Una costituente non dichiarata

L'autore analizza le attuali riforme costituzionali italiane, come il premierato e l'autonomia, inquadrandole in una crisi globale del diritto internazionale e degli equilibri post-bellici. Azzariti suggerisce che sia in atto un "potere costituente dilatato" che agisce nel tempo attraverso prassi e fatti compiuti, erodendo gradualmente la Costituzione senza una rivoluzione popolare. Il cambiamento appare guidato dall'alto, privo di una strategia unitaria ma capace di trasformare il sistema in un nuovo regime autoritario. In questo scenario, gli intellettuali hanno il compito cruciale di trasformare il sentire comune in consapevolezza critica per difendere lo stato di diritto. Questa analisi sottolinea la necessità di una vigilanza democratica attiva di fronte a trasformazioni silenziose ma radicali.

Leggi l'articolo originale →

Roma. “In viaggio da te”, giovani e giovanissimi migranti raccontano la fuga per arrivare in Italia

A Roma, presso Villa Altieri, l'Unicef ha inaugurato la mostra 'In viaggio da te', un percorso immersivo che racconta le esperienze dei minori stranieri in Italia attraverso disegni e testimonianze dirette. L'esposizione illustra le tappe del viaggio migratorio e l'importanza dei percorsi di accoglienza familiare per favorire l'integrazione e la costruzione di legami sociali. L'iniziativa, visitabile fino al 30 gennaio, punta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla realtà dei giovani migranti trasformandoli da semplici numeri a cittadini attivi. Questo progetto evidenzia l'importanza di una comunità inclusiva nel sostenere i percorsi di vita dei minori più vulnerabili.

Leggi l'articolo originale →

Pavia. “Le contraddizioni di (san) Francesco”, Alessandro Barbero incanta i detenuti

Lo storico Alessandro Barbero ha tenuto una lezione presso la casa circondariale di Torre del Gallo, delineando un profilo inedito e 'estremista' di San Francesco d’Assisi. Lontano dall'iconografia tradizionale, il Francesco di Barbero emerge come un uomo dal carattere forte e rigoroso, profondamente calato nella complessa realtà socio-economica del Medioevo. L'incontro ha evidenziato la radicalità della sua scelta di povertà e il suo ruolo di precursore nel dialogo interreligioso e nell'ambientalismo. L'iniziativa, promossa dalla direttrice Stefania Mussio, ribadisce il valore fondamentale della cultura come percorso educativo e di crescita personale per i detenuti.

Leggi l'articolo originale →

Ancona. Montacuto è “sold out”. Detenuti dormono a terra. Respinti alcuni nuovi arrivi

Il carcere di Montacuto ad Ancona affronta un'emergenza sovraffollamento critica, con 337 detenuti a fronte di una capienza di 256, arrivando a casi di persone costrette a dormire a terra. La situazione ha impedito l'accoglienza della maggior parte degli arrestati di una recente operazione antidroga, evidenziando una sofferenza che coinvolge anche il personale e altre strutture regionali come Villa Fastiggi. Il garante Giancarlo Giulianelli sottolinea la necessità di nuove metodologie carcerarie per ridurre la recidività e gestire meglio le eccedenze. Questo scenario mette in luce l'urgenza di una riforma strutturale per garantire la sicurezza e la dignità all'interno del sistema penitenziario marchigiano.

Leggi l'articolo originale →

Firenze. Torture sui detenuti, condannati ispettrice e otto agenti di Polizia penitenziaria

La Corte d’appello di Firenze ha condannato nove agenti di polizia penitenziaria per i reati di tortura, calunnia e falso riguardanti aggressioni avvenute nel carcere di Sollicciano tra il 2018 e il 2020. La sentenza ribalta il giudizio di primo grado, confermando la natura inumana e degradante dei trattamenti inflitti a due detenuti, uno di nazionalità marocchina e uno italiana. L'ispettrice capo coinvolta ha ricevuto una pena di 5 anni e 4 mesi, mentre agli altri otto agenti sono state inflitte condanne comprese tra i 3 e i 4 anni. Questo verdetto sottolinea la gravità degli abusi di potere e la necessità di tutelare i diritti fondamentali all'interno del sistema carcerario italiano.

Leggi l'articolo originale →

Ravenna. Giovane suicida in carcere. Il Pm: “Lo psichiatra sbagliò”. La famiglia chiede giustizia

Il pubblico ministero ha richiesto una condanna a otto mesi per omicidio colposo nei confronti dello psichiatra del carcere di Ravenna, accusato di aver sottovalutato il rischio suicidario del 23enne Giuseppe Defilippo, morto nel 2019. Secondo l'accusa, il medico avrebbe ignorato la complessa storia clinica del giovane e i suoi segnali di sofferenza, abbassando il livello di sorveglianza da medio a lieve poco prima della tragedia. La famiglia della vittima, che chiede un risarcimento di 300mila euro, ha lottato per anni contro l'archiviazione del caso per ottenere giustizia. Questa vicenda mette in luce le gravi carenze del sistema di assistenza psichiatrica e di prevenzione dei suicidi all'interno degli istituti penitenziari italiani.

Leggi l'articolo originale →

Straniero irregolare e con precedenti penali, per l’espulsione va valutata la coesione familiare

La Corte di Cassazione ha stabilito che l'espulsione di uno straniero irregolare non può essere automatica, nemmeno in presenza di condanne per reati gravi come la violenza sessuale. Secondo l'ordinanza n. 1428, i giudici devono sempre valutare in concreto la pericolosità sociale attuale e bilanciarla con il diritto alla coesione familiare e i legami affettivi. Nel caso esaminato, un cittadino peruviano ha visto accolto il suo ricorso poiché il reato era ormai datato, estinto e l'uomo viveva stabilmente con la propria famiglia. Questa decisione sottolinea la necessità per il sistema giuridico italiano di bilanciare la sicurezza pubblica con i diritti fondamentali della persona, evitando automatismi punitivi.

Leggi l'articolo originale →

Bongiorno: “Perché nel Ddl Stupri si parla di dissenso e non di consenso”

La senatrice Giulia Bongiorno ha presentato una proposta di legge sulla violenza sessuale che introduce il concetto di 'dissenso' e punisce il 'freezing', ovvero la paralisi della vittima per paura. La norma punta ad ampliare la tutela legale a ogni atto compiuto contro la volontà della persona, superando l'attuale necessità di dimostrare minacce o costrizioni fisiche. Nonostante le polemiche sulla riduzione delle pene minime, Bongiorno sostiene che il testo metta al centro l'autodeterminazione della donna senza alterare l'onere della prova in tribunale. Questa riforma segna un tentativo cruciale di allineare il Codice penale alla realtà delle violenze contemporanee.

Leggi l'articolo originale →

Il referendum sulla giustizia sarà un derby sul governo

Angelo Panebianco analizza il prossimo referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, definendolo la prima vera riforma liberale della Costituzione italiana. L'autore sostiene che la distinzione tra giudici e pubblici ministeri sia fondamentale per garantire la terzietà del giudice e rompere i legami corporativi all'interno dell'Associazione Nazionale Magistrati. Panebianco critica il clima di scontro ideologico della campagna elettorale, ribadendo come la riforma favorirebbe la presunzione di non colpevolezza e un sistema di pesi e contrappesi necessario a tutelare i cittadini. Questo voto rappresenta un passaggio decisivo per l'evoluzione del sistema giudiziario italiano verso un modello più equilibrato e garantista.

Leggi l'articolo originale →

Risse e coltelli: “Vi spiego la violenza dei nostri ragazzi”

L'articolo esplora il fenomeno della violenza giovanile in Italia attraverso l'intervista allo psicoterapeuta Alfio Maggiolini, evidenziando come circa il 40% degli adolescenti partecipi a risse. Le cause principali vengono rintracciate nel senso di esclusione sociale e nelle difficoltà economiche, che colpiscono in particolare le famiglie di seconda o terza generazione. Sebbene la violenza di gruppo non sia un fenomeno nuovo, l'abuso di alcol e droghe funge oggi da pericoloso disinibitore, aggravando la ferocia degli scontri. Prevalentemente maschile, questa deriva riflette una fragilità psicologica e sociale che richiede interventi educativi mirati. Ciò sottolinea la necessità impellente di promuovere percorsi di inclusione per contrastare il disagio giovanile prima che sfoci in criminalità.

