche, anzi con momenti di paradossale ironia. Rimarchevole l’impatto del sonoro e della fotografia”. A firmare il lavoro, Gaetano Crivaro, Ferruccio Goia e i sardi Alberto Diana e Silvia Perra.
Alberto Diana, nato a Iglesias nel 1989, si è diplomato al Master in Documental de Creación all’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, dopo essersi laureato in Lettere all’Università di Cagliari. Nel 2019 il suo doc “Fango rosso” è stato presentato in anteprima al Torino Film Festival. Nel 2023 ha realizzato il suo primo corto di finzione “Frarìa”. In questo nuovo lavoro firma l’episodio sull’Asinara.
Silvia Perra, invece, nata a Cagliari nel 1988, si è diplomata in Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. I suoi cortometraggi “La Finestra” (2016) e “Il Rito” (2020) sono stati selezionati in festival come Torino Film Festival, Angers Premiers Plans e Dokufest tra gli altri. Come autrice ha ricevuto il Premio Arte al Mia Market di Roma. Suo l’episodio su Mamone.