Guerra e diritti violati, allarme salute mentale: un Patto per i bambini
Lorenza Cerbini
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Corriere della Sera
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Riassunto
Telefono Azzurro, Fondazione Child e le Misericordie d'Italia hanno siglato un protocollo d'intesa biennale per sostenere la salute mentale di bambini e adolescenti in contesti di guerra e crisi umanitarie. L'iniziativa prevede interventi psicologici, formazione per operatori e il potenziamento delle linee di ascolto per affrontare traumi derivanti da violenza e sradicamento. La collaborazione unirà ricerca scientifica e presenza sul campo, con azioni mirate sia in Italia sia in zone critiche come l'Ucraina e la Terra Santa. Questo progetto evidenzia l'urgente necessità di reti di protezione internazionali coordinate per tutelare il benessere psicofisico delle generazioni più giovani colpite dai conflitti.
L'articolo riporta che, dall'inizio del secondo mandato di Donald Trump, l'ICE ha detenuto oltre 3.800 minorenni, causando un drastico calo della frequenza scolastica in Minnesota per il clima di paura. Attraverso le storie di bambini come Liam e Chloe, viene descritto l'impatto traumatico della militarizzazione della vita quotidiana e delle separazioni familiari. La sociologa Joanna Dreby sottolinea come tali esperienze provochino ansia cronica, depressione e danni permanenti allo sviluppo dei minori. Questa situazione solleva una questione critica sulla tutela dei diritti umani fondamentali nell'ambito delle politiche migratorie statunitensi.
L'autrice Susanna Marietti critica il nuovo pacchetto Sicurezza del governo, definendolo un attacco allo stato di diritto e alla libertà di protesta piuttosto che un reale strumento di contrasto alla criminalità. Tra le misure principali, il provvedimento introduce tutele legali per le forze dell'ordine in servizio, autorizza operazioni sotto copertura nelle carceri e inasprisce le norme sull'immigrazione, limitando i soccorsi e i ricongiungimenti. Il testo evidenzia inoltre l'uso di body cam gestibili autonomamente dagli agenti, sollevando dubbi sulla trasparenza e la supervisione giudiziaria. Questo scenario delinea una deriva autoritaria che mette a rischio i principi costituzionali e la tutela dei diritti civili in Italia.
In un'intervista curata da Francesco Barana, Valeria Verdolini presenta il suo libro 'Abolire l’impossibile', in cui propone l'utopia come metodo concreto per riorganizzare la speranza e contrastare violenze sistemiche come il razzismo e il patriarcato. L'autrice sostiene l'abolizione, e non la semplice riforma, di strutture oppressive quali il carcere e i confini, ispirandosi al concetto di 'rovesciamento' di Franco Basaglia. Tra le proposte più radicali emergono la liberalizzazione dei visti per i migranti e una ridefinizione della sicurezza intesa come coesione sociale anziché come mero ordine pubblico. Questo lavoro invita a un cambio di paradigma per rispondere all'erosione dei diritti e del welfare che caratterizza l'epoca attuale. La proposta di Verdolini evidenzia la necessità di un nuovo orizzonte radicale per ripensare i rapporti di forza nella società moderna.