Ravenna. Lo sport entra in carcere con il progetto “Il mio campo libero”

Riassunto

Presso la casa circondariale di Ravenna è stato presentato il bilancio positivo dei primi sei mesi del progetto “Il mio campo libero”, iniziativa che promuove il benessere fisico e il reinserimento sociale dei detenuti attraverso lo sport. Il progetto, coordinato dal CSI insieme a Uisp e Compagnia dell’Albero, offre attività come pallamano, rapatennis e calcio, ricevendo il pieno sostegno delle autorità locali e della direzione carceraria. Il sindaco e il direttore del carcere hanno evidenziato come queste attività aiutino a trasmettere valori di rispetto ed educazione, fondamentali per la crescita personale dei reclusi. Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di come lo sport possa fungere da ponte per l'integrazione tra la realtà penitenziaria e il territorio.

settesere.it, 11 gennaio 2026
In un incontro tenutosi all’interno della casa circondariale di Ravenna è stato stilato il bilancio della prima fase del progetto “Il mio campo libero”, iniziato a maggio 2025 nel carcere di via Port’Aurea promosso da “Sport e Salute”, società dello Stato che si occupa dello sviluppo dell’attività motoria in Italia e che contribuisce alla copertura economica di tutti i costi dopo aver stanziato una rilevante somma per tutte le case circondariali. Attraverso un apposito bando uscito nel 2024, il progetto era rivolto alle case circondariali italiane per mantenere il benessere fisico anche di chi vive recluso.
A Ravenna il progetto ha coinvolto tre realtà, tra enti di promozione e associazioni: il comitato territoriale CSI è il soggetto capofila del progetto, redatto da Marco Tosi Brandi che con il CSI sta collaborando anche per l’attività di rilancio della pallamano. E proprio quest’ultima è l’attività proposta all’interno del progetto grazie alla Gym Academy, società affiliata. Collaborano all’iniziativa il comitato Uisp Ravenna-Lugo che ha promosso il rapatennis, disciplina sportiva che unisce racchettoni, padel e tennis facile da giocare e adatta a tutti, e la polisportiva Compagnia dell’Albero, che ha proposto il calcio. All’incontro di presentazione del bilancio dei primi 6 mesi di attività hanno partecipato il direttore del carcere di Ravenna, Stefano Di Lena, il sindaco Alessandro Barattoni, con il suo capo di gabinetto Federica Del Conte, il presidente del CSI Ravenna Alessandro Bondi, il responsabile dei bandi e dei progetti di UISP Ravenna e Lugo Gabriele Tagliati e i referenti della Compagnia dell’Alberto, Cristiano Minguzzi e Alessandro Zauli.
Ha partecipato anche Enrico Paci, vicepresidente e fondatore di Rigenera, l’associazione bolognese no profit che raccoglie materiale sportivo, scarpe, zaini, vestiario in buone condizioni ma non più usato da scuole, centri sportivi, palestre e li rinnova e rigenera appunto mettendoli poi a disposizione di enti e associazioni attivi nel sociale e in attività di inclusione e delle carceri. “Non avrei mai immaginato che un girono il CSI Ravenna sarebbe entrato con un progetto e una serie di attività articolate all’interno del carcere - ha sottolineato Alessandro Bondi -: avrei detto del pazzo a chiunque me l’avesse detto. Abbiamo vinto, invece, il bando promosso dal Ministero dello sport e ci siamo messi al lavoro trovando l’entusiastico sostegno di Uisp e Compagnia dell’Albero. E non era così scontato.
Grazie al grande lavoro di Tosi Brandi siamo partiti e dopo i primi sei mesi abbiamo ricevuto un feedback talmente positivo da renderci orgogliosi di avere avviato questo progetto, a mia memoria il primo di questo tipo nella nostra città. Speriamo sia un volano per altre progettualità”. Le prime lezioni sono, infatti, partite a maggio 2025 e ogni settimana le tre istituzioni sportive che compartecipano hanno svolto le loro lezioni teoriche e pratiche al mattino.
La direzione della casa circondariale in accordo con le tre istituzioni sportive e con partecipanti al progetto, ha creato condizioni e situazioni tali che l’offerta formativa riservata alle persone della casa circondariale sia di assoluta qualità. Il progetto ha una durata di 18 mesi e le attività sono riprese dopo la pausa per le festività natalizie.
“Questa iniziativa si inserisce nell’alveo delle numerose attività trattamentali offerte ai detenuti di questo carcere - ha evidenziato il direttore Di Lena - oltre a quelle lavorative e finalizzate al loro reinserimento sociale. Ho visto nelle persone che hanno partecipato e stanno partecipando grande entusiasmo e forti motivazioni.
Riporto, dunque, un bilancio positivo di questi primi sei mesi”. Il progetto è stato presentato e illustrato al sindaco, il quale ha messo in evidenza “come lo sport, con la sua valenza e la sua forza, arrivi ovunque, aiuti a diventare cittadini migliori e a imparare il rispetto, l’educazione e i valori. Questa iniziativa rafforza l’integrazione tra la comunità cittadina e quella penitenziaria”. (Marianna Carnoli)