Nuoro. La denuncia di Liberu: “Il 41 bis? Una vendetta di Stato”
Luciano Piras
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La Nuova Sardegna
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Riassunto
Pier Franco Devias, esponente di Liberu, contesta duramente la trasformazione del carcere di Badu ‘e Carros in un istituto riservato esclusivamente al regime di 41 bis, definendolo un atto di 'colonialismo penale'. La misura comporterebbe il trasferimento dei detenuti sardi lontano dalle proprie famiglie, violando gli accordi sulla territorialità della pena e i principi costituzionali di reinserimento sociale. Secondo Devias, tale progetto utilizza la Sardegna come piattaforma penale per la criminalità organizzata nazionale a scapito dei diritti della popolazione locale. Questa vicenda solleva una questione critica riguardante l'equilibrio tra gestione carceraria di massima sicurezza e il rispetto della dignità territoriale e umana.
Il deputato Salvatore Deidda (FdI) attacca duramente il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, accusando Pd e M5S di ipocrisia riguardo alle polemiche sul regime di 41 bis a Badu e Carros e Uta. Deidda sottolinea che le decisioni contestate risalgono a provvedimenti votati dai precedenti governi e che l'attuale esecutivo sta solo mettendo in sicurezza le strutture per isolare i detenuti. Viene inoltre ribadita la necessità di queste carceri per permettere il rientro in Sardegna degli agenti di polizia penitenziaria locali, garantendo controlli rigorosi per evitare infiltrazioni mafiose. Questa vicenda mette in luce la complessa gestione della sicurezza carceraria e il persistente scontro politico sulla territorialità delle pene in Sardegna.
Il comune di Nuoro e la Regione Sardegna contestano la decisione del Ministero della Giustizia di destinare il carcere di Badu ‘e Carros esclusivamente ai detenuti in regime di 41-bis. Il sindaco Emiliano Fenu e la governatrice Alessandra Todde esprimono preoccupazione per l'impatto sociale della scelta e per la trasformazione dell'isola in un polo logistico per l'alta sicurezza senza un adeguato confronto. A fine gennaio il sottosegretario Andrea Delmastro visiterà la struttura per incontrare le istituzioni locali e discutere la riorganizzazione che coinvolge anche le carceri di Uta e Bancali. Questa vicenda evidenzia il delicato equilibrio tra le esigenze di sicurezza nazionale e la tutela dei percorsi di riabilitazione previsti dalla Costituzione.
L'articolo critica il piano del governo di concentrare i detenuti al regime 41-bis in poche carceri, con un forte impatto sulla Sardegna, dove le strutture di Badu e Carros, Bancali e Uta ospiterebbero centinaia di boss. L'autore denuncia come questo provvedimento sacrifichi la dignità umana e i percorsi di riabilitazione dei detenuti comuni, ignorando i messaggi di misericordia e dignità promossi da Papa Francesco. Viene inoltre evidenziato il rischio di infiltrazioni mafiose nel territorio sardo e l'aggravarsi delle criticità croniche, come il sovraffollamento e la carenza di personale educativo e sanitario. Questa situazione riflette una deriva securitaria che sembra allontanarsi progressivamente dai principi costituzionali di recupero sociale del condannato.