Fossano (Cn). La Garante: “Carcere struttura di eccellenza, pronta a nuovi cambiamenti nel 2026”
Cristiano Sabre
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lavocedialba.it
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Riassunto
Il carcere Santa Caterina di Fossano si conferma un modello di eccellenza per la rieducazione e il reinserimento sociale, grazie a laboratori professionalizzanti che spaziano dalla panificazione alla carpenteria. Nonostante il successo dei percorsi formativi, la garante Michela Revelli ha segnalato criticità legate alla carenza di organico della Polizia Penitenziaria e ai lunghi tempi d'attesa della magistratura di sorveglianza. Sebbene la struttura non soffra di sovraffollamento, l'imminente pensionamento di figure chiave e la mancanza di giovani reclute pongono serie sfide per la gestione futura della sicurezza. Questa situazione evidenzia la necessità di supportare le eccellenze carcerarie con risorse umane adeguate per non vanificare i risultati ottenuti nel trattamento dei detenuti.
Una delegazione del PD ha visitato il carcere di Orvieto, denunciando un sovraffollamento del 130% e una carenza di organico della polizia penitenziaria vicina al 50%. Nonostante queste gravi criticità strutturali e i recenti disordini, la struttura mantiene una forte vocazione al reinserimento sociale attraverso progetti di pubblica utilità attivi dal 2014. Gli esponenti politici hanno ribadito la necessità di interventi urgenti per garantire sia la dignità dei detenuti che la sicurezza dei lavoratori. Questo caso sottolinea l'urgenza di risolvere le emergenze gestionali senza compromettere la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.
Il sistema carcerario italiano affronta una grave crisi dovuta al sovraffollamento e alla carenza di magistrati di sorveglianza, con un rapporto critico di un magistrato ogni 300 detenuti. Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti, propone l'uso di misure alternative per i circa 16.700 reclusi con pene inferiori ai due anni per decongestionare gli istituti. Esperti e direttori carcerari sottolineano la necessità di aumentare l'organico per garantire la risocializzazione e il monitoraggio costante della vita dei reclusi. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per affrontare la cronica carenza di personale e migliorare l'efficienza del sistema penale italiano.
Carmen D’Anzi, Garante della Provincia di Potenza, ha discusso le criticità delle carceri italiane, come sovraffollamento e carenza di personale, durante un incontro a Melfi. Ha sottolineato che l'istruzione e il lavoro riducono drasticamente la recidiva, citando dati che vedono il tasso scendere al 3-7% per chi accede ai percorsi rieducativi. Nonostante i benefici della Legge Smuraglia, attualmente solo il 32% dei detenuti lavora, principalmente per l'amministrazione penitenziaria. Questa situazione richiama la necessità di una maggiore collaborazione tra istituzioni e territorio per garantire la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.