Iran. L’Italia si muova per la liberazione di Djalali
Riassunto
Il dottor Ahmadreza Djalali, scienziato legato all'università di Novara, resta prigioniero in Iran dal 2016 con una condanna a morte emessa dopo un processo farsa. Nonostante le continue pressioni internazionali e la cittadinanza onoraria italiana, le richieste di liberazione avanzate anche dalla Svezia sono rimaste finora senza risposta. L'articolo esorta la diplomazia italiana a intensificare gli sforzi per salvare la vita dello studioso, prendendo esempio da recenti successi diplomatici ottenuti in Venezuela. Questo caso sottolinea l'urgenza di un impegno umanitario costante a fronte delle sistematiche violazioni dei diritti civili in Iran.
Corriere di Torino, 14 gennaio 2026
Nel bagno di sangue della repressione della rivolta iraniana, non possiamo dimenticarci del dottor Ahmadreza Djalali, lo scienziato esperto di medicina delle catastrofi. Djalali (di doppia cittadinanza iraniana e svedese) dal 2012 al 2015, ha lavorato all’università del Piemonte Orientale, nel Centro di ricerca Crimedim di Novara. Nel 2016 fu arrestato all’arrivo dell’aeroporto di Teheran dove era giunto su invito (trappola) della locale università. Accusato di spionaggio per Israele, cosa da lui sempre decisamente negata, era stato condannato all’impiccagione dopo un processo farsa.
Chiuso nel carcere di Devin, dopo i bombardamenti israeliani del giugno scorso era stato trasferito per poi essere riportato il 24 settembre, secondo la moglie svedese Vida Mehrannia, nel famigerato carcere. A nulla sono valse diverse iniziative per la sua liberazione. Nell’ultima assemblea dell’Onu c’è stata nuovamente la richiesta di Maria Malmer Stenergard, ministro degli esteri svedese, al suo omologo iraniano Abbas Araghchi. Nessuna risposta. La liberazione di Trentini e Burlò dal carcere venezuelano deve spingere a muoversi per avere la liberazione del dottor Djalali che dal 2019 il Consiglio Comunale di Novara ha nominato cittadino onorario.
In queste ore con i 12 mila morti tra i giovani che chiedono la libertà, è giunta anche la notizia di un’iniziativa iraniana per riprendere le trattative sul nucleare. Certo, non si potranno fermare le violenze, ma per uno scienziato che ormai tutti sentiamo italiano si può ancora fare qualcosa. Il mondo e l’Italia ha bisogno dello scienziato Ahmadreza Djalali, la diplomazia italiana faccia del tutto per liberarlo.