Lo spray al peperoncino nelle carceri italiane

La Polizia penitenziaria avvierà una sperimentazione di sei mesi per l'introduzione dello spray al peperoncino come strumento di difesa contro le aggressioni negli istituti carcerari. Sebbene il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria lo descriva come un mezzo non letale per tutelare il personale, associazioni come Antigone avvertono che ciò potrebbe trasformare le carceri in luoghi ancora più violenti. L'uso della sostanza in ambienti chiusi e sovraffollati solleva forti dubbi tecnici e di sicurezza, data la mancanza di vie di fuga e di ventilazione adeguata nelle celle. Questa iniziativa evidenzia una gestione della sicurezza carceraria che privilegia la repressione rispetto alla risoluzione delle criticità strutturali del sistema penitenziario italiano.

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Referendum giustizia, sulla riforma è battaglia in piazza: “La sfida dei gazebo”

Il 22 e 23 marzo 2026 si terrà il referendum confermativo sulla riforma della giustizia firmata dal ministro Nordio, che prevede la separazione delle carriere e lo sdoppiamento del CSM. A Napoli, magistrati e avvocati si stanno mobilitando con comitati opposti per informare i cittadini su temi cruciali come l'indipendenza giudiziaria e il sorteggio dei membri togati. Mentre i sostenitori del 'Sì' mirano a ridurre l'influenza delle correnti, i contrari denunciano il rischio di un pericoloso squilibrio tra i poteri dello Stato a favore dell'Esecutivo. Questa mobilitazione evidenzia quanto la riforma costituzionale sia un tema divisivo ma fondamentale per il futuro del sistema giudiziario italiano.

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Referendum sulla giustizia, ecco la risposta a Meloni del Comitato del No

Esponenti dell'opposizione e della società civile si sono riuniti a Roma per lanciare la campagna del 'No' al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Figure come Elly Schlein e Nicola Fratoianni sostengono che la riforma mini l'indipendenza della magistratura e la separazione dei poteri per favorire chi è al governo. Maurizio Landini ha sottolineato la necessità di una mobilitazione capillare, ricordando che la vittoria dipenderà dalla partecipazione dei cittadini dato che per questo quesito non è previsto un quorum. Il comitato vede in questo voto una difesa fondamentale dell'assetto democratico e dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Questo scontro evidenzia una tensione profonda e crescente tra il potere politico e l'ordine giudiziario in Italia.

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Riforma della giustizia, lo stato delle cose non è accettabile. Perché da decenni non cambia nulla

L'articolo sostiene le ragioni del "sì" al referendum sulla giustizia, denunciando l'attuale mancanza di responsabilità e l'autoreferenzialità della magistratura italiana. Secondo l'autore, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è fondamentale per garantire l'imparzialità e allineare l'Italia agli standard degli altri Paesi europei. Crucianelli evidenzia come il sistema di autogoverno non sia riuscito a correggere errori strutturali e mancanze disciplinari gravi, rendendo il referendum un atto di maturità democratica necessario per tutelare i cittadini. Questo contributo mette in luce l'urgenza di una riforma istituzionale per superare uno status quo ormai considerato insostenibile.

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Sardegna. “Un tavolo di confronto tra Ministero, Regione ed enti locali sui detenuti al 41 bis”

Il comune di Nuoro e la Regione Sardegna contestano la decisione del Ministero della Giustizia di destinare il carcere di Badu ‘e Carros esclusivamente ai detenuti in regime di 41-bis. Il sindaco Emiliano Fenu e la governatrice Alessandra Todde esprimono preoccupazione per l'impatto sociale della scelta e per la trasformazione dell'isola in un polo logistico per l'alta sicurezza senza un adeguato confronto. A fine gennaio il sottosegretario Andrea Delmastro visiterà la struttura per incontrare le istituzioni locali e discutere la riorganizzazione che coinvolge anche le carceri di Uta e Bancali. Questa vicenda evidenzia il delicato equilibrio tra le esigenze di sicurezza nazionale e la tutela dei percorsi di riabilitazione previsti dalla Costituzione.

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Sardegna. Detenuti al 41 bis, l’appello della Garante: “Urge convocazione della Camera”

Irene Testa, garante regionale dei detenuti, sollecita una convocazione straordinaria della Camera per affrontare la crisi delle carceri sarde e il possibile potenziamento del regime 41-bis nell'isola. Testa denuncia condizioni degradanti negli istituti e invita i parlamentari sardi a utilizzare l'articolo 62 della Costituzione per forzare un dibattito parlamentare risolutivo. L'appello giunge in un momento di forte tensione, mentre il sindaco di Nuoro annuncia la visita del sottosegretario Delmastro per discutere il futuro del carcere locale a fine mese. Questa richiesta evidenzia la necessità impellente di risposte politiche concrete per un sistema penitenziario regionale e nazionale ormai al collasso.

