L'autore analizza i "Diari dal carcere" di Gianni Alemanno, evidenziando come la detenzione trasformi la prospettiva di chi ha esercitato il potere in una scoperta della propria vulnerabilità. Il testo denuncia carenze strutturali come il sovraffollamento e la burocrazia cieca, che rischiano di trasformare la pena in un logoramento della persona anziché in un percorso di rieducazione. Riccardi sottolinea che la forza morale di uno Stato si misura dal rispetto della dignità umana anche nei confronti di chi ha sbagliato. La testimonianza di Alemanno diventa così un invito a riflettere su una giustizia che debba responsabilizzare e non semplicemente isolare. Questo solleva un interrogativo cruciale sulla reale capacità del sistema carcerario italiano di aderire ai principi costituzionali di rieducazione.
L'autore riflette sulla natura della pena partendo dalle radici cristiane e umanistiche, sottolineando che la giustizia deve essere riparazione e riconciliazione piuttosto che semplice ritorsione. Attraverso i contributi della teologia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e della letteratura russa di Dostoevskij, l'articolo evidenzia come la sanzione debba avere una funzione 'terapeutica' e rieducativa. Viene ribadito il principio secondo cui nessun individuo coincide esclusivamente con il reato commesso, concetto cardine anche dell'articolo 27 della Costituzione italiana. L'obiettivo di un sistema carcerario moderno deve essere il reinserimento sociale attraverso istruzione e lavoro per garantire una sicurezza reale e non solo indignazione. Questo approccio sottolinea una sfida fondamentale per l'umanizzazione del sistema penale contemporaneo.
Bruno Mellano analizza il drammatico fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane, citando i recenti casi di Asti e Alessandria verificatisi tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Nel solo 2025 si sono registrati 80 suicidi, con un'incidenza venti volte superiore rispetto alla popolazione libera e un preoccupante tasso di mortalità anche tra il personale della Polizia Penitenziaria. L'autore sottolinea come il sovraffollamento e l'inefficacia dei percorsi di recupero rendano il carcere un luogo spesso privo di speranza, contravvenendo al principio costituzionale della pena. Queste morti rappresentano un fallimento collettivo che richiede un intervento immediato per restituire dignità e finalità rieducativa al sistema detentivo. Ciò evidenzia una criticità sistemica e urgente per il sistema penale italiano.
Una delegazione di +Europa ha visitato la casa circondariale di Vibo Valentia per monitorare le condizioni della struttura, accogliendo positivamente i lavori di ristrutturazione nell'area di alta sicurezza. Tuttavia, è stata espressa forte preoccupazione per la persistente carenza di personale sanitario, che compromette il diritto alla salute dei detenuti. Il gruppo ha inoltre promesso la consegna di giocattoli per i bambini nell'area colloqui e indumenti per un detenuto iraniano in stato di necessità entro l'Epifania. Questa iniziativa sottolinea l'urgenza di tutelare la dignità umana e la funzione rieducativa della pena nel sistema carcerario italiano.
Presso la Casa Circondariale di Verona - Montorio si è tenuto l'incontro 'Presepi in Scatola', un'iniziativa che coinvolge i detenuti nella creazione di presepi con materiali di recupero. Coordinato dall'associazione MicroCosmo e supportato dal Sindaco Damiano Tommasi, il progetto punta a stimolare la creatività e la manualità come strumenti di rieducazione. L'attività proseguirà per tutto il 2026 con l'obiettivo di esporre un'opera condivisa alla Rassegna Internazionale dei Presepi, favorendo il dialogo tra carcere e comunità locale. Questo esempio sottolinea l'importanza di trasformare il tempo della detenzione in un'esperienza rigenerativa e significativa per il futuro reinserimento sociale.
Lo street food chef Antonino Buffa, noto come 'Nino ‘u ballerino', ha guidato l'iniziativa 'Mandato di cottura-I sapori della libertà' presso la Casa Circondariale di Caltanissetta. L'evento ha coinvolto dieci detenuti nella preparazione di specialità siciliane per circa trecento persone, utilizzando il cibo come strumento di rieducazione e riscatto sociale. Il progetto, sostenuto dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, punta a valorizzare le competenze dei detenuti per favorire un futuro reinserimento lavorativo. Questa iniziativa sottolinea l'importanza di percorsi di risocializzazione concreta per costruire opportunità alternative alla criminalità.
Il 18 dicembre 2025, la Casa Circondariale di Secondigliano ha ospitato lo spettacolo 'E la Nave non va', conclusione del progetto rieducativo 'E.P. L’Eco del Tempo' finanziato dal DAP. L'iniziativa, curata dall'associazione La Nuova Comune, ha coinvolto i detenuti in laboratori teatrali e tecnici finalizzati a fornire competenze professionali spendibili nel settore dello spettacolo. Il percorso ha incluso anche convegni e performance esterne per sensibilizzare la cittadinanza sul valore del teatro sociale come strumento di prevenzione e reinserimento. Questa iniziativa conferma il ruolo fondamentale dell'arte nel rispondere all'obiettivo di rieducazione previsto dall'articolo 27 della Costituzione italiana.
Presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma è allestita la mostra fotografica 'I volti della povertà in carcere', basata sul lavoro di Matteo Pernaselci e Rossana Ruggier. Attraverso scatti realizzati nel carcere di San Vittore, l'esposizione indaga la povertà non solo materiale, ma anche emotiva e relazionale di chi vive dietro le sbarre. La mostra terminerà il 9 gennaio con un incontro pubblico che vedrà il confronto tra detenuti, istituzioni e rappresentanti della Chiesa. L'iniziativa sottolinea come la realtà carceraria debba essere compresa e integrata nel tessuto sociale anziché restare un mondo isolato. Questo evento richiama l'attenzione sulla necessità di restituire dignità e ascolto alle storie di chi sconta una pena.
Il deputato Salvatore Deidda (FdI) attacca duramente il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, accusando Pd e M5S di ipocrisia riguardo alle polemiche sul regime di 41 bis a Badu e Carros e Uta. Deidda sottolinea che le decisioni contestate risalgono a provvedimenti votati dai precedenti governi e che l'attuale esecutivo sta solo mettendo in sicurezza le strutture per isolare i detenuti. Viene inoltre ribadita la necessità di queste carceri per permettere il rientro in Sardegna degli agenti di polizia penitenziaria locali, garantendo controlli rigorosi per evitare infiltrazioni mafiose. Questa vicenda mette in luce la complessa gestione della sicurezza carceraria e il persistente scontro politico sulla territorialità delle pene in Sardegna.
L'articolo descrive la drammatica situazione delle carceri italiane nel 2025, segnate da un sovraffollamento medio del 138,5% e un numero record di suicidi, compreso tra 79 e 80 casi. Oltre ai decessi, si registrano frequenti episodi di rivolte e incendi, alimentati dalla disperazione e dalla gestione inadeguata di detenuti con gravi fragilità psichiche. Il confronto internazionale mostra che l'Italia supera la mediana europea per criticità sistemiche, rendendo insufficienti i soli piani di ampliamento delle strutture. Questa situazione mette in luce una crisi umanitaria e gestionale ormai insostenibile per il sistema penitenziario italiano.
Il carcere San Michele di Alessandria si avvia a diventare una struttura di massima sicurezza per circa 150 detenuti in regime di 41-bis, con i primi arrivi previsti per metà febbraio. Nonostante la mancanza di conferme ufficiali dal Ministero della Giustizia, lo svuotamento dei detenuti comuni e i lavori di adeguamento strutturale confermano il cambio di destinazione d'uso. Il sindaco e diversi esponenti politici locali esprimono forte preoccupazione per il rischio di smantellare anni di progetti rieducativi e di integrazione sociale costruiti con il territorio. Questa trasformazione solleva interrogativi cruciali sull'equilibrio tra le necessità di sicurezza nazionale e la tutela dei percorsi di riabilitazione carceraria.
Il sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante, esprime forte preoccupazione per la trasformazione del carcere di San Michele in una struttura di massima sicurezza destinata a 150 detenuti in regime di 41-bis. Secondo il primo cittadino, questa decisione calata dall’alto rischia di vanificare anni di investimenti in percorsi rieducativi e sociali, oltre a generare incognite sulla sicurezza urbana e sulla gestione sanitaria. Abonante lamenta inoltre la mancanza di dialogo con il Ministero e il degrado del vicino istituto Don Soria, chiedendo risposte concrete per il territorio. Questa vicenda evidenzia la necessità di un maggiore coordinamento tra il Ministero della Giustizia e gli enti locali nella gestione dei penitenziari di massima sicurezza.
Massimo Lensi e Dimitrij Palagi
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palagixfirenze.it
L'articolo analizza la recente pronuncia della Corte Costituzionale sulla liberazione anticipata e le gravi carenze strutturali del carcere di Sollicciano, emerse drasticamente dopo un recente incendio. Gli autori criticano il modello del 'carcere volano' e i tentativi di privatizzazione dell'esecuzione penale, promuovendo invece il principio del diritto penale minimo. La proposta centrale è quella di puntare sulla decarcerazione e su pene alternative che rendano finalmente effettivo il fine rieducativo previsto dall'articolo 27 della Costituzione. Questo contributo sottolinea l'urgenza di una riforma che consideri la detenzione solo come extrema ratio per garantire la dignità umana e la legalità.
