Padova. “Il corso non c’è”

L'autore descrive l'improvvisa chiusura delle attività scolastiche nel carcere di Padova a causa del trasferimento immediato e senza preavviso di un'intera sezione di Alta Sicurezza. Questa decisione amministrativa ha interrotto bruscamente percorsi educativi, laboratori e relazioni umane consolidati nel tempo, lasciando docenti e famiglie all'oscuro fino all'ultimo momento. Il racconto evidenzia come la precarietà e l'arbitrarietà delle scelte gestionali possano vanificare gli sforzi di riabilitazione e la programmazione didattica. Questo episodio mette in luce una problematica sistemica del sistema penale italiano, dove le esigenze burocratiche spesso prevalgono sulla continuità dei percorsi di reinserimento sociale.

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I trasferimenti dei detenuti sono un buco nero. Nordio risponde ma i numeri regionali spariscono

Salvatore Saggiomo critica la risposta del Ministro Nordio a un’interrogazione parlamentare riguardante i trasferimenti dei detenuti causati dal sovraffollamento carcerario. Sebbene siano stati forniti dati nazionali, mancano le statistiche specifiche sui singoli provveditorati regionali, oscurando la reale entità degli 'sfollamenti' interni ai distretti. L'autore evidenzia come questi spostamenti compromettano gravemente i percorsi trattamentali, i legami familiari e il diritto alla salute dei detenuti. Questa carenza di trasparenza evidenzia una criticità persistente nella gestione e nel monitoraggio del sistema penitenziario italiano.

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No all’estradizione in Brasile: “Carceri inumane e affollate, si soffre la fame e la sete”

La Corte d’appello di Torino ha negato l’estradizione in Brasile di un cittadino giapponese di 31 anni, accusato di riciclaggio e falso, disponendone l'immediata liberazione. La decisione si fonda sul rischio che l'uomo subisse "trattamenti inumani e degradanti" a causa del grave sovraffollamento e delle precarie condizioni igienico-sanitarie delle carceri brasiliane. I giudici hanno ritenuto insufficienti le garanzie fornite dalle autorità sudamericane, evidenziando criticità strutturali simili a quelle che affliggono anche molti istituti penitenziari italiani. Questa sentenza pone l'accento sulla necessità di una riflessione urgente sulla dignità dei detenuti e sulle condizioni di vita all'interno del sistema carcerario nazionale.

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Equivoci da rimuovere sul referendum

L'autore analizza criticamente la riforma dell'ordinamento giudiziario in vista del referendum costituzionale, mettendo in discussione la tesi governativa secondo cui l'intervento servirebbe solo a separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri. Secondo Cheli, la divisione del CSM in due organi distinti e l'introduzione del sorteggio per i suoi membri rischiano di indebolire l'indipendenza della magistratura, obiettivo che va oltre la semplice attuazione del processo accusatorio. L'articolo suggerisce che tale riforma si inserisca in un disegno politico più ampio di erosione dell'equilibrio dei poteri costituzionali. Questa riflessione mette in luce un rischio significativo per l'autonomia del sistema giudiziario italiano.

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Modena. Ferrari (Pd): “Carceri, al Sant’Anna sovraffollamento e poche opportunità”

Ludovica Carla Ferrari (Pd) ha presentato un’interrogazione alla Regione Emilia-Romagna per sollecitare il potenziamento dei percorsi di formazione e lavoro nel carcere Sant’Anna di Modena. L’istituto vive un’emergenza strutturale con un tasso di sovraffollamento del 133%, ospitando quasi 600 detenuti a fronte di una capienza di 371, fattore che compromette la funzione rieducativa della pena. Sebbene esistano progetti positivi come il Laboratorio Gastronomico Sant’Anna, queste iniziative sono giudicate insufficienti per coprire il reale fabbisogno della popolazione carceraria. Ferrari sottolinea che investire nell'inclusione sociale non è solo un diritto del detenuto, ma un interesse della collettività per garantire maggiore sicurezza e ridurre la recidiva. Questo appello mette in luce la necessità urgente di interventi concreti per affrontare la crisi del sistema carcerario regionale.

