Venezuela. Il sit-in delle mamme al confine: “Adesso liberate anche i nostri figli”

Riassunto

Al confine tra Colombia e Venezuela, le cosiddette “donne della frontiera” manifestano per chiedere la liberazione dei propri familiari detenuti nelle carceri venezuelane con l'accusa di spionaggio. Molti prigionieri, come Brandon Josué Castaño Ocampo, rimangono in cella nonostante abbiano già scontato la pena, in un contesto di forte tensione politica e sospetto verso i cittadini colombiani. Le famiglie denunciano condizioni carcerarie disumane, malattie gravi e numerosi casi di persone scomparse lungo i 2.200 chilometri di confine. Nonostante alcuni recenti rilasci, la mobilitazione continua con l'obiettivo di riportare a casa tutti i prigionieri e ottenere verità sui dispersi. Questa situazione evidenzia una grave crisi umanitaria e la sistematica violazione dei diritti umani nelle zone di frontiera latinoamericane.

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