Leggi l'articolo originale →

Stretta sulla devianza minorile: lo Stato ha il dovere di agire, lo dico da magistrato

L'articolo analizza il disegno di legge sulla sicurezza, interpretando la tutela dell'ordine pubblico come condizione essenziale per l'esercizio delle libertà costituzionali. Tra le misure principali spiccano l'inasprimento delle pene, la procedibilità d'ufficio per i furti e nuovi strumenti di contrasto alla criminalità minorile, come l'ammonimento del Questore per i minori tra i 12 e i 14 anni. L'obiettivo è ristabilire la certezza della risposta dello Stato e prevenire l'escalation della violenza giovanile attraverso un approccio che unisce deterrenza e prevenzione. Questo intervento solleva l'importante sfida di bilanciare il rigore normativo con percorsi educativi realmente efficaci per il recupero dei minori.

Leggi l'articolo originale →

I numeri del Pacchetto sicurezza: la paura in percentuale

L'articolo critica l'uso di 'instant poll' privi di basi metodologiche solide per giustificare le nuove misure del 'Pacchetto sicurezza', come l'installazione di metal detector nelle scuole. L'autore evidenzia come questi dati opachi vengano spesso utilizzati per alimentare narrazioni basate sull'emotività e sulla paura, piuttosto che su un'analisi oggettiva dei fatti. Viene inoltre richiamata la responsabilità del giornalismo nel verificare le fonti, evitando di diventare un semplice amplificatore di propaganda politica. Questo scenario mette in guardia contro il rischio di basare scelte democratiche strutturali su evidenze statistiche non verificabili.

Leggi l'articolo originale →

Ddl stupri, il consenso non c’è più. La Lega dà il colpo di spugna

L'articolo discute la controversa riforma del disegno di legge sulla violenza sessuale proposta dalla senatrice Giulia Bongiorno, che introduce il concetto di "dissenso" anziché quello di "consenso". Questa modifica, criticata duramente dalle opposizioni e dalle associazioni femministe, creerebbe una doppia fattispecie di reato distinguendo tra stupro con violenza e atti compiuti in assenza di volontà espressa. Secondo le critiche, tale approccio rappresenta un passo indietro rispetto alla Convenzione di Istanbul e agli standard internazionali sulla tutela delle vittime. La relatrice difende la scelta sostenendo la necessità di evitare l'inversione dell'onere della prova e di proteggere chi è impossibilitato a reagire. Questo dibattito evidenzia la complessità del recepimento delle norme europee nel codice penale italiano.

Leggi l'articolo originale →

Perché Meloni e Schlein (per ora) non mettono la faccia sul referendum

L'articolo analizza la fase di stallo della campagna referendaria sulla giustizia, caratterizzata dall'attuale cautela di Giorgia Meloni ed Elly Schlein nel sovraesporsi. Mentre il centrodestra punta a mobilitare l'elettorato facendo leva sulla storica insofferenza verso la magistratura, il centrosinistra fatica a trovare un racconto unitario che non si limiti alla difesa dei giudici. La sfida cruciale riguarda la possibile politicizzazione del voto: trasformare il referendum in uno scontro tra leader potrebbe aumentare l'affluenza, ma espone le protagoniste a rischi politici elevati in caso di sconfitta. Questo scenario sottolinea come le riforme istituzionali in Italia finiscano spesso per diventare un test di sopravvivenza per i leader di partito.

Leggi l'articolo originale →

Civitavecchia (Rm). Formazione professionale in carcere con il progetto “Lievito Madre”

Il progetto 'Lievito Madre' presso il carcere di Civitavecchia ha permesso a trenta detenuti di formarsi come panificatori e pizzaioli, portando all'assunzione regolare di ventuno di loro da parte dell'azienda GustoLab360. L'iniziativa, finanziata dalla Regione Lazio e dal Fondo Sociale Europeo Plus, ha trasformato spazi carcerari dismessi in laboratori produttivi attivi per la grande distribuzione locale. Grazie alla sinergia tra enti di formazione, istituzioni e imprese, il progetto offre ai detenuti una concreta possibilità di riscatto e un mestiere spendibile dopo la pena. Questa esperienza dimostra come il sistema penitenziario possa evolvere da luogo puramente punitivo a centro di riabilitazione e crescita professionale.

