L'articolo analizza il libro 'Il tiro al piccione' dell'ex magistrato Guido Salvini, un duro atto d'accusa contro il sistema delle correnti e la politicizzazione della magistratura italiana. Salvini denuncia come il correntismo soffochi l'autonomia dei singoli, trasformando l'ANM in un 'partito politico' e portando a degenerazioni come l'uso opaco del potere investigativo. Tra i rimedi proposti figurano il sorteggio per i membri del CSM e la separazione delle carriere, necessari per ripristinare la credibilità di un sistema che l'autore considera in crisi sin dai tempi di Mani Pulite. Viene inoltre criticato il rapporto malsano tra magistrati e giornalisti, che spesso alimenta processi mediatici a scapito della vera giustizia. Questa testimonianza interna evidenzia l'urgenza di riforme strutturali per liberare il sistema penale italiano da logiche corporative e ideologiche.
A Firenze si è tenuta un'iniziativa di esponenti del centrosinistra a favore della separazione delle carriere dei magistrati, sostenendo il «Sì» al referendum sulla legge Nordio. L'evento mette in luce la storica spaccatura nella sinistra italiana tra l'anima giustizialista e quella garantista, quest'ultima rappresentata da figure autorevoli come Augusto Barbera e Cesare Salvi. I sostenitori della riforma vedono nel provvedimento il necessario completamento della riforma Vassalli del 1989 per garantire un maggiore equilibrio tra accusa e difesa. Questa mobilitazione evidenzia come il tema della giustizia rimanga uno dei nodi più complessi e divisivi per l'identità politica del Partito Democratico e dei suoi alleati.
Nonostante le risorse del PNRR, gli obiettivi di riduzione dei tempi della giustizia in Italia restano lontani, con il parametro del 'disposition time' fermo al 20% contro il 40% previsto. La situazione è particolarmente critica in Veneto, dove tribunali come quello di Venezia registrano un aumento dei procedimenti pendenti sia nel settore civile che in quello penale. Il termine dei contratti del personale di supporto a giugno 2026 rischia di riportare il sistema al collasso, rendendo urgenti la stabilizzazione del personale e nuovi investimenti nelle piante organiche di magistrati e cancellieri. Questa situazione mette in luce la fragilità strutturale della macchina giudiziaria italiana e la difficoltà di allinearsi agli standard europei senza riforme permanenti.
A seguito di recenti aggressioni alla stazione Termini, le opposizioni criticano duramente il governo per la gestione della sicurezza, lamentando la mancanza di fondi per le forze dell'ordine a fronte di spese per i centri migranti in Albania. Mentre PD, M5S e +Europa chiedono più risorse e personale invece di nuovi reati, la maggioranza appare divisa sulla paternità e sul contenuto di un imminente provvedimento sulla sicurezza. Matteo Salvini invoca la 'tolleranza zero', mentre Fratelli d'Italia e Forza Italia difendono l'operato del governo pur con diverse sfumature sulle priorità di spesa. Questa situazione evidenzia la difficoltà della politica italiana nel passare dai proclami elettorali a soluzioni strutturali per la sicurezza urbana.
Il sottosegretario Nicola Molteni ha delineato un nuovo pacchetto sicurezza della Lega che prevede lo 'scudo penale' per le forze dell'ordine e l'allargamento della legittima difesa anche per i privati cittadini. Tra le proposte spiccano l'incremento dei militari per l'operazione 'Strade sicure', l'impiego di guardie giurate per gli sfratti e l'introduzione di una legge sulla 'remigrazione'. Il piano punta inoltre a colpire le baby gang con sanzioni ai genitori e limitazioni alla patente di guida per i minori. Questo programma riflette la strategia della Lega di inasprire ulteriormente le politiche di ordine pubblico, segnalando possibili tensioni interne alla coalizione di governo.
La casa di reclusione di Orvieto affronta una crisi profonda caratterizzata da un sovraffollamento del 130% e da una carenza di organico della polizia penitenziaria pari a quasi il 50%. Il senatore Walter Verini, in seguito a recenti disordini che hanno causato danni ingenti, ha sollecitato interventi urgenti per potenziare il personale, migliorare l'assistenza sanitaria e favorire misure alternative per i detenuti tossicodipendenti. Anche le istituzioni locali e i sindacati di categoria chiedono un piano organizzativo solido per garantire la sicurezza e la dignità del lavoro all'interno della struttura. Questa situazione evidenzia una criticità cronica del sistema penitenziario italiano che necessita di risposte strutturali e non solo emergenziali.