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Milano. Dialisi in carcere: il progetto a Opera, come modello di sanità territoriale

Dal 2018 il carcere di Opera a Milano ha implementato postazioni di emodialisi in loco gestite dall'ASST Santi Paolo e Carlo, migliorando l'assistenza e la sicurezza dei detenuti. Questo modello innovativo riduce drasticamente i costi di trasporto e scorta, generando risparmi significativi per il sistema sanitario e decongestionando gli ospedali. L'aumento delle malattie renali tra i detenuti, dovuto all'invecchiamento e alla fragilità sociale, rende fondamentale potenziare la prevenzione e la diagnosi precoce all'interno degli istituti penitenziari. Tale iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di come coniugare il diritto alla salute dei cittadini ristretti con l'efficienza economica del Servizio Sanitario Nazionale.

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Augusta (Sr). La Giunta istituisce il Garante dei detenuti e delle persone private della libertà

La Giunta municipale di Augusta ha approvato l'istituzione del Garante dei diritti dei detenuti, una figura indipendente volta a tutelare i diritti umani e favorire il reinserimento sociale delle persone private della libertà. Questo nuovo organo vigilerà sul rispetto della legalità in carceri, centri di accoglienza e strutture sanitarie, promuovendo una cultura della pena orientata all'umanizzazione e alla dignità. Il Garante opererà a titolo gratuito come raccordo tra istituzioni e società civile, presentando annualmente una relazione sulle criticità riscontrate. Questo provvedimento rappresenta un passo fondamentale per garantire che la privazione della libertà non comprometta mai i diritti fondamentali dell'individuo.

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Ma la riforma della giustizia serve a cambiare le sentenze?

L'autore analizza la crescente tendenza dei leader politici a delegittimare i provvedimenti giudiziari sgraditi, utilizzandoli come pretesto per accelerare la riforma della giustizia e la separazione delle carriere. Giostra sottolinea che la giurisdizione deve rispondere a criteri legali e procedurali, non a obiettivi politici o di consenso governativo. Egli solleva il sospetto che dietro le riforme proposte non vi sia un intento puramente istituzionale, ma la volontà di limitare l'autonomia dei magistrati per non intralciare l'azione di governo. Questa deriva evidenzia una minaccia per l'equilibrio tra i poteri dello Stato e la tenuta democratica del Paese.

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Avellino. Giustizia riparativa al centro: un dialogo tra istituzioni, detenuti e vittime di reato

L'incontro 'Un altro modo è possibile', tenutosi presso il Carcere Borbonico di Avellino, ha approfondito il tema della giustizia riparativa come strumento per ricomporre la frattura tra autori del reato e vittime attraverso il dialogo. Autorità istituzionali, religiose e giuridiche hanno discusso delle sfide del sistema penitenziario, enfatizzando la necessità di un approccio che integri responsabilità e riabilitazione umana. Attraverso testimonianze dirette dei detenuti, è emerso come questi percorsi basati sull'ascolto e sulla rielaborazione del dolore offrano una concreta speranza di riscatto e di ricostruzione dei legami familiari. Questo dibattito sottolinea l'importanza di investire in modelli penali più umani e meno orientati alla sola punizione per favorire una reale reintegrazione sociale.

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Campania. Sovraffollamento record nelle carceri, a Poggioreale al 167 per cento

A febbraio 2026, il tasso di sovraffollamento carcerario in Italia ha raggiunto il 138%, con punte drammatiche in Campania dove istituti come Poggioreale superano il 167%. Samuele Ciambriello, Garante campano dei detenuti, denuncia una crisi strutturale aggravata dalla carenza di personale e chiede interventi urgenti, tra cui l'aumento della liberazione anticipata da 45 a 75 giorni. Oltre all'emergenza numerica, viene evidenziata l'impossibilità di garantire i diritti fondamentali e la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. Questa situazione evidenzia una criticità sistemica che mette a rischio la dignità del sistema penitenziario italiano.

