Gianni Alemanno: “Sempre più insofferente al teatrino della politica”

In un’intervista, Gianni Alemanno racconta la sua esperienza nel carcere di Rebibbia, denunciando il sovraffollamento come una violazione dei diritti umani che rasenta il trattamento inumano. L’ex sindaco critica l’ipocrisia della politica attuale sulla gestione delle pene e promuove provvedimenti di clemenza per decongestionare gli istituti penitenziari. Insieme a Fabio Falbo, ha scritto il libro 'L’emergenza negata' per evidenziare il collasso del sistema carcerario italiano, spesso ignorato dai media e dalle istituzioni. Tale situazione richiama l'attenzione sull'urgenza di una riforma della giustizia che tuteli effettivamente la dignità dei detenuti.

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Migranti. Le vittime di Cutro “abbandonate” dal Governo

Presso il tribunale di Crotone è iniziato il processo per il naufragio di Cutro, che vede imputati sei ufficiali della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera per omicidio colposo e mancato soccorso. La prima udienza è stata subito rinviata per motivi tecnici, alimentando i timori dei familiari delle vittime circa il rischio di prescrizione. In una lettera aperta, i superstiti denunciano il mancato rispetto delle promesse governative sui ricongiungimenti familiari e annunciano nuove mobilitazioni per il terzo anniversario della strage. Questa vicenda sottolinea la persistente tensione tra i tempi della giustizia e il bisogno di risposte concrete per le vittime e i loro cari.

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Lecce. La Garante dei detenuti: “Criticità nella struttura, biblioteca e cucina ancora non attivi”

La Garante dei detenuti di Lecce, Maria Mancarella, ha denunciato gravi criticità e disservizi presso l’Istituto penitenziario minorile locale, riaperto di recente dopo vent'anni di inattività. Durante la sua visita sono emerse carenze strutturali significative, tra cui la mancanza di aree sportive, il malfunzionamento dei servizi di base come l'acqua calda e l'assenza di attività scolastiche o laboratoriali. Viene inoltre segnalata un'insufficienza di personale e di progetti educativi approvati, limitando di fatto le possibilità di riabilitazione per i giovani ospiti. Questa situazione evidenzia l'urgenza di interventi strutturali e organizzativi per garantire standard dignitosi e percorsi rieducativi efficaci nel sistema penale minorile.

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Livorno. La denuncia del Garante: “C’è chi vorrebbe tenere aperte le vecchie sezioni detentive”

Dopo un iter di oltre dieci anni, il carcere 'Le Sughere' di Livorno vedrà entro pochi mesi l'apertura di un nuovo padiglione da 120 posti, ma restano forti dubbi sulla gestione del sovraffollamento. Il Garante dei detenuti, Marco Solimano, denuncia il rischio che la vecchia sezione 'transito' rimanga operativa nonostante le condizioni fatiscenti e degradanti in cui vivono i ristretti. Con un tasso di sovraffollamento del 134%, la mancata chiusura delle strutture obsolete comprometterebbe la dignità dei detenuti e l'efficacia dei percorsi trattamentali. Questa situazione evidenzia la cronica difficoltà del sistema penitenziario italiano nel bilanciare le carenze strutturali con il rispetto dei diritti fondamentali.

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Iran. L’Italia si muova per la liberazione di Djalali

Il dottor Ahmadreza Djalali, scienziato legato all'università di Novara, resta prigioniero in Iran dal 2016 con una condanna a morte emessa dopo un processo farsa. Nonostante le continue pressioni internazionali e la cittadinanza onoraria italiana, le richieste di liberazione avanzate anche dalla Svezia sono rimaste finora senza risposta. L'articolo esorta la diplomazia italiana a intensificare gli sforzi per salvare la vita dello studioso, prendendo esempio da recenti successi diplomatici ottenuti in Venezuela. Questo caso sottolinea l'urgenza di un impegno umanitario costante a fronte delle sistematiche violazioni dei diritti civili in Iran.

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Iran. Trump rilancia e parla alle piazze: “L’aiuto degli Usa sta per arrivare”

L'articolo riporta la drammatica repressione in Iran, dove si stima che le vittime tra i manifestanti abbiano raggiunto le 12.000 unità a causa dell'uso indiscriminato della forza da parte del regime. Il presidente statunitense Donald Trump ha reagito introducendo dazi commerciali e incitando i cittadini iraniani a proseguire la rivolta, mentre l'Alto Commissario ONU ha condannato la violenza e l'uso di esecuzioni capitali per scopi politici. Nonostante gli oltre 10.000 arresti e la propaganda governativa che definisce i manifestanti come terroristi, le proteste per il cambiamento fondamentale del Paese continuano ogni notte. Questa situazione sottolinea l'urgenza di un intervento coordinato della comunità internazionale per fermare le violazioni dei diritti umani in corso.

