Ravenna. Giovane suicida in carcere. Il Pm: “Lo psichiatra sbagliò”. La famiglia chiede giustizia
Lorenzo Priviato
·
Il Resto del Carlino
·
Riassunto
Il pubblico ministero ha richiesto una condanna a otto mesi per omicidio colposo nei confronti dello psichiatra del carcere di Ravenna, accusato di aver sottovalutato il rischio suicidario del 23enne Giuseppe Defilippo, morto nel 2019. Secondo l'accusa, il medico avrebbe ignorato la complessa storia clinica del giovane e i suoi segnali di sofferenza, abbassando il livello di sorveglianza da medio a lieve poco prima della tragedia. La famiglia della vittima, che chiede un risarcimento di 300mila euro, ha lottato per anni contro l'archiviazione del caso per ottenere giustizia. Questa vicenda mette in luce le gravi carenze del sistema di assistenza psichiatrica e di prevenzione dei suicidi all'interno degli istituti penitenziari italiani.
Christian Guercio, un trentottenne con gravi disturbi psichiatrici e dipendenze, si è suicidato nel carcere di Asti dopo soli tre giorni di detenzione. Nonostante la sua condizione clinica e i precedenti tentativi di suicidio, l'uomo era stato incarcerato per resistenza a pubblico ufficiale senza che venissero attivati protocolli di sorveglianza specifici. L'avvocato denuncia gravi mancanze nella valutazione medica ospedaliera e nella comunicazione tra le istituzioni coinvolte sulla fragilità del paziente. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità nella gestione del detenuto. Questo tragico evento evidenzia le criticità strutturali del sistema penitenziario italiano nell'assistenza ai soggetti psichiatricamente fragili.
In seguito al caso del giovane detenuto presumibilmente picchiato nel carcere di Venezia e poi morto suicida a Verona, l'amministrazione penitenziaria ha introdotto nuovi moduli più dettagliati per certificare l'idoneità ai trasferimenti. Recentemente, il medico che effettuò la visita prima del trasferimento è stato prosciolto dall'accusa di falso, poiché la sua diagnosi è risultata coerente con il decorso clinico delle lesioni interne riportate dal giovane. Resta invece aperto il processo a carico di quattro agenti di polizia penitenziaria per il presunto pestaggio avvenuto nel febbraio 2024. Questa vicenda evidenzia la necessità di controlli medici più rigorosi e di una maggiore trasparenza per garantire l'incolumità dei detenuti nel sistema carcerario italiano.
Il fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane rimane un'emergenza critica, con 80 casi registrati nel 2025. A Padova, due recenti suicidi hanno interrotto un periodo di stabilità, spingendo il Garante regionale Antonio Bincoletto a denunciare il sovraffollamento e il deterioramento dei modelli riabilitativi. Il 6 febbraio i garanti chiederanno a Roma misure straordinarie, come l'aumento dei giorni di sconto per buona condotta per facilitare le dimissioni anticipate. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di ripensare la gestione carceraria per rispettare il dettato costituzionale e prevenire nuove tragedie.