Nuoro. Badu e Carros diventa un caso nazionale, scontro politico sul 41 bis
Luciano Piras
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La Nuova Sardegna
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Riassunto
Il deputato Salvatore Deidda (FdI) attacca duramente il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, accusando Pd e M5S di ipocrisia riguardo alle polemiche sul regime di 41 bis a Badu e Carros e Uta. Deidda sottolinea che le decisioni contestate risalgono a provvedimenti votati dai precedenti governi e che l'attuale esecutivo sta solo mettendo in sicurezza le strutture per isolare i detenuti. Viene inoltre ribadita la necessità di queste carceri per permettere il rientro in Sardegna degli agenti di polizia penitenziaria locali, garantendo controlli rigorosi per evitare infiltrazioni mafiose. Questa vicenda mette in luce la complessa gestione della sicurezza carceraria e il persistente scontro politico sulla territorialità delle pene in Sardegna.
L'articolo critica il piano del governo di concentrare i detenuti al regime 41-bis in poche carceri, con un forte impatto sulla Sardegna, dove le strutture di Badu e Carros, Bancali e Uta ospiterebbero centinaia di boss. L'autore denuncia come questo provvedimento sacrifichi la dignità umana e i percorsi di riabilitazione dei detenuti comuni, ignorando i messaggi di misericordia e dignità promossi da Papa Francesco. Viene inoltre evidenziato il rischio di infiltrazioni mafiose nel territorio sardo e l'aggravarsi delle criticità croniche, come il sovraffollamento e la carenza di personale educativo e sanitario. Questa situazione riflette una deriva securitaria che sembra allontanarsi progressivamente dai principi costituzionali di recupero sociale del condannato.
Il governo italiano pianifica il trasferimento in Sardegna di circa 280 detenuti sottoposti al regime del 41-bis, portando l'isola a ospitare quasi il 40% del totale nazionale di questa categoria. La decisione ha scatenato un acceso dibattito politico, con il senatore Marco Meloni (PD) e il deputato Pietro Pittalis (FI) impegnati nel proporre modifiche legislative per evitare che le isole diventino i luoghi principali di detenzione speciale. Le strutture di Uta, Sassari e Nuoro saranno le più interessate, sollevando forti critiche riguardo al rispetto del principio costituzionale di insularità. Questa situazione evidenzia una criticità significativa nella gestione carceraria e nel rapporto tra lo Stato e i territori insulari.
Irene Testa, garante regionale dei detenuti, sollecita una convocazione straordinaria della Camera per affrontare la crisi delle carceri sarde e il possibile potenziamento del regime 41-bis nell'isola. Testa denuncia condizioni degradanti negli istituti e invita i parlamentari sardi a utilizzare l'articolo 62 della Costituzione per forzare un dibattito parlamentare risolutivo. L'appello giunge in un momento di forte tensione, mentre il sindaco di Nuoro annuncia la visita del sottosegretario Delmastro per discutere il futuro del carcere locale a fine mese. Questa richiesta evidenzia la necessità impellente di risposte politiche concrete per un sistema penitenziario regionale e nazionale ormai al collasso.