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Venezuela. Il sit-in delle mamme al confine: “Adesso liberate anche i nostri figli”

Al confine tra Colombia e Venezuela, le cosiddette “donne della frontiera” manifestano per chiedere la liberazione dei propri familiari detenuti nelle carceri venezuelane con l'accusa di spionaggio. Molti prigionieri, come Brandon Josué Castaño Ocampo, rimangono in cella nonostante abbiano già scontato la pena, in un contesto di forte tensione politica e sospetto verso i cittadini colombiani. Le famiglie denunciano condizioni carcerarie disumane, malattie gravi e numerosi casi di persone scomparse lungo i 2.200 chilometri di confine. Nonostante alcuni recenti rilasci, la mobilitazione continua con l'obiettivo di riportare a casa tutti i prigionieri e ottenere verità sui dispersi. Questa situazione evidenzia una grave crisi umanitaria e la sistematica violazione dei diritti umani nelle zone di frontiera latinoamericane.

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Venezuela. Ci sono piccoli segnali di Perestrojka del dopo-Maduro

La presidente ad interim Delcy Rodríguez e suo fratello Jorge hanno avviato una profonda riforma dell'ordinamento giuridico venezuelano per superare l'isolamento internazionale e gli errori del periodo di Maduro. La scarcerazione di oltre 110 detenuti, inclusi gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò, segna un cambio di passo nei rapporti diplomatici con l'Occidente e il ripristino dell'ambasciatore italiano a Caracas. Nonostante le resistenze dei vertici militari timorosi della Corte penale internazionale, il governo propone una "Perestrojka" basata sulla revisione dei codici civile e penale per modernizzare lo Stato. Questa strategia evidenzia il tentativo del chavismo di sopravvivere attraverso riforme strutturali, pur evitando nuove consultazioni elettorali. Tale processo mette alla prova la tenuta degli equilibri di potere interni e la reale volontà di riconciliazione del Paese.

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Israele. “Pena di morte per impiccagione”, il primo sì della Knesset al disegno di legge

La Knesset israeliana ha approvato in prima lettura un disegno di legge che introduce la pena di morte per i palestinesi accusati delle uccisioni del 7 ottobre 2023. Il provvedimento prevede l'esecuzione tramite impiccagione, l'isolamento totale per i condannati e la possibilità di emettere sentenze a maggioranza semplice presso tribunali militari. Esperti legali e organizzazioni per i diritti umani denunciano la natura discriminatoria della norma, sottolineando il suo conflitto con il diritto internazionale e il rischio di errori giudiziari irreversibili. Questa decisione evidenzia una preoccupante deriva autoritaria che mette in discussione i principi fondamentali della dignità umana e della giustizia.

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Migranti. Il dramma dei “minori non accompagnati”: emergenza senza fine

In un articolo per Il Dubbio, Damiano Aliprandi spiega che i rimborsi statali per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati non sanano le gravi falle strutturali del sistema. L'associazione ASGI denuncia la cronica carenza di posti, il mancato adeguamento dei contributi economici e l'assenza di fondi per i neomaggiorenni. Le recenti scelte normative sono criticate per l'uso di approcci repressivi e il collocamento di minori in centri per adulti, compromettendo i percorsi di integrazione. Il testo evidenzia come tali criticità rappresentino una violazione della tutela dei minori garantita dalla Costituzione. Questa situazione sottolinea una problematica critica per la tenuta del sistema di welfare e per il rispetto dei diritti fondamentali in Italia.

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Diritti in calo e migranti sotto attacco: il monito all’Italia del Consiglio d’Europa

Durante la sua visita a Roma, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha espresso forti preoccupazioni per l'arretramento dello Stato di diritto in Italia, citando un punteggio di 6,6 nell'indice del World Justice Project. O’Flaherty ha criticato la leadership italiana nel promuovere restrizioni ai diritti dei migranti, denunciando la strumentalizzazione politica di un fenomeno che risulta numericamente in calo. Il Commissario ha inoltre annunciato un monitoraggio attento sull'indipendenza della magistratura e dei media nel Paese. Questo monito evidenzia una sfida critica per la tutela dei diritti fondamentali e l'allineamento dell'Italia agli standard democratici europei.

