Rinaudo: “Sì al referendum per tutelare la giustizia dei cittadini”
Pietro Mella Bitti
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torinocronaca.it
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Riassunto
L'ex magistrato Antonio Rinaudo promuove il referendum sulla separazione delle carriere per garantire la reale autonomia e indipendenza del giudice rispetto al pubblico ministero. Secondo Rinaudo, è necessario superare l'attuale CSM unico creando due organi amministrativi distinti che riflettano le diverse mentalità professionali e funzioni dei due ruoli. La riforma mira a tutelare i cittadini, assicurando che chiunque affronti un processo sia giudicato da un magistrato veramente terzo e imparziale. Questo dibattito pone l'accento sulla necessità di una riforma strutturale per migliorare la percezione di equità del sistema giudiziario italiano.
Marco Minniti, ex ministro del PD, esprime il suo sostegno alla riforma della giustizia Nordio, dichiarando che voterà sì al referendum per rendere l'Italia più moderna ed europea. Secondo Minniti, la separazione delle carriere non minaccia l'indipendenza dei magistrati ma garantisce maggiore efficienza e terzietà, rafforzando la certezza della pena e la sicurezza nazionale. L'ex ministro difende inoltre l'introduzione del sorteggio per il CSM come strumento necessario per contrastare il correntismo e ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e magistratura. Questa presa di posizione evidenzia un significativo tentativo di mediazione tra istanze di garantismo e sicurezza all'interno del dibattito politico italiano.
Nell'intervista di Valentina Stella, l'avvocato Nicola Buccico sottolinea la necessità di riforme che garantiscano l'effettiva indipendenza della magistratura e la separazione delle carriere per assicurare un processo penale di matrice accusatoria. Buccico critica aspramente il sistema delle correnti all'interno del CSM e la natura autoassolutoria dei Consigli giudiziari, vedendo nel referendum un'occasione per superare le degenerazioni patologiche del sistema. L'ex presidente del CNF ribadisce che la magistratura deve rimanere un ordine autonomo, terzo rispetto alle parti e svincolato dalle influenze politiche. Questa riflessione evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale per restituire credibilità e piena terzietà al sistema giudiziario italiano.