Pavia. “Le contraddizioni di (san) Francesco”, Alessandro Barbero incanta i detenuti
Daniela Scherrer
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La Provincia Pavese
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Riassunto
Lo storico Alessandro Barbero ha tenuto una lezione presso la casa circondariale di Torre del Gallo, delineando un profilo inedito e 'estremista' di San Francesco d’Assisi. Lontano dall'iconografia tradizionale, il Francesco di Barbero emerge come un uomo dal carattere forte e rigoroso, profondamente calato nella complessa realtà socio-economica del Medioevo. L'incontro ha evidenziato la radicalità della sua scelta di povertà e il suo ruolo di precursore nel dialogo interreligioso e nell'ambientalismo. L'iniziativa, promossa dalla direttrice Stefania Mussio, ribadisce il valore fondamentale della cultura come percorso educativo e di crescita personale per i detenuti.
A Pavia sono stati sbloccati i 'protocolli d’inclusione' per i detenuti della casa circondariale di Torre del Gallo, permettendo l'avvio di attività culturali e di pubblica utilità. Lo sblocco è avvenuto a seguito di un’interrogazione parlamentare che ha sollecitato il Ministero della Giustizia a favore di percorsi rieducativi concreti. L’iniziativa punta a migliorare le condizioni di un sistema carcerario attualmente in crisi, caratterizzato da sovraffollamento e tensioni interne. Queste convenzioni mirano a restituire alla pena la sua funzione costituzionale di reinserimento sociale, coinvolgendo attivamente il Comune e gli enti locali nel recupero dei reclusi. Questo provvedimento rappresenta un passo fondamentale per contrastare il degrado degli istituti penitenziari italiani attraverso la dignità e il lavoro.
L'associazione 'Incontro e Presenza', guidata da Claudio Santarelli, opera da oltre trent'anni nelle carceri lombarde promuovendo il reinserimento dei detenuti attraverso relazioni umane e sostegno materiale. Santarelli evidenzia come il percorso post-pena sia ostacolato da pesanti barriere burocratiche e da una cultura della diffidenza che coinvolge il 70% delle imprese e degli enti pubblici. Viene inoltre sottolineata l'importanza delle misure alternative, che risulterebbero meno costose per la collettività rispetto alla detenzione tradizionale e più efficaci per la sicurezza sociale. Questo scenario evidenzia una sfida cruciale per il sistema penale italiano: passare da una logica puramente punitiva a una realmente inclusiva e riabilitativa.
Il convegno tenutosi a Milano ha evidenziato il ruolo strategico dei commercialisti e dei professionisti nel promuovere il reinserimento lavorativo dei detenuti, rispettando la funzione rieducativa della pena sancita dalla Costituzione. Durante l’incontro, è emerso come il lavoro e una comunicazione corretta siano strumenti essenziali per prevenire il disagio psicologico e contrastare l’allarmante fenomeno dei suicidi in carcere. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di sinergie tra istituzioni e società civile per trasformare il sistema penitenziario in un luogo di recupero umano e sociale. Questa iniziativa mette in luce l'importanza di un impegno collettivo per umanizzare le carceri e ridurre la recidiva attraverso percorsi di autonomia concreta.