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Bologna. La Dozza spalanca i cancelli all’arte contemporanea

Dal 6 all'8 febbraio 2026, la Casa Circondariale Rocco D’Amato di Bologna apre per la prima volta le porte all'arte contemporanea con la mostra 'I’m still standing' di Anila Rubiku. Curata da Elisa Fulco, l'iniziativa mira a integrare la struttura carceraria con il tessuto urbano attraverso opere che esplorano i temi dell'esclusione, della resistenza e della speranza. Il percorso espositivo, allestito negli spazi dei colloqui, include lavori nati da laboratori in contesti detentivi e metafore visive di libertà. Questo progetto rappresenta un passo importante per superare i pregiudizi e promuovere una società più inclusiva attraverso il dialogo tra interno ed esterno.

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Potenza. Teatro in carcere, al via la call per i formatori

La Compagnia Teatrale Petra ha lanciato 'In_Out. Libertà Aumentata', un programma di formazione per operatori sociali volto a promuovere il teatro nelle carceri attraverso linguaggi artistici e strumenti digitali. Il progetto, articolato in cinque incontri, mira a trasformare la percezione del sistema detentivo da luogo di marginalità a centro di innovazione culturale e partecipazione civile. Al termine del percorso, un partecipante sarà selezionato per un tirocinio che affiancherà le attività laboratoriali con i detenuti previste fino a dicembre 2026. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso l'abbattimento delle barriere simboliche tra il carcere e la società esterna.

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Asti. Presentazione del libro: “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere”

Il 24 gennaio la Biblioteca Astense ospiterà la presentazione del libro “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere”, nato dai laboratori svolti nella sezione femminile della Casa Circondariale di Torino. L'opera, curata da Brunella Lottero e Cinzia Morone, mira a condividere l'umanità e le esperienze delle detenute con la società civile. All'evento parteciperanno esperti e verranno lette testimonianze dirette, con il ricavato delle vendite destinato a progetti interni al carcere. Questa iniziativa rappresenta un'importante occasione di sensibilizzazione sul tema della riabilitazione e del necessario dialogo tra carcere e mondo esterno.

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Roma. “Ero in carcere… e siete venuti”. Un convegno sulla dignità nel contesto carcerario

Il 22 gennaio 2026 si terrà a Roma il VII Convegno Nazionale della Diaconia Valdese per discutere le criticità del sistema carcerario italiano, segnato da sovraffollamento cronico e un preoccupante numero di suicidi. Nonostante i cinquant'anni dalla riforma penitenziaria, l'incontro analizzerà l'inefficacia delle politiche attuali e le criticità introdotte dal recente Decreto Sicurezza 2025. L'evento mira a promuovere misure alternative alla detenzione e percorsi di reinserimento sociale che garantiscano la dignità umana oltre le mura del carcere. La partecipazione di figure istituzionali e accademiche sottolinea l'urgenza di una riforma culturale che superi la visione puramente punitiva della pena. Questo evento evidenzia la necessità impellente di ristabilire la funzione rieducativa del sistema penitenziario in linea con i diritti fondamentali.

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Roma. A Villa Maraini confronto con detenuti in percorsi alternativi

La Fondazione Villa Maraini e l’Istituto Luca Coscioni hanno organizzato a Roma un convegno focalizzato sulla prevenzione dei suicidi e sull'importanza dei percorsi alternativi alla detenzione, specialmente per persone con dipendenze. L'iniziativa nasce in risposta al sovraffollamento carcerario e ai recenti tragici suicidi che hanno colpito sia i detenuti che il personale educativo nel carcere di Cremona. Durante l'incontro, viene rilanciata la proposta storica di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta per indagare sulle morti in ambito penitenziario. Questo evento sottolinea l'urgenza di una riforma che non si limiti all'edilizia carceraria, ma che garantisca salute e dignità a tutta la comunità penitenziaria.

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Verona. Torture in questura, i pm chiedono pene dure: “Parlano le immagini”

I pubblici ministeri di Verona hanno richiesto condanne fino a oltre sette anni per due ex poliziotti accusati di tortura e falso in atto pubblico ai danni di persone vulnerabili, come tossicodipendenti e stranieri. Le prove principali consistono in filmati che documentano aggressioni fisiche e insulti razziali avvenuti tra il 2022 e il 2023 nella stanza dei fermati della questura. Oltre a questo processo, un'altra inchiesta parallela coinvolge altri 16 agenti per reati simili, delineando quello che l'accusa definisce un sistema di abuso e prevaricazione. Questo caso solleva gravi interrogativi sulla tutela dei diritti umani e sulla condotta delle forze dell'ordine all'interno delle strutture di detenzione.

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