Ravenna. A lezione di sport in carcere: “Una scommessa vinta, avanti tutta”
Riassunto
Il progetto 'Il mio campo libero' ha portato con successo diverse attività sportive, come pallamano, calcio e rapatennis, all'interno della casa circondariale di Ravenna. L'iniziativa, nata dalla collaborazione tra i Ministeri della Giustizia e dello Sport e vari enti locali, mira a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso i valori dello sport. Dopo i primi sei mesi, i responsabili e il direttore del carcere hanno registrato un forte entusiasmo e risultati positivi tra i partecipanti. Questo progetto sottolinea l'importanza dello sport come strumento di educazione e di collegamento tra la comunità carceraria e quella cittadina.
Il Resto del Carlino, 4 gennaio 2026
Il presidente del Centro sportivo italiano sezione di Ravenna, Alessandro Bondi, capofila dell’iniziativa in città. Il direttore della casa circondariale Stefano Di Lena: “Grande entusiasmo e forti motivazioni”. Pallamano, calcio e rapatennis sono entrati in carcere ed è stato un successo. È questo in sintesi il bilancio della prima fase del progetto ‘Il mio campo libero’, stilato durante un incontro che si è tenuto nella casa circondariale di Ravenna. Nato da una convenzione fra i Ministeri della Giustizia e dello Sport per i giovani, il progetto nazionale che si propone di favorire e promuovere l’attività sportiva per i detenuti a Ravenna ha coinvolto tre realtà, tra enti di promozione e associazioni: il comitato territoriale Csi è il soggetto capofila del progetto, redatto da Marco Tosi Brandi che con il Csi sta collaborando anche per l’attività di rilancio della pallamano. E proprio quest’ultima è l’attività proposta all’interno del progetto grazie alla Gym Academy, società affiliata. Collaborano all’iniziativa il comitato Uisp Ravenna-Lugo che ha promosso il rapatennis, disciplina sportiva che unisce racchettoni, padel e tennis facile da giocare e adatta a tutti, e la polisportiva Compagnia dell’Albero, che ha proposto il calcio.
“Non avrei mai immaginato che un giorno il Csi Ravenna sarebbe entrato con un progetto e una serie di attività articolate all’interno del carcere - ammette il presidente del Csi Ravenna, Alessandro Bondi -: avrei dato del pazzo a chiunque me l’avesse detto. Abbiamo vinto, invece, il bando promosso dal Ministero dello Sport e ci siamo messi al lavoro trovando l’entusiastico sostegno di Uisp e Compagnia dell’Albero. E non era così scontato. Grazie al grande lavoro di Tosi Brandi siamo partiti e dopo i primi sei mesi abbiamo ricevuto un feedback talmente positivo da renderci orgogliosi di avere avviato questo progetto, a mia memoria il primo di questo tipo nella nostra città. Speriamo sia un volano per altre progettualità”.
Le prime lezioni sono, infatti, partite a maggio e ogni settimana le tre istituzioni sportive che compartecipano hanno svolto le loro lezioni teoriche e pratiche al mattino. La direzione della casa circondariale, in accordo con le tre istituzioni sportive e con partecipanti al progetto, ha creato condizioni e situazioni tali che l’offerta formativa riservata alle persone della casa circondariale sia di assoluta qualità. Il progetto ha una durata di 18 mesi e le attività riprenderanno dopo la pausa per le festività natalizie e di fine anno.
“Questa iniziativa si inserisce nell’alveo delle numerose attività trattamentali offerte ai detenuti di questo carcere - ha evidenziato il direttore del carcere di Ravenna, Stefano Di Lena -, oltre a quelle lavorative e finalizzate al loro reinserimento sociale. Ho visto nelle persone che hanno partecipato e stanno partecipando grande entusiasmo e forti motivazioni. Riporto, dunque, un bilancio positivo di questi primi sei mesi”.
Il progetto è stato presentato e illustrato al sindaco Alessandro Barattoni, il quale ha messo in evidenza “come lo sport, con la sua valenza e la sua forza, arrivi ovunque, aiuti a diventare cittadini migliori e a imparare il rispetto, l’educazione e i valori. Questa iniziativa rafforza l’integrazione tra la comunità cittadina e quella penitenziaria”.