Pagano: “Il carcere è una misura anacronistica. Abbattere le barriere, almeno quelle culturali”
Redazione
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politicamentecorretto.com
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Riassunto
Luigi Pagano, garante dei detenuti di Milano, sostiene che le persone con disabilità non dovrebbero essere recluse in carcere, definendo la detenzione una misura ormai anacronistica. Nell'intervista rilasciata a Rai 3, Pagano evidenzia come la rigidità delle strutture carcerarie spesso provochi ulteriori danni ai detenuti invece di favorirne il reinserimento. L’appello finale è quello di abbattere le barriere fisiche e culturali per avviare una riforma profonda del sistema. Ciò evidenzia una criticità fondamentale per la gestione della dignità umana all'interno delle carceri italiane.
Federico Pilagatti, segretario del Sappe, denuncia la gravissima situazione delle carceri italiane, definendole 'discariche umane' prive di assistenza adeguata per detenuti con problemi psichiatrici e dipendenze. Il sindacato propone di superare il fallimento delle Rems riaprendo strutture specializzate e trasferendo i tossicodipendenti in comunità terapeutiche per ridurre suicidi e violenze. Viene inoltre suggerita l'espulsione immediata dei detenuti stranieri condannati come misura contro il sovraffollamento. Questa denuncia evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale per garantire il rispetto dei principi costituzionali e della dignità umana all'interno del sistema penitenziario.
L'articolo affronta la crisi della Casa di reclusione di Padova, dove il sovraffollamento e la carenza di personale minacciano i progressi riabilitativi raggiunti negli anni. L'autrice propone di contrastare l'illegalità e il traffico di droga non tramite la sola repressione, ma potenziando le attività educative, la trasparenza e il contributo fondamentale dei volontari. È necessario garantire condizioni più umane, come un maggiore ascolto e contatti frequenti con i familiari, per offrire ai detenuti una reale speranza di reinserimento. Questa riflessione evidenzia l'importanza di un modello carcerario basato sulla dignità per prevenire il degrado del sistema penitenziario italiano.
L'articolo denuncia il drammatico sovraffollamento delle carceri italiane che, a fine 2025, ha raggiunto il 138,5%, aggravando il degrado strutturale e la violazione dei diritti costituzionali dei detenuti. Nonostante il calo della criminalità, il sistema penitenziario affronta un'emergenza umanitaria segnata da un numero record di decessi e condizioni igieniche precarie sia per i carcerati che per il personale. L'autore sottolinea il fallimento delle politiche governative e propone l'adozione di misure alternative per il 38% della popolazione carceraria che deve scontare pene residue inferiori ai due anni e mezzo. Questa crisi evidenzia l'urgente necessità di una riforma che riporti la dignità e la funzione rieducativa al centro del sistema penale italiano.