Milano. Giustizia e reinserimento dei detenuti: il ruolo dei commercialisti
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askanews.it
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Riassunto
Il convegno tenutosi a Milano ha evidenziato il ruolo strategico dei commercialisti e dei professionisti nel promuovere il reinserimento lavorativo dei detenuti, rispettando la funzione rieducativa della pena sancita dalla Costituzione. Durante l’incontro, è emerso come il lavoro e una comunicazione corretta siano strumenti essenziali per prevenire il disagio psicologico e contrastare l’allarmante fenomeno dei suicidi in carcere. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di sinergie tra istituzioni e società civile per trasformare il sistema penitenziario in un luogo di recupero umano e sociale. Questa iniziativa mette in luce l'importanza di un impegno collettivo per umanizzare le carceri e ridurre la recidiva attraverso percorsi di autonomia concreta.
Il 12 gennaio 2026 si terrà a Milano il convegno nazionale “Comunicazione, dignità e lavoro nel carcere”, focalizzato sulla funzione rieducativa della pena e sul contrasto all'emergenza suicidi e al sovraffollamento. L'iniziativa esplora come il lavoro e una comunicazione empatica possano prevenire la recidiva e restituire dignità ai detenuti, con un focus particolare sulle madri recluse. Viene evidenziato il ruolo strategico di commercialisti e imprese nel facilitare il reinserimento sociale e professionale dei condannati. Questa iniziativa richiama l’attenzione sulla necessità di trasformare le carceri da luoghi di sofferenza a spazi di effettiva riabilitazione sociale.
Una delegazione di imprenditori di Confimprese ha visitato il carcere di Bollate per valutare l'assunzione di detenuti, offrendo una risposta concreta alla carenza di circa 10.000 addetti nel settore del commercio. L'iniziativa punta sulla formazione professionale e sull'applicazione dell'articolo 21, che permette ai detenuti di lavorare o studiare per prepararsi a un effettivo reinserimento sociale. Le testimonianze dei protagonisti confermano che l'impiego lavorativo è lo strumento principale per restituire dignità e abbattere i pregiudizi che circondano chi ha scontato una pena. Questo modello evidenzia come la collaborazione tra imprese e istituzioni penitenziarie sia fondamentale per una reale sostenibilità sociale e per la riduzione della recidiva.
A Pavia sono stati sbloccati i 'protocolli d’inclusione' per i detenuti della casa circondariale di Torre del Gallo, permettendo l'avvio di attività culturali e di pubblica utilità. Lo sblocco è avvenuto a seguito di un’interrogazione parlamentare che ha sollecitato il Ministero della Giustizia a favore di percorsi rieducativi concreti. L’iniziativa punta a migliorare le condizioni di un sistema carcerario attualmente in crisi, caratterizzato da sovraffollamento e tensioni interne. Queste convenzioni mirano a restituire alla pena la sua funzione costituzionale di reinserimento sociale, coinvolgendo attivamente il Comune e gli enti locali nel recupero dei reclusi. Questo provvedimento rappresenta un passo fondamentale per contrastare il degrado degli istituti penitenziari italiani attraverso la dignità e il lavoro.