Minniti: “La riforma della giustizia rende l’Italia più moderna e rompe il potere delle correnti”
Ruggiero Montenegro
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Il Foglio
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Riassunto
Marco Minniti, ex ministro del PD, esprime il suo sostegno alla riforma della giustizia Nordio, dichiarando che voterà sì al referendum per rendere l'Italia più moderna ed europea. Secondo Minniti, la separazione delle carriere non minaccia l'indipendenza dei magistrati ma garantisce maggiore efficienza e terzietà, rafforzando la certezza della pena e la sicurezza nazionale. L'ex ministro difende inoltre l'introduzione del sorteggio per il CSM come strumento necessario per contrastare il correntismo e ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e magistratura. Questa presa di posizione evidenzia un significativo tentativo di mediazione tra istanze di garantismo e sicurezza all'interno del dibattito politico italiano.
L'articolo analizza il prossimo referendum sulla riforma della giustizia, focalizzato sulla separazione delle carriere, l'istituzione di due CSM e di un'Alta Corte disciplinare. Secondo l'autore, la riforma non attacca la magistratura ma rafforza lo Stato di diritto, garantendo che il giudice sia un arbitro terzo e imparziale tra accusa e difesa. Un punto cruciale è la riduzione del peso delle correnti attraverso il sorteggio dei componenti dei Consigli, mantenendo comunque l'indipendenza del Pubblico Ministero dal potere politico. La riforma punta a superare una visione moralista della giustizia per approdare a un sistema accusatorio moderno e trasparente. Questo dibattito sottolinea la necessità di evolvere il sistema penale italiano verso una maggiore equità e terzietà.
In un'intervista al Corriere della Sera, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio discute il prossimo referendum sulla riforma della giustizia, previsto per la seconda metà di marzo 2026. Il Ministro critica aspramente l'Associazione Nazionale Magistrati per aver rifiutato un confronto diretto, sostenendo che l'introduzione del sorteggio per il CSM sia il vero punto di rottura. Nordio rassicura inoltre sui tempi della digitalizzazione giudiziaria legata al PNRR, definendo la riforma come una necessaria evoluzione del sistema penale italiano. Questo scontro mette in luce la persistente tensione tra il potere esecutivo e l'ordine giudiziario nel contesto istituzionale italiano.
Il referendum confermativo sulla riforma della giustizia di Carlo Nordio è previsto per marzo 2026, aprendo una fase di acceso scontro politico e istituzionale. Il ministro Nordio ha difeso il provvedimento, criticando l'Associazione Nazionale Magistrati per il rifiuto al dialogo e la scelta di schierarsi apertamente per il 'No'. Parallelamente, l'Unione delle Camere Penali accusa le opposizioni di voler ritardare il voto per timore di una sconfitta, mentre Forza Italia vede nel referendum l'occasione per stabilizzare il sistema giudiziario. Questa consultazione rappresenta un passaggio cruciale per definire i futuri equilibri tra politica e magistratura in Italia.