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Delmastro: “Più espulsioni per gli stranieri condannati”

In un'intervista a 'La Verità', il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro affronta la gestione dei detenuti stranieri, proponendo accordi bilaterali per l'esecuzione della pena nei paesi d'origine e procedure d'espulsione più rapide. Delmastro critica l'attuale sistema delle misure alternative, sottolineando che molti condannati restano in libertà nonostante la reiterazione dei reati o la violazione delle prescrizioni. Tra le proposte spicca la necessità che il ricorso del detenuto non sospenda più l'allontanamento dall'Italia e un appello alla magistratura per una maggiore severità nell'applicazione delle pene. Questa riflessione evidenzia una sfida centrale per la certezza della pena e la sicurezza pubblica nel contesto migratorio attuale.

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Alemanno: “Non chiedo la grazia perché sono innocente”

In un’intervista dal carcere di Rebibbia, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno discute la sua detenzione e denuncia le gravi inefficienze del sistema giudiziario e penitenziario italiano. Alemanno si definisce vittima di una persecuzione politica, sottolineando di aver rifiutato la grazia per non ammettere colpe che non ritiene di avere, in attesa del giudizio della Corte Europea dei Diritti Umani. L'ex ministro pone inoltre l'accento sul dramma del sovraffollamento carcerario, definendolo un'emergenza negata che trasforma la prigione in un luogo di sofferenza privo di reale funzione rieducativa. Questa testimonianza solleva interrogativi urgenti sulla necessità di riforme strutturali per garantire la dignità dei detenuti e l'equità della giustizia in Italia.

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Celle oltre il limite, viaggio nell’emergenza carceri tra disperazione, numeri e riforme

Il sistema penitenziario italiano è al collasso con un tasso di affollamento nazionale del 138,26%, che in Campania raggiunge livelli critici come il 167% a Napoli Poggioreale. La crisi è aggravata da infrastrutture fatiscenti e una grave carenza di personale, rendendo quasi impossibile la funzione rieducativa prevista dalla Costituzione. Le proposte attuali per decongestionare le celle includono l'aumento dello sconto di pena per buona condotta e un piano straordinario di assunzioni per specialisti socio-sanitari. Questa situazione evidenzia la necessità improrogabile di una riforma strutturale per evitare che il carcere diventi una mera discarica sociale priva di dignità.

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Servizio civile nelle carceri: via libera al progetto del Dap

Per la prima volta, il Servizio civile universale approda nelle carceri italiane grazie a un progetto del Dap che coinvolgerà 33 giovani volontari in 11 istituti penitenziari. L'iniziativa mira a supportare le attività di rieducazione e reinserimento sociale dei detenuti, offrendo ai partecipanti un'esperienza formativa e umana per conoscere da vicino l'amministrazione penitenziaria. Oltre a un rimborso mensile, i volontari beneficeranno di una riserva del 15% dei posti nei futuri concorsi pubblici al termine del servizio. Questo progetto rappresenta un passo significativo per integrare la società civile nel percorso di recupero dei detenuti e sensibilizzare le nuove generazioni sulla realtà carceraria.

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L’attivismo civile e sociale adesso passa dal web. E attenti anche ai rischi

L'articolo analizza l'evoluzione del "netattivismo" in Italia attraverso una ricerca della Fondazione Terzjus, evidenziando come gli strumenti digitali siano diventati fondamentali per la sensibilizzazione e il supporto al Terzo settore. Lo studio rivela che la partecipazione online non sostituisce il volontariato tradizionale, ma lo integra, con i giovani più inclini alla reattività e la fascia media d'età più attiva nella creazione di iniziative. Nonostante i vantaggi in termini di costi e portata internazionale, emergono rischi legati alla superficialità dell'impegno e al possibile isolamento sociale dei partecipanti. Investire nelle competenze tecnologiche degli enti non profit è dunque essenziale per trasformare l'attivismo virtuale in un impatto sociale concreto e duraturo.

