Il 2026 sarà l’anno della giustizia o del trionfo dell’impunità?
Riccardo Noury
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Il Fatto Quotidiano
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Riassunto
L’articolo analizza i progressi e le sfide della giustizia internazionale, sottolineando come l’efficacia di organi come la Corte Penale Internazionale dipenda strettamente dalla cooperazione degli Stati. Nonostante successi significativi, come l’arresto di Rodrigo Duterte e la condanna di Ali Kushayb, l'autore denuncia i doppi standard politici e la scarsa collaborazione di alcuni paesi, tra cui l'Italia. Il testo evidenzia la necessità di superare le tutele politiche per garantire la punizione dei crimini contro l’umanità in scenari complessi come quelli di Gaza e del Myanmar. Questo scenario pone l'accento sulla responsabilità cruciale della comunità internazionale nel sostenere la legalità globale senza parzialità.
L’articolo denuncia la drammatica situazione delle carceri italiane, segnata da un preoccupante numero di suicidi e da un sovraffollamento insostenibile che mina i principi costituzionali. L'autrice evidenzia come le attuali politiche governative si stiano concentrando su misure repressive anziché affrontare la crisi umanitaria e il degrado degli istituti. Numerose associazioni hanno lanciato un appello per chiedere clemenza e riforme urgenti, convocando un'assemblea pubblica a Roma per il 6 febbraio 2026. Questo scenario evidenzia una profonda crisi democratica che richiede un intervento immediato per ripristinare la legalità e la dignità umana nel sistema penitenziario.
L'autore analizza l'evoluzione del diritto penale sotto il governo Meloni, descrivendolo come un sistema che oscilla tra la repressione dei soggetti marginali e l'indulgenza verso i colletti bianchi. Rossi critica il ricorso sistematico alla decretazione d'urgenza e l'inasprimento delle pene, denunciando una deriva verso un "diritto penale massimo" che genera insicurezza giuridica invece di vera tutela sociale. L'articolo evidenzia come queste tendenze riflettano un progetto politico illiberale volto a centralizzare il potere e a indebolire l'indipendenza della magistratura. Questo scenario mette in luce una sfida cruciale per la tenuta dei principi democratici e dei valori dell'Illuminismo giuridico in Italia.
Il 6 febbraio 2026 si terrà a Roma l'assemblea pubblica 'Giubileo dei detenuti: chiediamo clemenza e umanità nelle carceri italiane', promossa da circa venti organizzazioni della società civile tra cui Antigone, CGIL e Nessuno tocchi Caino. L'iniziativa invita volontari, enti del terzo settore e cittadini a unirsi per denunciare la drammatica situazione del sistema penitenziario nazionale. L'obiettivo è sollecitare soluzioni concrete che restituiscano umanità e dignità ai detenuti, superando una volta per tutte l'attuale stato di emergenza. Questo appello sottolinea l'urgenza di una riflessione profonda sulla funzione rieducativa della pena e sul rispetto dei diritti umani nelle carceri italiane.