Secondo Nordio nelle carceri è tutto ok (ma forse parlava della Norvegia)
Federica Olivo
·
huffingtonpost.it
·
Riassunto
L'articolo critica la visione ottimistica del Ministro Nordio sullo stato delle carceri nel 2025, evidenziando che il calo del 10% dei suicidi è solo parziale se confrontato con il record negativo dell'anno precedente. I dati reali mostrano un sovraffollamento critico con oltre 63.000 detenuti e un numero di morti totali in aumento, smentendo l'immagine di un sistema in netto miglioramento. Anche le opportunità lavorative restano limitate, con solo il 3,4% dei detenuti impiegato all'esterno e scarse prospettive di reinserimento. Questa situazione sottolinea una discrepanza allarmante tra la narrativa istituzionale e le reali criticità del sistema penitenziario italiano.
In un recente resoconto alla Camera, il Guardasigilli Carlo Nordio ha rivendicato i progressi del governo nel sistema carcerario, citando un calo del 10% dei suicidi e nuovi investimenti per la salute mentale e il lavoro esterno. Tuttavia, i dati reali mostrano che il numero totale di decessi rimane quasi invariato e che il sovraffollamento è in aumento, con oltre 63.000 detenuti a fronte di circa 46.000 posti disponibili. Mentre il ministro attribuisce la responsabilità della mancata applicazione delle misure alternative alla magistratura, le opposizioni denunciano condizioni di vita degradanti per i reclusi. Questa divergenza tra la narrazione istituzionale e la realtà dei fatti evidenzia la persistente emergenza dei diritti umani nelle carceri italiane.
L'articolo analizza il fallimento del piano carceri del governo Meloni, evidenziando come a fine 2025 il sovraffollamento abbia raggiunto il 139% con oltre 63.000 detenuti. Nonostante le promesse di espansione edilizia, i posti disponibili sono diminuiti, aggravando le condizioni di vita e portando a un numero record di suicidi e ricorsi per trattamenti inumani. Gli appelli alla clemenza, inclusi quelli di Papa Francesco per il Giubileo, sono rimasti inascoltati dalla maggioranza politica. Questa situazione delinea una crisi strutturale senza precedenti che mette seriamente a rischio il rispetto dei diritti umani fondamentali nel sistema penitenziario italiano.
L'articolo descrive la drammatica situazione delle carceri italiane nel 2025, segnate da un sovraffollamento medio del 138,5% e un numero record di suicidi, compreso tra 79 e 80 casi. Oltre ai decessi, si registrano frequenti episodi di rivolte e incendi, alimentati dalla disperazione e dalla gestione inadeguata di detenuti con gravi fragilità psichiche. Il confronto internazionale mostra che l'Italia supera la mediana europea per criticità sistemiche, rendendo insufficienti i soli piani di ampliamento delle strutture. Questa situazione mette in luce una crisi umanitaria e gestionale ormai insostenibile per il sistema penitenziario italiano.