Civitavecchia (Rm). Formazione professionale in carcere con il progetto “Lievito Madre”
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Avvenire
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Riassunto
Il progetto 'Lievito Madre' presso il carcere di Civitavecchia ha permesso a trenta detenuti di formarsi come panificatori e pizzaioli, portando all'assunzione regolare di ventuno di loro da parte dell'azienda GustoLab360. L'iniziativa, finanziata dalla Regione Lazio e dal Fondo Sociale Europeo Plus, ha trasformato spazi carcerari dismessi in laboratori produttivi attivi per la grande distribuzione locale. Grazie alla sinergia tra enti di formazione, istituzioni e imprese, il progetto offre ai detenuti una concreta possibilità di riscatto e un mestiere spendibile dopo la pena. Questa esperienza dimostra come il sistema penitenziario possa evolvere da luogo puramente punitivo a centro di riabilitazione e crescita professionale.
Il carcere femminile della Giudecca a Venezia si distingue come un modello di inclusione e riscatto, trasformando il tempo della pena in un'opportunità di crescita attraverso l'arte, la scuola e il lavoro. Grazie a progetti come la sartoria creativa, che realizza abiti per la Mostra del Cinema, e l'Orto delle Meraviglie, le detenute mantengono un legame vitale con la città e acquisiscono dignità professionale. L'articolo evidenzia come la collaborazione con grandi istituzioni, tra cui la Biennale visitata da Papa Francesco, permetta di superare i pregiudizi e offrire una reale seconda possibilità di futuro. Questa esperienza virtuosa dimostra come il lavoro e la cultura siano strumenti fondamentali per combattere l'alienazione e riabilitare la persona nel sistema penitenziario.
Il progetto di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), promosso dalla Fondazione Isaia ed Eitd, offre a giovani di Scampia e detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere l'opportunità di imparare l'arte dell'alta sartoria napoletana. Attraverso lo studio dei tessuti e delle tecniche di rifinitura a mano, i partecipanti acquisiscono competenze d'eccellenza che trasformano il disagio sociale in una concreta possibilità di riscatto. Storie come quella di Alessia, assunta ancor prima del diploma, dimostrano l'efficacia di coniugare tradizione artigianale e percorsi rieducativi. Questa iniziativa sottolinea l'importanza cruciale della formazione professionale come strumento di reinserimento sociale e dignità umana per chi vive ai margini della società.
Intesa Sanpaolo sostiene la Scuola di Edilizia presso il carcere di Opera a Milano, un progetto promosso dalla Fondazione Don Gino Rigoldi per favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro. L'iniziativa punta a ridurre drasticamente il tasso di recidiva, che scende al 2% per chi ha un contratto di lavoro rispetto al 70% della media nazionale. Oltre alla formazione tecnica, il programma offre percorsi di orientamento e sviluppo di competenze trasversali, estendendosi anche ad altre carceri italiane con diverse attività produttive e culturali. Questo modello dimostra come il binomio formazione-lavoro sia lo strumento più efficace per trasformare la pena in un'opportunità di riscatto e dignità. Il successo di tali iniziative sottolinea l'importanza di investire nel lavoro carcerario come pilastro fondamentale per la sicurezza e la coesione della società civile.