Migranti. Il trattenimento in Albania davanti alla Consulta
Riassunto
La Corte Costituzionale è chiamata a decidere sulla legittimità del trattenimento fino a 48 ore, senza titolo legale, dei richiedenti asilo riportati in Italia dai centri in Albania. La questione nasce dai dubbi sollevati dalla Cassazione circa la possibile violazione dell'articolo 13 della Costituzione sulla libertà personale durante i trasferimenti a catena. Nonostante le critiche giuridiche, il Ministro Piantedosi ha difeso il progetto definendolo una battaglia di civiltà e annunciando la piena operatività dei centri da giugno. Questo caso evidenzia una tensione significativa tra le procedure accelerate di frontiera e le garanzie costituzionali fondamentali.
Il Manifesto, 27 gennaio 2026
I giudici delle leggi dovranno stabilire se è legittimo trattenere senza titolo né giustificazioni, fino a 48 ore, i richiedenti asilo riportati in Italia da Gjader. La Consulta affronterà questa mattina in udienza pubblica i “palesi” dubbi di legittimità costituzionale sollevati dalla Cassazione in merito a un pezzo della catena di trattenimenti che ruotano intorno ai centri in Albania. In pratica quando i migranti fanno domanda d’asilo a Gjader vengono riportati in Italia perché la Corte d’appello di Roma ha rilevato una possibile violazione del diritto Ue che impone la permanenza dei richiedenti nel territorio europeo. All’arrivo in Italia, però, vengono nuovamente richiusi in un Cpr con un nuovo provvedimento che può tardare fino a 48 ore. Così si crea un lasso di tempo in cui la persona è privata della libertà personale senza titolo né giustificazioni.
La prassi potrebbe contraddire diversi articoli della Costituzione, a partire dal 13. Lo ha sostenuto in udienza l’avvocato difensore Salvatore Fachile e secondo gli ermellini potrebbe avere ragione. In gioco, hanno scritto nell’ordinanza di rinvio, ci sono principi fondamentali regolati dall’ordinamento costituzionale. Il caso nasce nato da un cittadino senegalese trasferito a maggio dal Cpr di Bari a quello di Gjader e poi di nuovo nella struttura del capoluogo pugliese. Due mesi prima il governo aveva provato a mettere un’altra toppa al pasticcio dei centri in Albania introducendo per decreto la possibilità del trattenimento a catena, con un emendamento fuori sacco che ora dovrà misurarsi con il parere della Consulta. Intanto ieri il ministro Matteo Piantedosi è tornato a parlare del progetto d’oltre Adriatico: “Da giugno i centri torneranno in funzione a pieno regime. È una battaglia di civiltà”. Poi se l’è presa con le garanzie del diritto d’asilo: un “istituto nobilissimo” su cui si sono consumati troppi abusi.