Migranti. Il dramma dei “minori non accompagnati”: emergenza senza fine
Damiano Aliprandi
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Il Dubbio
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Riassunto
In un articolo per Il Dubbio, Damiano Aliprandi spiega che i rimborsi statali per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati non sanano le gravi falle strutturali del sistema. L'associazione ASGI denuncia la cronica carenza di posti, il mancato adeguamento dei contributi economici e l'assenza di fondi per i neomaggiorenni. Le recenti scelte normative sono criticate per l'uso di approcci repressivi e il collocamento di minori in centri per adulti, compromettendo i percorsi di integrazione. Il testo evidenzia come tali criticità rappresentino una violazione della tutela dei minori garantita dalla Costituzione. Questa situazione sottolinea una problematica critica per la tenuta del sistema di welfare e per il rispetto dei diritti fondamentali in Italia.
L'articolo analizza il fallimento delle recenti politiche di sicurezza del governo Meloni, sostenendo che decreti come quello Caivano e Cutro abbiano aumentato il sovraffollamento carcerario minorile senza ridurre la criminalità. L'autrice evidenzia una carenza di 20.000 agenti e critica l'uso di ingenti risorse per i centri in Albania, sottratte invece all'integrazione e al supporto sociale. Viene sottolineato come l'aumento della violenza giovanile sia legato a tassi elevati di povertà minorile e a scarsi investimenti nella salute mentale rispetto alla media OCSE. Questo scenario evidenzia la necessità di affrontare il disagio sociale con interventi strutturali piuttosto che con la sola repressione penale.
L'articolo analizza il nuovo pacchetto sicurezza, criticando la tendenza a rappresentare l'immigrazione esclusivamente come una minaccia per la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico. Le norme proposte limitano le attività di soccorso delle ONG, aumentano i poteri del Viminale sui rimpatri e riducono il supporto per i minori non accompagnati e i ricongiungimenti familiari. L'autore evidenzia come tali restrizioni rischino di generare maggiore marginalità sociale piuttosto che garantire una reale sicurezza urbana. Questa riflessione pone l'accento sul rischio che l'indebolimento dei diritti dei migranti possa compromettere la coesione del tessuto sociale italiano.
La Corte Costituzionale è chiamata a decidere sulla legittimità del trattenimento fino a 48 ore, senza titolo legale, dei richiedenti asilo riportati in Italia dai centri in Albania. La questione nasce dai dubbi sollevati dalla Cassazione circa la possibile violazione dell'articolo 13 della Costituzione sulla libertà personale durante i trasferimenti a catena. Nonostante le critiche giuridiche, il Ministro Piantedosi ha difeso il progetto definendolo una battaglia di civiltà e annunciando la piena operatività dei centri da giugno. Questo caso evidenzia una tensione significativa tra le procedure accelerate di frontiera e le garanzie costituzionali fondamentali.