Civitavecchia (Rm). Formazione professionale in carcere con il progetto “Lievito Madre”

Riassunto

Il progetto 'Lievito Madre' presso il carcere di Civitavecchia ha permesso a trenta detenuti di formarsi come panificatori e pizzaioli, portando all'assunzione regolare di ventuno di loro da parte dell'azienda GustoLab360. L'iniziativa, finanziata dalla Regione Lazio e dal Fondo Sociale Europeo Plus, ha trasformato spazi carcerari dismessi in laboratori produttivi attivi per la grande distribuzione locale. Grazie alla sinergia tra enti di formazione, istituzioni e imprese, il progetto offre ai detenuti una concreta possibilità di riscatto e un mestiere spendibile dopo la pena. Questa esperienza dimostra come il sistema penitenziario possa evolvere da luogo puramente punitivo a centro di riabilitazione e crescita professionale.

Avvenire, 23 gennaio 2026
La questione del reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute, una volta conclusa la pena, resta spesso sullo sfondo delle analisi sul sistema penitenziario italiano, nonostante sia vivo il dibattito su come rendere la reclusione, quando possibile, riabilitativa anche per un sostanziale miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri. In questo quadro, la formazione professionale può rappresentare uno strumento efficace per impiegare il tempo della detenzione nel costruire un progetto di vita spendibile al di fuori.
Il progetto Lievito Madre, finanziato dalla Regione Lazio e svolto, nel 2025, presso la Casa Circondariale G. Passerini di Civitavecchia rappresenta una esperienza significativa. Trenta detenuti della sezione maschile sono stati inseriti in un percorso di formazione professionale realizzato da Enaip Impresa Sociale, l’Ente formativo delle Acli, che prevedeva attività teoriche, pratiche e tirocini. Nell’arco di otto mesi, grazie ad un preparato staff di formatori, i partecipanti hanno acquisito le competenze tecnico-professionali per diventare panificatori e pizzaioli, ottenendo anche una qualifica professionale che rappresenta un investimento per il futuro.
A conclusione del percorso, infatti, ventuno detenuti sono stati assunti dall’azienda di panificazione GustoLab360, che già aveva collaborato con il carcere offrendo gli spazi per i tirocini, dove i partecipanti, sotto sorveglianza, avevano potuto sperimentare nel concreto il lavoro. Il progetto Lievito Madre, finanziato con i fondi dell’Unione Europea nell’ambito del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027, è andato anche oltre, perché prevedendo l’allestimento del laboratorio di panificazione, ha consentito di riqualificare alcuni spazi del carcere che prima erano abbandonati e in disuso.
Oggi i ventuno detenuti presenti nell’unità produttiva interna al carcere di Civitavecchia con un regolare contratto di assunzione della FederPanificatori, si occupano ogni giorno di sfornare pinse e pizze per la grande distribuzione del territorio. Quindi un grande successo per questo laboratorio che è il frutto di un fattivo lavoro di rete, tra la casa circondariale, l’ente di formazione Enaip, l’azienda GustoLab 360 e il territorio di Civitavecchia.
La formazione se realizzata in sinergia tra più istituzioni e nell’interesse delle singole persone può realmente rappresentare una leva di riscatto come vuole dimostrare questa esperienza. Scontare una pena e al contempo formarsi per imparare un mestiere con la prospettiva di riabilitarsi nella società e nel lavoro, è la prova che il carcere non è solo un luogo punitivo.