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Sardegna. Da Riina a Vallanzasca, Cutolo e Calò: tutti i detenuti “illustri” passati per le carceri

L'articolo esamina il piano del governo Meloni di concentrare centinaia di detenuti in regime di 41-bis in Sardegna, riaprendo una questione storica legata all'uso dell'isola come sede per i criminali più pericolosi. Dai tempi dell'Asinara ai moderni istituti di Bancali e Badu e Carros, la regione ha costantemente ospitato figure chiave del terrorismo e della criminalità organizzata. Tuttavia, l'attuale concentrazione di boss mafiosi preoccupa sindacati e magistrati a causa delle gravi carenze di organico e dell'elevato rischio per la sicurezza. Questa situazione evidenzia la pressione costante e il carico sproporzionato che il sistema penitenziario nazionale esercita sul territorio sardo.

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Firenze. Freddo a Sollicciano, chiuse aule e biblioteca del carcere

Il freddo intenso nel carcere di Sollicciano ha causato la chiusura delle aule e della biblioteca, con temperature che scendono fino a due gradi nei reparti. Questa situazione interrompe corsi di alfabetizzazione e attività educative fondamentali per il reinserimento sociale e l’integrazione dei detenuti. Antonio Mautone della Uil Pa ha denunciato anche gravi problemi logistici, tra cui ascensori guasti e scale inagibili, nonostante le passate promesse di interventi strutturali. Questa vicenda mette in luce la persistente precarietà delle infrastrutture carcerarie italiane e la carenza di risposte concrete da parte delle istituzioni.

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Firenze. “Il tavolo, buone intenzioni. Invece dovrebbero firmare un’ordinanza di sgombero”

L'articolo descrive le condizioni disumane del carcere di Sollicciano, dove le temperature nelle celle sono scese fino a due gradi e alcune sezioni sono prive di elettricità da mesi. Associazioni come Antigone e Altrodiritto, insieme all'ex cappellano don Vincenzo Russo, denunciano l'inefficacia dei tavoli istituzionali e chiedono un intervento immediato della ASL e della sindaca. Viene sollecitata la dichiarazione di inagibilità della struttura per violazione dei diritti costituzionali e della dignità dei detenuti. Questa situazione drammatica evidenzia una criticità sistemica che impedisce al carcere di assolvere la sua funzione rieducativa.

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Napoli. Ciambriello: “La Costituzione ingabbiata nelle celle, servono cure adeguate”

La morte di Luca La Penna nel carcere di Secondigliano, causata da una polmonite non curata tempestivamente, ha portato al rinvio a giudizio di due dottoresse per responsabilità medica. Il garante regionale Samuele Ciambriello ha denunciato il caso come un tragico simbolo delle carenze strutturali e del sovraffollamento che negano il diritto alla salute nelle carceri italiane. Attualmente, la mancanza di specialisti e di mezzi di trasporto impedisce lo svolgimento di numerose visite mediche essenziali, aggravando la precarietà della vita detentiva. Questa vicenda evidenzia la necessità critica di riformare il sistema sanitario penitenziario per garantire la dignità e la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti.

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Prato. Violenze sessuali al suo compagno di cella: detenuto indagato per tortura

Un detenuto di 39 anni nel carcere della Dogaia a Prato è indagato per tortura e violenza sessuale ai danni del suo compagno di cella, vittima di abusi sistematici durati quattro mesi. L'uomo è stato sottoposto a gravi violenze fisiche e psicologiche, venendo persino costretto ad acquistare regali per il suo aguzzino sotto minaccia. La vicenda è emersa solo dopo la denuncia della vittima, spingendo il procuratore Luca Tescaroli a richiedere con urgenza sistemi di sorveglianza più efficaci e reti anti-drone nella struttura. Questo episodio evidenzia una drammatica criticità nella gestione della sicurezza e nella tutela dei diritti umani all'interno del sistema carcerario italiano.

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La cura come base imprescindibile della giustizia

Vittorio Pelligra analizza l'etica della cura non come una semplice morale individuale, ma come una teoria della giustizia realista che riconosce la vulnerabilità umana come condizione universale. Basandosi sul pensiero di Joan Tronto, l'autore definisce la cura un'attività politica essenziale per mantenere e riparare il mondo, articolandola nelle fasi di attenzione, responsabilità e competenza. L'articolo evidenzia come la separazione tra cura e politica produca diseguaglianze sistemiche, poiché la definizione dei bisogni è sempre una scelta normativa carica di potere. La giustizia non deve quindi limitarsi alla distribuzione astratta di diritti, ma occuparsi delle condizioni materiali che ne permettono l'effettivo esercizio. Questa riflessione invita a ripensare le basi della nostra democrazia partendo dalla responsabilità condivisa verso la fragilità.

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Roma. Il Garante dei detenuti denuncia: sovraffollamento alla Casa circondariale di Rebibbia

La Casa circondariale di Rebibbia sta affrontando un'emergenza critica con un tasso di sovraffollamento del 156%, arrivando a ospitare 1.671 detenuti a fronte di soli 1.071 posti disponibili. I Garanti Stefano Anastasìa e Valentina Calderone denunciano condizioni precarie, con stanze comuni trasformate in celle spoglie a seguito del trasferimento di detenuti dal carcere di Regina Coeli. