Sardegna. L’emergenza dei diritti negati nelle carceri e il problema dei trasferimenti dei detenuti 41-bis
Graziano Pintori
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Il Manifesto Sardo
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Riassunto
L'articolo critica il piano del governo di concentrare i detenuti al regime 41-bis in poche carceri, con un forte impatto sulla Sardegna, dove le strutture di Badu e Carros, Bancali e Uta ospiterebbero centinaia di boss. L'autore denuncia come questo provvedimento sacrifichi la dignità umana e i percorsi di riabilitazione dei detenuti comuni, ignorando i messaggi di misericordia e dignità promossi da Papa Francesco. Viene inoltre evidenziato il rischio di infiltrazioni mafiose nel territorio sardo e l'aggravarsi delle criticità croniche, come il sovraffollamento e la carenza di personale educativo e sanitario. Questa situazione riflette una deriva securitaria che sembra allontanarsi progressivamente dai principi costituzionali di recupero sociale del condannato.
Il governo italiano pianifica il trasferimento in Sardegna di circa 280 detenuti sottoposti al regime del 41-bis, portando l'isola a ospitare quasi il 40% del totale nazionale di questa categoria. La decisione ha scatenato un acceso dibattito politico, con il senatore Marco Meloni (PD) e il deputato Pietro Pittalis (FI) impegnati nel proporre modifiche legislative per evitare che le isole diventino i luoghi principali di detenzione speciale. Le strutture di Uta, Sassari e Nuoro saranno le più interessate, sollevando forti critiche riguardo al rispetto del principio costituzionale di insularità. Questa situazione evidenzia una criticità significativa nella gestione carceraria e nel rapporto tra lo Stato e i territori insulari.
Irene Testa, garante regionale dei detenuti, sollecita una convocazione straordinaria della Camera per affrontare la crisi delle carceri sarde e il possibile potenziamento del regime 41-bis nell'isola. Testa denuncia condizioni degradanti negli istituti e invita i parlamentari sardi a utilizzare l'articolo 62 della Costituzione per forzare un dibattito parlamentare risolutivo. L'appello giunge in un momento di forte tensione, mentre il sindaco di Nuoro annuncia la visita del sottosegretario Delmastro per discutere il futuro del carcere locale a fine mese. Questa richiesta evidenzia la necessità impellente di risposte politiche concrete per un sistema penitenziario regionale e nazionale ormai al collasso.
Con la consegna del nuovo padiglione per il regime 41 bis al Ministero della Giustizia, il carcere di Cagliari-Uta si prepara a ospitare 92 detenuti in massima sicurezza nonostante le proteste della comunità locale. Maria Grazia Caligaris, presidente di Socialismo Diritti Riforme, denuncia un grave sovraffollamento, con la popolazione carceraria raddoppiata in undici anni a fronte di un organico di agenti e personale sanitario rimasto invariato o ridotto. Restano inoltre da completare gli arredi dell'infermeria e definire la dislocazione degli agenti del Gruppo Operativo Mobile. Questa situazione evidenzia una pressione insostenibile sulle infrastrutture e sul personale del sistema penitenziario sardo.