Il diritto penale dell’insicurezza, giuridica e sociale
Nello Rossi
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questionegiustizia.it
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Riassunto
L'autore analizza l'evoluzione del diritto penale sotto il governo Meloni, descrivendolo come un sistema che oscilla tra la repressione dei soggetti marginali e l'indulgenza verso i colletti bianchi. Rossi critica il ricorso sistematico alla decretazione d'urgenza e l'inasprimento delle pene, denunciando una deriva verso un "diritto penale massimo" che genera insicurezza giuridica invece di vera tutela sociale. L'articolo evidenzia come queste tendenze riflettano un progetto politico illiberale volto a centralizzare il potere e a indebolire l'indipendenza della magistratura. Questo scenario mette in luce una sfida cruciale per la tenuta dei principi democratici e dei valori dell'Illuminismo giuridico in Italia.
L'autore riflette sul "diritto alla speranza" come pilastro della dignità umana, specialmente per chi è privato della libertà, richiamando il messaggio del Giubileo e le sentenze della Corte Europea. L'articolo denuncia l'attuale stato d'emergenza delle carceri italiane, segnato da numerosi suicidi, e sostiene la necessità di misure come l'amnistia o l'indulto per ripristinare il senso di umanità previsto dalla Costituzione. Attraverso le parole di Papa Francesco, Grenci invita a superare l'indifferenza sociale che spesso trasforma la pena in un mero supplizio privo di finalità rieducativa. Questo appello sottolinea l'urgenza di riportare la legalità e la speranza all'interno del sistema penitenziario italiano.
L’articolo denuncia la drammatica situazione delle carceri italiane, segnata da un preoccupante numero di suicidi e da un sovraffollamento insostenibile che mina i principi costituzionali. L'autrice evidenzia come le attuali politiche governative si stiano concentrando su misure repressive anziché affrontare la crisi umanitaria e il degrado degli istituti. Numerose associazioni hanno lanciato un appello per chiedere clemenza e riforme urgenti, convocando un'assemblea pubblica a Roma per il 6 febbraio 2026. Questo scenario evidenzia una profonda crisi democratica che richiede un intervento immediato per ripristinare la legalità e la dignità umana nel sistema penitenziario.
Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
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La Repubblica
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L'articolo denuncia la condizione di "libertà sospesa" vissuta da chi, pur avendo scontato la propria pena, resta intrappolato in un limbo burocratico in attesa della declaratoria di estinzione del reato. Senza questo atto formale del Tribunale di Sorveglianza, è impossibile recuperare diritti fondamentali come il voto o la possibilità di espatriare, rendendo l'attesa una sorta di prigione invisibile. Il caso di Claudio Bottan mostra come le lungaggini giudiziarie impediscano di ricominciare a vivere pienamente, nonostante il percorso rieducativo sia già concluso con successo. Questa situazione evidenzia una grave criticità del sistema penale italiano, in cui l'inefficienza burocratica finisce per infliggere una pena supplementare non prevista dalla legge.