Verona. Torture in questura, i pm chiedono pene dure: “Parlano le immagini”
Beatrice Branca
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Corriere di Verona
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Riassunto
I pubblici ministeri di Verona hanno richiesto condanne fino a oltre sette anni per due ex poliziotti accusati di tortura e falso in atto pubblico ai danni di persone vulnerabili, come tossicodipendenti e stranieri. Le prove principali consistono in filmati che documentano aggressioni fisiche e insulti razziali avvenuti tra il 2022 e il 2023 nella stanza dei fermati della questura. Oltre a questo processo, un'altra inchiesta parallela coinvolge altri 16 agenti per reati simili, delineando quello che l'accusa definisce un sistema di abuso e prevaricazione. Questo caso solleva gravi interrogativi sulla tutela dei diritti umani e sulla condotta delle forze dell'ordine all'interno delle strutture di detenzione.
Un ex detenuto di 46 anni ha denunciato di essere stato vittima di un violento pestaggio e di uno stupro di gruppo nel carcere di Verona, accusando anche un agente di aver favorito l'aggressione aprendo la cella ai responsabili. Durante un'udienza segnata da forti tensioni e proteste degli indagati, la vittima ha ricostruito le torture subite, sebbene la difesa abbia sollevato dubbi circa alcune incongruenze tra il racconto e i referti medici. Le indagini proseguono per accertare il movente, ipotizzato in debiti di droga, e il presunto coinvolgimento della polizia penitenziaria. Questo caso solleva gravi interrogativi sulla sicurezza e sulla tutela dell'incolumità fisica all'interno delle carceri italiane.
La Corte d’appello di Firenze ha condannato nove agenti di polizia penitenziaria per i reati di tortura, calunnia e falso riguardanti aggressioni avvenute nel carcere di Sollicciano tra il 2018 e il 2020. La sentenza ribalta il giudizio di primo grado, confermando la natura inumana e degradante dei trattamenti inflitti a due detenuti, uno di nazionalità marocchina e uno italiana. L'ispettrice capo coinvolta ha ricevuto una pena di 5 anni e 4 mesi, mentre agli altri otto agenti sono state inflitte condanne comprese tra i 3 e i 4 anni. Questo verdetto sottolinea la gravità degli abusi di potere e la necessità di tutelare i diritti fondamentali all'interno del sistema carcerario italiano.
Il processo contro l'agente Andrea Pellegrini, accusato di tortura e falso aggravato ai danni del giovane rom sordo Hasib Omerovic, inizierà il 2 novembre 2026. Durante un blitz illegale nel 2022, Omerovic precipitò da una finestra per sfuggire a violenze e minacce perpetrate con un coltello e cavi elettrici, mentre altri agenti hanno già ricevuto condanne o patteggiamenti per aver falsificato i verbali. La ricostruzione della procura evidenzia un abuso di potere scaturito da dicerie social mai confermate. Questa vicenda mette in luce la necessità di una vigilanza rigorosa contro gli abusi di potere e le torture all'interno delle istituzioni.