Annalisa Senese: ci sono figli che il carcere non deve cancellare
Carmen Vogani
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L’Osservatore Romano
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Riassunto
L'avvocata Annalisa Senese presenta il suo libro 'Figli cancellati', denunciando le difficili condizioni dei bambini che visitano i genitori in carcere. L'autrice sottolinea come l'assenza di spazi accoglienti e l'irrigidimento delle norme, come l'abrogazione del rinvio della detenzione per le madri, espongano i minori a traumi e al rischio di devianza. È fondamentale trasformare i colloqui in momenti umani anziché procedure burocratiche per proteggere l'infanzia e interrompere cicli di criminalità generazionale. Questa testimonianza evidenzia l'urgenza di riforme che mettano al centro i diritti dei minori nel sistema penitenziario italiano.
L'evento 'Oltre le mura' ad Avellino ha denunciato le criticità del sistema carcerario italiano, focalizzandosi sul dramma della detenzione femminile e dei bambini ristretti nell'Icam di Lauro. La criminologa Claudia Cavallo ha evidenziato un sovraffollamento nazionale del 139%, richiamando il rispetto degli articoli 27 e 32 della Costituzione sulla rieducazione e il diritto alla salute. È stata criticata l'inefficacia delle riforme Cartabia e Nordio, proponendo amnistia e indulto come uniche soluzioni reali per decongestionare le strutture. La situazione descritta evidenzia una violazione sistematica della dignità umana che richiede un intervento legislativo immediato, specialmente a tutela dei minori nati in carcere.
Stefano Anastasia denuncia il critico sovraffollamento delle carceri italiane, che con 64.000 detenuti ha raggiunto livelli simili a quelli che portarono alla condanna dell'Italia nel 2013. Attraverso testimonianze dirette da vari istituti, l'autore evidenzia condizioni di vita degradanti e la mancanza di spazi per la socialità, che riducono il sistema alla sola segregazione. Anastasia propone di riaprire il dibattito su amnistia e indulto e invita a dare voce agli operatori penitenziari nell'assemblea del 6 febbraio. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di allineare il sistema carcerario ai principi di dignità umana sanciti dalla Costituzione.
Stefano Anastasia
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La Repubblica (originariamente pubblicato su Nessuno tocchi Caino)
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Stefano Anastasia, Garante dei detenuti del Lazio, lancia l'allarme sul sovraffollamento carcerario, segnalando che il numero di detenuti ha nuovamente raggiunto la soglia critica di 64.000 unità. Attraverso testimonianze dirette, Anastasia descrive un sistema alla deriva tra strutture fatiscenti, violazioni delle norme igieniche e la mancanza di spazi per la socialità. Per far fronte a questa emergenza, il Garante propone di riaprire il dibattito su amnistia e indulto, richiamando la responsabilità istituzionale nel garantire pene umane e dignitose. Un'assemblea pubblica prevista per il 6 febbraio darà voce agli operatori del settore per discutere questa crisi. Questo intervento evidenzia l'urgenza di riforme strutturali per evitare il collasso del sistema penitenziario italiano.