Santa Maria Capua Vetere (Ce). Se i detenuti vestono le “guardie”
Ilaria Dioguardi
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vita.it
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Riassunto
Presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, cento detenuti producono ogni anno 30mila camicie per la polizia penitenziaria grazie a una collaborazione tra il Ministero della Giustizia e la Fondazione Isaia. Tommaso D’Alterio, direttore della fondazione, descrive l'iniziativa come un modello virtuoso che garantisce reddito, competenze professionali reali e una riduzione della recidiva attraverso la stabilità produttiva. Il progetto mira a superare gli ostacoli burocratici dell'inserimento esterno creando laboratori interni che preparino i ristretti al lavoro in azienda una volta terminata la pena. L'esperienza è stata citata al CNEL come esempio di sostenibilità economica e sociale nel sistema carcerario. Questo progetto dimostra come il lavoro qualificato in carcere sia uno strumento essenziale per la riabilitazione e il reinserimento futuro dei detenuti.
L'articolo descrive il progetto 'Made in Carcere' fondato da Luciana Delle Donne, che trasforma scarti tessili in prodotti di moda coinvolgendo persone detenute in diverse carceri italiane. Attraverso un modello di economia rigenerativa, l'iniziativa promuove l'inclusione sociale e la sostenibilità ambientale, offrendo ai partecipanti la possibilità di acquisire dignità e competenze professionali. L'obiettivo principale è favorire il reinserimento sociale e il riscatto umano attraverso il lavoro creativo e la valorizzazione di ciò che normalmente verrebbe scartato. Questa iniziativa evidenzia l'importanza del lavoro carcerario come strumento fondamentale per la riabilitazione e la riduzione dell'impatto ambientale.
Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina creativa, promuove il reinserimento sociale delle detenute attraverso il marchio 'Made in Carcere', che trasforma scarti tessili in prodotti di moda. L'iniziativa mira ad abbattere la recidiva offrendo stipendi, competenze professionali e una nuova consapevolezza di sé alle donne coinvolte. Grazie al progetto 'BIL – benessere interno lordo', questo modello di impresa sociale si sta diffondendo in tutta Italia, puntando sulla bellezza e sulla solidarietà come strumenti di cambiamento. L'esperienza evidenzia come il lavoro dignitoso sia il pilastro fondamentale per la riabilitazione penale e il risparmio di risorse pubbliche.
L'Economia Carceraria è una rete di cooperative e artigiani nata per favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso la produzione e la vendita di beni artigianali. I dati dimostrano l'efficacia di questo modello: la recidiva scende dal 68% a solo il 2% per chi ha accesso a opportunità lavorative durante la detenzione. Fondato nel 2018 da Oscar La Rosa e Paolo Strano, il progetto vanta oggi un portale e-commerce e marchi di successo come 'Banda Biscotti' e 'Caffè Galeotto'. Questo modello evidenzia come il lavoro sia lo strumento più potente per trasformare il sistema penale in un reale percorso di riabilitazione e sicurezza sociale.