L'articolo evidenzia l'assenza in Umbria dello 'Spazio Giallo', un'area dedicata all'accoglienza dei figli dei detenuti già attiva in molte altre regioni italiane per mitigare l'impatto traumatico delle visite in carcere. Sebbene esistano collaborazioni tra istituti penitenziari e servizi sanitari locali, mancano ancora strutture formali che proteggano i minori dal rigore dei controlli di sicurezza. Il Terzo Settore e il Garante regionale sollecitano l'attuazione di percorsi specifici a Perugia e Terni, in linea con la Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti. Ciò sottolinea la necessità di umanizzare i processi penitenziari per tutelare i legami familiari e il benessere psicologico dei più piccoli.
L'associazione Antigone ha monitorato le condizioni del carcere della Rocca di Ravaldino, rilevando gravi criticità strutturali aggravate dall'alluvione del 2023, come celle anguste e muffe nelle docce. Nonostante i lavori di ristrutturazione previsti per il 2026, l'istituto si distingue positivamente per l'ampia offerta di percorsi formativi, l'assistenza sanitaria h24 e il buon tasso di inserimento lavorativo esterno per i 149 detenuti. Il clima generale appare disteso grazie alla collaborazione con il volontariato locale e alle attività condivise tra le diverse sezioni. Questa situazione evidenzia come l'eccellenza nel trattamento rieducativo debba scontrarsi con la necessità urgente di un rinnovamento infrastrutturale del sistema carcerario.
È stato ufficialmente avviato a Firenze il tavolo istituzionale permanente sul carcere di Sollicciano, finalizzato a creare una rete operativa tra istituzioni, associazioni e realtà che operano nel penitenziario. L'iniziativa, promossa dall'assessore al Welfare Nicola Paulesu e dal garante dei detenuti Giancarlo Parissi, si concentra inizialmente sul supporto ai detenuti durante la fase di uscita per favorire il reinserimento sociale. Nonostante le gravi criticità strutturali della struttura, il progetto punta a migliorare il benessere di chi vive e lavora nel complesso attraverso una maggiore integrazione con i servizi territoriali. Questo sforzo congiunto rappresenta un tentativo concreto di affrontare le drammatiche problematiche del sistema penitenziario fiorentino.
Il maestro Riccardo Muti ha diretto l'orchestra giovanile Cherubini presso il carcere di Opera, utilizzando strumenti realizzati dai detenuti con il legno dei barconi dei migranti. L'evento ha visto la partecipazione attiva dei carcerati, che hanno condiviso poesie e performance musicali in un clima di profonda commozione e bellezza. Muti ha sottolineato il valore trasformativo dell'esperienza, dichiarando di uscirne arricchito come uomo. Questa iniziativa evidenzia come l'arte e la fiducia possano fungere da strumenti fondamentali per la riabilitazione e il riscatto sociale nel sistema penitenziario italiano.
Il nuovo Piano d’Azione Nazionale per la Salute Mentale (Pansm) introduce cinque pilastri fondamentali per rilanciare il settore: programmazione unitaria, centralità dei Dipartimenti pubblici, integrazione ospedale-territorio, percorsi per pazienti autori di reato e risorse economiche dedicate. Il provvedimento, discusso al Congresso nazionale SPDC di Bergamo, mira a rispondere alle emergenze che colpiscono adolescenti, migranti, anziani e soggetti con dipendenze dopo anni di progressivo impoverimento dei servizi. L'obiettivo principale è garantire un sistema di cure equo e universalistico, superando la frammentazione regionale e riportando il tema al centro del dibattito politico attraverso un finanziamento triennale. Questo piano rappresenta un passaggio decisivo per affrontare le criticità croniche dell'assistenza psichiatrica in Italia.
Goffredo Buccini analizza la crisi del diritto internazionale, osservando come le norme globali cedano sistematicamente di fronte agli interessi delle potenze dominanti. L'autore, scrivendo per il Corriere della Sera, evidenzia l'approccio dell'amministrazione Trump e le ipocrisie storiche di attori come Russia e Cina, sottolineando che senza potere coercitivo i trattati internazionali rischiano di diventare irrilevanti. Il ritorno alla realpolitik e alle sfere d'influenza suggerisce un regresso verso un ordine mondiale governato dalla forza anziché da regole condivise. Questo scenario mette in luce una fragilità strutturale del sistema internazionale che richiede una riflessione urgente sulla reale tenuta della legalità globale.
A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo, i genitori Paola e Claudio continuano la loro battaglia per la verità nonostante lo stallo del processo contro quattro ufficiali egiziani, attualmente fermo per questioni tecniche di traduzione. L'articolo denuncia la mancanza di reale cooperazione da parte dell'Egitto e la tendenza dei governi italiani a privilegiare gli interessi economici e geopolitici rispetto alla ricerca della giustizia. Nonostante i depistaggi e le difficoltà burocratiche, il sostegno civile del 'popolo giallo' rimane saldo attorno alla famiglia del ricercatore. Questa vicenda mette in luce la complessa tensione tra la ragion di Stato e la tutela dei diritti umani fondamentali dei cittadini italiani all'estero.