L'evento 'Oltre le mura' ad Avellino ha denunciato le criticità del sistema carcerario italiano, focalizzandosi sul dramma della detenzione femminile e dei bambini ristretti nell'Icam di Lauro. La criminologa Claudia Cavallo ha evidenziato un sovraffollamento nazionale del 139%, richiamando il rispetto degli articoli 27 e 32 della Costituzione sulla rieducazione e il diritto alla salute. È stata criticata l'inefficacia delle riforme Cartabia e Nordio, proponendo amnistia e indulto come uniche soluzioni reali per decongestionare le strutture. La situazione descritta evidenzia una violazione sistematica della dignità umana che richiede un intervento legislativo immediato, specialmente a tutela dei minori nati in carcere.
Il Gruppo Editoriale San Paolo ha presentato 'Parole di speranza', un progetto per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle difficili condizioni carcerarie e l'importanza dei legami familiari dei detenuti. L'iniziativa, in collaborazione con Bambinisenzasbarre, include donazioni di libri, abbonamenti a riviste e un reading curato da Daria Bignardi per le detenute di San Vittore nel 2026. Figure istituzionali e religiose, tra cui il garante Luigi Pagano, hanno ribadito l'urgenza di contrastare il sovraffollamento e promuovere la giustizia riparativa tramite la cultura. Questo progetto evidenzia la necessità di trasformare il carcere da luogo di esclusione a percorso di effettivo reinserimento sociale.
Il progetto 'Il mio campo libero' ha portato con successo diverse attività sportive, come pallamano, calcio e rapatennis, all'interno della casa circondariale di Ravenna. L'iniziativa, nata dalla collaborazione tra i Ministeri della Giustizia e dello Sport e vari enti locali, mira a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso i valori dello sport. Dopo i primi sei mesi, i responsabili e il direttore del carcere hanno registrato un forte entusiasmo e risultati positivi tra i partecipanti. Questo progetto sottolinea l'importanza dello sport come strumento di educazione e di collegamento tra la comunità carceraria e quella cittadina.
Luigi Manconi e Federica Delogu analizzano il saggio di Valeria Verdolini 'Abolire l'impossibile', che esplora l'abolizionismo come pratica politica per superare istituzioni come il carcere, i confini e la polizia. L'autrice distingue l'abolizionismo dal semplice riformismo, proponendo di spostare la gestione delle vulnerabilità dalla solitudine dei singoli alla dimensione collettiva della comunità. Ispirandosi a Franco Basaglia e Angela Davis, il testo invita a smantellare l'apparato punitivo per favorire spazi di giustizia comunitaria e risoluzione dei conflitti non militarizzata. Questa visione radicale sfida il sistema penale italiano a immaginare una trasformazione profonda basata sulla dignità e sulla liberazione dei soggetti esclusi.
L'avvocata Annalisa Senese presenta il suo libro 'Figli cancellati', denunciando le difficili condizioni dei bambini che visitano i genitori in carcere. L'autrice sottolinea come l'assenza di spazi accoglienti e l'irrigidimento delle norme, come l'abrogazione del rinvio della detenzione per le madri, espongano i minori a traumi e al rischio di devianza. È fondamentale trasformare i colloqui in momenti umani anziché procedure burocratiche per proteggere l'infanzia e interrompere cicli di criminalità generazionale. Questa testimonianza evidenzia l'urgenza di riforme che mettano al centro i diritti dei minori nel sistema penitenziario italiano.
Alex Spedicato, in arte Saraso, ha pubblicato il suo nuovo singolo “Sud Italia Freestyle”, segnando il suo riscatto attraverso la musica dopo aver scontato quasi dodici anni di detenzione. Il brano, nato durante il periodo di isolamento in carcere, esprime la consapevolezza degli errori passati e il desiderio di ricostruire la propria vita senza cercare giustificazioni. L'opera ha già ottenuto un forte riscontro sui social, intercettando il bisogno di ascolto e identità delle nuove generazioni. Questa vicenda evidenzia il ruolo fondamentale dell'arte e della scrittura come strumenti di riabilitazione e reinserimento sociale per chi ha vissuto l'esperienza della carcerazione.
Modena ha ufficialmente inaugurato l’anno come Capitale italiana del Volontariato 2026 attraverso una Marcia per la Pace che ha coinvolto cittadini e associazioni come Arci e Acli. L'obiettivo della città è promuovere la giustizia sociale e la solidarietà, rafforzando il senso di comunità e il legame tra le generazioni. Grande attenzione sarà rivolta al coinvolgimento dei giovani, considerati una risorsa fondamentale per rinnovare il settore e contrastare la precarietà sociale attraverso l’impegno civile. Questo riconoscimento pone Modena al centro di un dibattito nazionale sulla necessità di investire nel volontariato per garantire la tenuta sociale del Paese.