Livorno. La denuncia del Garante: “C’è chi vorrebbe tenere aperte le vecchie sezioni detentive”

Riassunto

Dopo un iter di oltre dieci anni, il carcere 'Le Sughere' di Livorno vedrà entro pochi mesi l'apertura di un nuovo padiglione da 120 posti, ma restano forti dubbi sulla gestione del sovraffollamento. Il Garante dei detenuti, Marco Solimano, denuncia il rischio che la vecchia sezione 'transito' rimanga operativa nonostante le condizioni fatiscenti e degradanti in cui vivono i ristretti. Con un tasso di sovraffollamento del 134%, la mancata chiusura delle strutture obsolete comprometterebbe la dignità dei detenuti e l'efficacia dei percorsi trattamentali. Questa situazione evidenzia la cronica difficoltà del sistema penitenziario italiano nel bilanciare le carenze strutturali con il rispetto dei diritti fondamentali.

novaradio.info, 14 gennaio 2026
In dirittura d’arrivo, seppur fra mille difficoltà, i lavori di ristrutturazione al carcere livornese delle Sughere: dopo un iter ultradecennale, entro 3-4 mesi dovrebbe essere pronto uno dei due nuovi padiglioni, mentre per il secondo invece si parla di ancor mesi, se non di anni. Il nuovo padiglione conterà 120 posti, destinati ad accogliere i detenuti di media sicurezza che si trovano attualmente nella ex sezione transito. A riferirlo è il Garante dei detenuti livornesi, Marco Solimano che, pur esprimendo soddisfazione al tempo stesso lancia un allarme: “Abbiamo denunciato in maniera innumerevole negli anni le condizioni di degrado e di destrutturazione delle celle di media sicurezza, e sostenuto l’apertura dei nuovi padiglioni avrebbe dovuto coincidere con la chiusura definitiva di una zona detentiva assolutamente inadeguata a eh riconoscere i diritti e la dignità delle persone e dunque eravamo tranquilli e soddisfatti”. Ma il rischio è che potrebbe non essere così.
“La cronica mancanza di posti e il sovraffollamento sembra abbia motivato proprio il loro dipartimento a tenere aperta una parte della sezione che naturalmente dovrebbe essere chiusa. Di fronte ad arrivi determinati dalla volontà del provveditore e del dipartimento ho il timore che quella sezione possa in breve tempo nuovamente essere riempita” denuncia Solimano, che parla di “voci” che arrivano da fonti interne “autorevoli”: “Addirittura - aggiunge - esiste un piano di cui non non abbiamo ancora contezza di ‘posizionamento’ rispetto al nuovo padiglione e al vecchio padiglione che andrebbe chiuso”.
“La città di Livorno in questi anni si è espressa in maniera chiara rispetto alla chiusura del padiglione transito, continuiamo a salutare l’apertura del padiglione come l’apertura di una nuova fase della casa circondariale di Livorno” e l’eliminazione di “queste brutture, queste strutture che piegano sostanzialmente anche la volontà dei detenuti a partecipare a percorsi trattamentali. Se così dovesse essere come città che agiremo, abbiamo argomenti e abbiamo voce anche importante per chiedere un’interlocuzione con l’amministrazione della giustizia”.
La situazione delle Sughere, uno delle carceri più grandi d’Italia, ricorda Solimano, è tale che impone provvedimenti urgenti per restituire dignità alla condizione di detenzione dei suoi ospiti: “Si vive molto male: abbiamo un tasso di sovraffollamento del 134%. In questa famigerata sezione transito sono ospitati tre detenuti per cella per un metraggio di 12 mq, e le condizioni delle delle celle dell’intero palazzone sono fatiscenti; è impossibile e inutile metterci coppe, è una sezione da chiudere senza se e senza ma. Ovviamente questa situazione crea tensioni, crea malumore perché la qualità dell’accoglienza nei confronti delle persone che poi dovrebbero incominciare percorsi diversi per rileggere anche le scelte negative del passato, sicuramente non aiuta”.