Un video trapelato dal centro di medicina legale di Teheran documenta la brutale repressione delle proteste in Iran, mostrando decine di corpi di manifestanti accumulati negli obitori nonostante il blackout informativo. Il regime ha inasprito la risposta militare, con milizie che entrano persino negli ospedali, mentre la magistratura minaccia la pena di morte per i dissidenti accusati di essere 'nemici di Dio'. Nonostante le centinaia di vittime stimate e l'annuncio di processi sommari, l'insurrezione prosegue in oltre 100 città, supportata da connessioni satellitari e appelli alla resistenza dall'esilio. Questa situazione evidenzia una crisi umanitaria drammatica e la determinazione della teocrazia iraniana nel soffocare il dissenso con la forza estrema.
L'Arcidiocesi di Catania e l'Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna (Udepe) hanno siglato un accordo per promuovere attività di volontariato riparativo e percorsi di reinserimento lavorativo per persone condannate o in attesa di giudizio. L'iniziativa mira a favorire l'inclusione sociale e a ridurre la recidiva, offrendo ai beneficiari la possibilità di riscattarsi attraverso servizi alla comunità. L'Arcivescovo Luigi Renna e la direttrice dell’Udepe Maria Pia Fontana hanno sottolineato come la pena debba avere una funzione rieducativa, in linea con i principi costituzionali e cristiani. Questo progetto evidenzia l'importanza di investire in percorsi di legalità per contrastare la marginalità sociale che spesso alimenta la criminalità.
L'articolo affronta la grave crisi del sistema carcerario italiano, segnato da sovraffollamento, violenza e un preoccupante aumento dei suicidi tra detenuti e agenti. Attraverso il libro 'Solidali tra le sbarre' di Giovanna Baldini, viene analizzata l'esperienza di volontariato presso il carcere Don Bosco di Pisa, mettendo in luce le difficoltà di un reale recupero sociale. L'opera denuncia l'isolamento morale e il disinteresse collettivo che spesso vanificano le potenzialità di emancipazione dei reclusi. Questo scenario evidenzia l'urgente necessità di riforme che restituiscano dignità e speranza alla popolazione carceraria.
La Compagnia Teatrale Petra promuove a Potenza il progetto 'Teatro Oltre i Limiti', che integra danza e performance per far interagire detenuti e studenti in laboratori artistici. Attraverso il corpo e il movimento, l'iniziativa punta a superare lo stigma sociale e a trasformare temporaneamente il carcere in uno spazio di scambio umano e paritario. Il volume documentario 'Altrimenti il carcere resta carcere' evidenzia l'efficacia di queste pratiche, citando una drastica riduzione della recidiva dal 70% al 6% per i partecipanti. Questo approccio sottolinea l'importanza di investire in attività culturali per una reale funzione rieducativa della pena.
Presso la casa circondariale di Ravenna è stato presentato il bilancio positivo dei primi sei mesi del progetto “Il mio campo libero”, iniziativa che promuove il benessere fisico e il reinserimento sociale dei detenuti attraverso lo sport. Il progetto, coordinato dal CSI insieme a Uisp e Compagnia dell’Albero, offre attività come pallamano, rapatennis e calcio, ricevendo il pieno sostegno delle autorità locali e della direzione carceraria. Il sindaco e il direttore del carcere hanno evidenziato come queste attività aiutino a trasmettere valori di rispetto ed educazione, fondamentali per la crescita personale dei reclusi. Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di come lo sport possa fungere da ponte per l'integrazione tra la realtà penitenziaria e il territorio.
È ripreso a Viterbo il processo contro due agenti di polizia penitenziaria accusati di abuso dei mezzi di correzione in relazione alla morte di Hassan Sharaf, suicidatosi nel 2018 nel carcere Nicandro Izzo. Durante l'udienza sono intervenuti come testimoni il garante dei detenuti Stefano Anastasia e la psicologa Flaminia Bolzan, la quale ha descritto il ventunenne come un soggetto estremamente fragile. Il dibattimento ha evidenziato criticità investigative, come il mancato sequestro di oggetti rilevanti nella cella d'isolamento dove il giovane si è tolto la vita. La prossima fase del processo, prevista per aprile, vedrà l'escussione dei testimoni della difesa. Questo caso solleva gravi interrogativi sulla gestione della salute mentale e sulla vigilanza dei soggetti vulnerabili all'interno del sistema carcerario italiano.