Orvieto (Pg). I tanti nodi del carcere di via Roma: “Preservare il reinserimento sociale”
Riassunto
Una delegazione del PD ha visitato il carcere di Orvieto, denunciando un sovraffollamento del 130% e una carenza di organico della polizia penitenziaria vicina al 50%. Nonostante queste gravi criticità strutturali e i recenti disordini, la struttura mantiene una forte vocazione al reinserimento sociale attraverso progetti di pubblica utilità attivi dal 2014. Gli esponenti politici hanno ribadito la necessità di interventi urgenti per garantire sia la dignità dei detenuti che la sicurezza dei lavoratori. Questo caso sottolinea l'urgenza di risolvere le emergenze gestionali senza compromettere la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.
Da carcere modello a polveriera. Dopo gli episodi di violenze e i disordini che ci sono verificati verso la fine dell’anno, la struttura penitenziaria di via Roma è finita al centro delle attenzioni grazie soprattutto al forte appello che è venuto dal sindacato di polizia Sappe. Una delegazione del Pd, composta dal senatore Walter Verini, dalla capogruppo in Consiglio Comunale Cristina Croce, dal consigliere comunale Federico Giovannini e dal segretario Paolo Maurizio Talanti, come già riportato ha visitato il carcere, constatando un sovraffollamento al 130% e una carenza di agenti che sfiora il 50% dell’organico necessario. Sul piano locale è intervenuta la capogruppo Croce, che ha sottolineato il duplice livello della questione.
“Da un lato - ha detto - abbiamo criticità strutturali che dipendono dalle scelte nazionali e regionali, dall’altro c’è una storia, quella del carcere di Orvieto, che dimostra come l’inserimento sociale dei detenuti sia possibile. Dal 2014, grazie anche al regolamento regionale sull’amministrazione condivisa, abbiamo attivato progetti di lavori di pubblica utilità che hanno coinvolto i detenuti in modo concreto e dignitoso”. Sulla stessa linea il consigliere comunale Federico Giovannini: “Il carcere resta un punto di riferimento per i percorsi di reinserimento.
È fondamentale che il Comune continui questa strada, creando le condizioni perché chi può intraprendere un percorso di rientro nella società lo faccia nel modo più serio e umano possibile”. Per Talanti “il Pd è storicamente impegnato nella difesa dei diritti dei detenuti e nella qualità del sistema penitenziario. La nostra visita non è stata simbolica: da qui partiranno iniziative concrete, a livello istituzionale e politico, perché la sicurezza, la dignità delle persone detenute e il lavoro degli agenti non sono obiettivi in contraddizione, ma parti della stessa responsabilità dello Stato”.