Migranti. Le vittime di Cutro “abbandonate” dal Governo

Riassunto

Presso il tribunale di Crotone è iniziato il processo per il naufragio di Cutro, che vede imputati sei ufficiali della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera per omicidio colposo e mancato soccorso. La prima udienza è stata subito rinviata per motivi tecnici, alimentando i timori dei familiari delle vittime circa il rischio di prescrizione. In una lettera aperta, i superstiti denunciano il mancato rispetto delle promesse governative sui ricongiungimenti familiari e annunciano nuove mobilitazioni per il terzo anniversario della strage. Questa vicenda sottolinea la persistente tensione tra i tempi della giustizia e il bisogno di risposte concrete per le vittime e i loro cari.

di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 14 gennaio 2026
È tutto pronto nell’aula 1 delle udienze penali del tribunale di Crotone per il processo per i presunti mancati soccorsi alla Summer Love, il caicco che la notte del 26 febbraio 2023 si schiantò contro una secca al largo di Steccato di Cutro, provocando 94 morti, 35 dei quali minorenni. Ma sarà un’udienza tecnica. Niente istruttoria e subito un rinvio per problemi sulla composizione del collegio giudicante. Dunque nuova data da fissare per il dibattimento. Sul banco degli imputati quattro ufficiali della Guardia di finanza e due della Guardia costiera.
La procura contesta i reati di naufragio e omicidio colposo plurimi, evidenziando gravi negligenze, sottovalutazioni e ritardi nella catena decisionale che avrebbe potuto cambiare il destino dei migranti a bordo dell’imbarcazione partita dalla Turchia, con particolare riguardo alla mancata attivazione del Sar, il Piano per la ricerca ed il salvataggio in mare. Il Fondo di garanzia per le vittime della strada, istituito presso la concessionaria di servizi assicurativi pubblici Consap, e i ministeri di Finanze e Infrastrutture sono indicati quali responsabili civili.
L’inaspettato rinvio della prima udienza dibattimentale accresce, però, i malumori dei movimenti, dalle cui denunce è scaturita l’indagine, e soprattutto dei familiari delle vittime. Il timore è che tutto finisca in prescrizione.
E alla vigilia dell’apertura del processo, e a poche settimane dal terzo anniversario della strage, arriva una lettera-denuncia dei superstiti e dei congiunti delle vittime. È indirizzata al governo e alle istituzioni. “È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari che sono arrivati morti sulle vostre coste”, è l’incipit della missiva resa nota dal collettivo Carovane Migranti. Gli estensori puntano il dito sul mancato rispetto degli impegni presi dalla premier Meloni soprattutto sul fronte dei ricongiungimenti.
“Ci fa più male di tutto la sensazione che vi siate dimenticati di noi. Alle promesse del vostro primo ministro non sono seguiti fatti. I ricongiungimenti familiari in cui abbiamo creduto non si sono realizzati. Nessuna delle altre promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è stata mantenuta”. I superstiti annunciano nuove mobilitazioni. “Torneremo nel vostro Paese per guardarvi negli occhi e chiedervi: perché vi siete dimenticati di noi?”. L’obiettivo è il prossimo anniversario della strage: “Vogliamo tornare il prossimo mese e non sentirci soli nella notte di Steccato di Cutro, in balia di un mare di promesse e lacrime che, ormai per il terzo anno consecutivo, non porteranno a nulla”.