Vercelli. La libertà in gioco con i detenuti, il Billiemme cerca un allenatore di calcio
Andrea Zanello
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La Stampa
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Riassunto
Il Garante dei detenuti di Vercelli, Pietro Oddo, ha lanciato un progetto per valorizzare il campo sportivo del carcere di Billiemme attraverso allenamenti di calcio regolari. L'iniziativa mira a coinvolgere circa 80 detenuti sotto la guida di ex calciatori professionisti o tecnici volontari, con l'obiettivo finale di iscrivere una squadra a un campionato dilettantistico entro settembre. Il progetto si inserisce in una lunga tradizione di sport nel penitenziario vercellese, inteso come strumento di svago e riabilitazione sociale. Questa iniziativa sottolinea l'importanza dello sport come veicolo fondamentale per il riscatto umano e il miglioramento della qualità della vita nelle carceri italiane.
Il progetto 'Il mio campo libero' ha portato con successo diverse attività sportive, come pallamano, calcio e rapatennis, all'interno della casa circondariale di Ravenna. L'iniziativa, nata dalla collaborazione tra i Ministeri della Giustizia e dello Sport e vari enti locali, mira a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso i valori dello sport. Dopo i primi sei mesi, i responsabili e il direttore del carcere hanno registrato un forte entusiasmo e risultati positivi tra i partecipanti. Questo progetto sottolinea l'importanza dello sport come strumento di educazione e di collegamento tra la comunità carceraria e quella cittadina.
Presso la casa circondariale di Ravenna è stato presentato il bilancio positivo dei primi sei mesi del progetto “Il mio campo libero”, iniziativa che promuove il benessere fisico e il reinserimento sociale dei detenuti attraverso lo sport. Il progetto, coordinato dal CSI insieme a Uisp e Compagnia dell’Albero, offre attività come pallamano, rapatennis e calcio, ricevendo il pieno sostegno delle autorità locali e della direzione carceraria. Il sindaco e il direttore del carcere hanno evidenziato come queste attività aiutino a trasmettere valori di rispetto ed educazione, fondamentali per la crescita personale dei reclusi. Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di come lo sport possa fungere da ponte per l'integrazione tra la realtà penitenziaria e il territorio.
A Pavia sono stati sbloccati i 'protocolli d’inclusione' per i detenuti della casa circondariale di Torre del Gallo, permettendo l'avvio di attività culturali e di pubblica utilità. Lo sblocco è avvenuto a seguito di un’interrogazione parlamentare che ha sollecitato il Ministero della Giustizia a favore di percorsi rieducativi concreti. L’iniziativa punta a migliorare le condizioni di un sistema carcerario attualmente in crisi, caratterizzato da sovraffollamento e tensioni interne. Queste convenzioni mirano a restituire alla pena la sua funzione costituzionale di reinserimento sociale, coinvolgendo attivamente il Comune e gli enti locali nel recupero dei reclusi. Questo provvedimento rappresenta un passo fondamentale per contrastare il degrado degli istituti penitenziari italiani attraverso la dignità e il lavoro.