Napoli. Edu Pro, l’eco del tempo: il teatro che salpa dalle mura del carcere di Secondigliano
Non indicato
·
Ristretti Orizzonti
·
Riassunto
Il 18 dicembre 2025, la Casa Circondariale di Secondigliano ha ospitato lo spettacolo 'E la Nave non va', conclusione del progetto rieducativo 'E.P. L’Eco del Tempo' finanziato dal DAP. L'iniziativa, curata dall'associazione La Nuova Comune, ha coinvolto i detenuti in laboratori teatrali e tecnici finalizzati a fornire competenze professionali spendibili nel settore dello spettacolo. Il percorso ha incluso anche convegni e performance esterne per sensibilizzare la cittadinanza sul valore del teatro sociale come strumento di prevenzione e reinserimento. Questa iniziativa conferma il ruolo fondamentale dell'arte nel rispondere all'obiettivo di rieducazione previsto dall'articolo 27 della Costituzione italiana.
L'associazione Teatro Necessario celebra vent'anni di attività all'interno del carcere di Genova Marassi con la rassegna 'Voci dall’Arca 2026', proponendo spettacoli che esplorano temi quali identità, giustizia e resilienza. Per l'occasione è stato istituito il premio nazionale 'Sandro Baldacci', volto a valorizzare il teatro in carcere come strumento fondamentale di riabilitazione socio-lavorativa. Il calendario include performance di rilievo, come l'Orchestra del Mare con strumenti realizzati dai detenuti e lo spettacolo finale 'La voce di Antigone' interpretato dai ristretti stessi. Questa iniziativa sottolinea l'importanza dell'arte come ponte tra il sistema penitenziario e la società civile.
Lo spettacolo 'Traggiche criature o della sostanza dei sogni', interpretato dai giovani detenuti dell'Istituto Penale per i Minorenni 'Fornelli' di Bari, torna in scena a fine gennaio dopo il successo del debutto. Scritto e diretto da Lello Tedeschi, il progetto fa parte dell'iniziativa nazionale 'Per Aspera ad Astra' e coinvolge i ragazzi in percorsi formativi legati alla recitazione e alle tecniche di scena. Attraverso testi di autori classici come Shakespeare e Wilde, i giovani attori riflettono sul concetto di destino e sulla possibilità di riscattare la propria esistenza tramite l'espressione artistica. Questa iniziativa evidenzia come il teatro rappresenti uno strumento fondamentale per la riabilitazione e la crescita personale nel sistema carcerario minorile.
Lo spettacolo teatrale 'L’Eroica', messo in scena dai detenuti del carcere di Frosinone, esplora i temi della speranza e del cambiamento attraverso il racconto di dinamiche di gruppo e visioni post-detenzione. L'opera nasce dal progetto 'Ossigeno', un laboratorio permanente di recitazione e scenografia curato da Branchie Teatro per favorire il dialogo tra carcere e società. La rappresentazione ha coinvolto attivamente studenti e associazioni, valorizzando la dignità e l'impegno dei detenuti nel loro percorso di riabilitazione. Questa iniziativa sottolinea come l’arte e la cultura siano strumenti fondamentali per il reinserimento sociale e la costruzione di un futuro oltre la pena.