Leggi l'articolo originale →

Brindisi. “Impara l’arte”: la campagna del Gruppo Fortis arriva nel carcere

La Casa Circondariale di Brindisi ha concluso il progetto 'Imparare il mestiere', un corso di edilizia e manutenzione volto a offrire ai detenuti concrete opportunità di riscatto sociale e professionale. Promossa dall’Associazione Profeta, l'iniziativa punta sulla riscoperta dei mestieri manuali per favorire la disciplina, la responsabilità e l'acquisizione di competenze spendibili una volta terminata la pena. Il successo dell'intervento è stato garantito dalla collaborazione tra la direzione della struttura e la Polizia Penitenziaria, riaffermando il valore della formazione nei percorsi di riabilitazione. Questa esperienza evidenzia come il lavoro manuale possa restituire dignità e speranza, rappresentando un modello fondamentale per il reinserimento sociale nel sistema penale italiano.

Leggi l'articolo originale →

“No al benaltrismo a sinistra sulla sicurezza”, dice la dem Madia

Nell'articolo la deputata Marianna Madia analizza il tema della sicurezza, esortando la sinistra a superare ogni forma di disinteresse ideologico verso il problema. Madia propone misure concrete contro il possesso di armi da taglio tra i minori e la reiterazione dei piccoli reati, denunciando al contempo il grave sovraffollamento delle carceri italiane. Un punto centrale riguarda l'impatto dei social media sulla violenza giovanile e il sollecito al governo per sbloccare la proposta di legge sulla maggiore età digitale. L'ex ministra sottolinea infine la necessità di unire investimenti in sicurezza e cultura, recuperando il dialogo con le realtà territoriali e le parrocchie. Questa riflessione evidenzia l'urgenza di un approccio pragmatico per affrontare il crescente disagio sociale e tecnologico tra le nuove generazioni.

Leggi l'articolo originale →

Secondo Nordio nelle carceri è tutto ok (ma forse parlava della Norvegia)

L'articolo critica la visione ottimistica del Ministro Nordio sullo stato delle carceri nel 2025, evidenziando che il calo del 10% dei suicidi è solo parziale se confrontato con il record negativo dell'anno precedente. I dati reali mostrano un sovraffollamento critico con oltre 63.000 detenuti e un numero di morti totali in aumento, smentendo l'immagine di un sistema in netto miglioramento. Anche le opportunità lavorative restano limitate, con solo il 3,4% dei detenuti impiegato all'esterno e scarse prospettive di reinserimento. Questa situazione sottolinea una discrepanza allarmante tra la narrativa istituzionale e le reali criticità del sistema penitenziario italiano.

Leggi l'articolo originale →

Guerra e diritti violati, allarme salute mentale: un Patto per i bambini

Telefono Azzurro, Fondazione Child e le Misericordie d'Italia hanno siglato un protocollo d'intesa biennale per sostenere la salute mentale di bambini e adolescenti in contesti di guerra e crisi umanitarie. L'iniziativa prevede interventi psicologici, formazione per operatori e il potenziamento delle linee di ascolto per affrontare traumi derivanti da violenza e sradicamento. La collaborazione unirà ricerca scientifica e presenza sul campo, con azioni mirate sia in Italia sia in zone critiche come l'Ucraina e la Terra Santa. Questo progetto evidenzia l'urgente necessità di reti di protezione internazionali coordinate per tutelare il benessere psicofisico delle generazioni più giovani colpite dai conflitti.

Leggi l'articolo originale →

Ddl Antisemitismo, nervi tesi nel Pd

Il 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, il Senato avvierà l'iter per una nuova legge sull'antisemitismo utilizzando come testo base la proposta di Lega e Italia Viva. Il provvedimento ha scatenato forti tensioni politiche, dividendo profondamente il Partito Democratico tra la linea ufficiale di Andrea Giorgis e l'iniziativa personale di Graziano Delrio. Le opposizioni esprimono preoccupazione che la norma possa essere utilizzata per criminalizzare il dissenso politico pro-Palestina, confondendo la critica alle politiche israeliane con l'antisemitismo. Il dibattito si preannuncia acceso, con la maggioranza intenzionata a mantenere la data simbolica nonostante i lavori siano ancora in fase iniziale. Questa situazione evidenzia come la lotta alle discriminazioni possa trasformarsi in un terreno di scontro ideologico e di frammentazione delle opposizioni.

Leggi l'articolo originale →