Riforma giustizia, due mesi al voto. Ma la raccolta firme può allungare i tempi
Carola Causarano
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Il Riformista
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Riassunto
Il referendum confermativo sulla riforma della giustizia di Carlo Nordio è previsto per marzo 2026, aprendo una fase di acceso scontro politico e istituzionale. Il ministro Nordio ha difeso il provvedimento, criticando l'Associazione Nazionale Magistrati per il rifiuto al dialogo e la scelta di schierarsi apertamente per il 'No'. Parallelamente, l'Unione delle Camere Penali accusa le opposizioni di voler ritardare il voto per timore di una sconfitta, mentre Forza Italia vede nel referendum l'occasione per stabilizzare il sistema giudiziario. Questa consultazione rappresenta un passaggio cruciale per definire i futuri equilibri tra politica e magistratura in Italia.
Il Guardasigilli Carlo Nordio ha lanciato una sfida pubblica all'Associazione Nazionale Magistrati per un confronto sulla riforma della giustizia, in vista del referendum previsto per la metà di marzo 2026. Il Ministro accusa la magistratura di temere il dialogo, mentre le opposizioni criticano la mancanza di dibattito parlamentare, giustificata da Nordio con la necessità di dare priorità alla riforma del premierato. Parallelamente, prosegue la raccolta firme del fronte del 'No' sostenuta da PD e Movimento 5 Stelle per contrastare un provvedimento ritenuto dannoso. Questa situazione evidenzia una tensione istituzionale crescente tra il potere esecutivo e l'ordine giudiziario in vista di una scadenza referendaria cruciale.
La riforma della giustizia del ministro Nordio si avvia verso un possibile referendum nel marzo 2026, puntando sulla netta separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri. Il progetto prevede la creazione di due CSM distinti e di una Corte Disciplinare, introducendo il sorteggio per limitare il peso delle correnti interne alla magistratura. Se il centro-destra promuove la riforma come garanzia di imparzialità, le opposizioni e l'ANM temono che la divisione possa indebolire l'indipendenza dei PM, esponendoli a pressioni politiche. Questa evoluzione rappresenta un passaggio cruciale che potrebbe ridefinire l'equilibrio dei poteri costituzionali in Italia.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato che il referendum sulla riforma della giustizia si terrà probabilmente nella seconda metà di marzo, definendo "superflua" la raccolta firme in corso. Nordio ha ammesso di aver preferito rispondere alle critiche tramite un libro di prossima uscita piuttosto che nel dibattito parlamentare per accelerare i tempi, scatenando dure reazioni da parte di opposizioni e magistrati. Sul fronte operativo, il governo prevede di stabilizzare solo la metà dei 12.000 funzionari assunti con il Pnrr, lasciando incerto il futuro di molti precari nei tribunali. Questa situazione evidenzia una preoccupante tensione tra l'esecutivo e le istituzioni parlamentari, sollevando interrogativi sulla tutela dei processi democratici.