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Emilia Romagna. Giustizia riparativa in carcere: le raccomandazioni del Garante dei detenuti

Roberto Cavalieri, garante regionale dei detenuti, ha presentato otto raccomandazioni all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna per potenziare la giustizia riparativa prevista dalla riforma Cartabia. L'obiettivo è superare il modello esclusivamente punitivo, coinvolgendo attivamente vittime, comunità e le famiglie dei detenuti, spesso emarginate e invisibili. Il Garante sottolinea la necessità di integrare questi percorsi nelle attività penitenziarie attraverso una formazione strutturata e un migliore coordinamento territoriale, basandosi su una recente ricerca dell'Università di Bologna. Questa iniziativa sottolinea la necessità di un cambiamento culturale verso un sistema penale più inclusivo e orientato alla riparazione effettiva del danno.

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Referendum, nelle chat il disagio dei magistrati sulla linea del Colle

La decisione del Presidente Mattarella di confermare la data del referendum ha scatenato accese polemiche, in particolare all'interno della magistratura dove si registrano reazioni durissime e divisioni profonde. Il CSM è intervenuto con una pratica a tutela del Primo presidente della Cassazione D’Ascola, difendendo l'autonomia dei giudici dalle accuse di parzialità e dai toni pesanti del dibattito politico. Nonostante i promotori del ricorso abbiano deciso di non procedere con ulteriori azioni legali per concentrarsi sul merito del voto, il clima resta di scontro istituzionale. Questa situazione evidenzia una frattura preoccupante tra il potere politico e l'ordine giudiziario alla vigilia di una consultazione cruciale.

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Grazia Zuffa, il rigore lucido dell’intelligenza

A un anno dalla scomparsa di Grazia Zuffa, l'articolo ne celebra l'eredità intellettuale e politica attraverso la presentazione di due nuovi volumi editi da Menabò. L'autrice ripercorre l'impegno di Zuffa nel femminismo, nella riforma delle politiche sulle droghe e nella tutela dei diritti dei detenuti, sottolineando il suo ruolo centrale in organizzazioni come Forum Droghe. I testi raccolgono decenni di riflessioni su temi cruciali quali la riduzione del danno, la salute mentale e i diritti riproduttivi, evidenziando la lucidità di un pensiero ancora estremamente attuale. La memoria di Grazia Zuffa invita a una riflessione profonda sulla necessità di un approccio critico e umano alle politiche sociali e penali del nostro tempo.

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Piacenza. Il valore del teatro come strumento riabilitativo

Presso la Casa Circondariale di Piacenza, la messa in scena dello spettacolo “Il Giubileo dell’alta sicurezza”, diretto da Mimmo Sorrentino, ha coinvolto detenute e attrici professioniste in un percorso riabilitativo sul tema del perdono. Il direttore dell'istituto, Andrea Romeo, ha sottolineato come il teatro faccia parte di un piano integrato che include istruzione, formazione professionale e volontariato per favorire il reinserimento sociale. Attraverso l'arte, le partecipanti intraprendono un viaggio metaforico di trasformazione interiore, superando i limiti della detenzione fisica e cercando una rigenerazione personale. Questo progetto dimostra quanto sia fondamentale offrire opportunità costruttive per promuovere un effettivo recupero umano e sociale all'interno del sistema carcerario.

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“Chiediamo diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane”

Numerose realtà del Terzo settore si sono riunite a Roma per denunciare la situazione insostenibile delle carceri italiane, lanciando un appello per diritti, clemenza e umanità. Caterina Pozzi, presidente del Cnca, ha evidenziato come il sovraffollamento critico e la carenza di cure compromettano la dignità di detenuti e operatori, colpendo duramente anche il sistema penale minorile. L'iniziativa critica l'approccio puramente securitario delle istituzioni e mette in guardia dal rischio di trasformare le comunità terapeutiche in strutture di mero controllo. Questo grido d'allarme evidenzia una crisi democratica e umanitaria che richiede interventi strutturali immediati per evitare il collasso del sistema penitenziario.

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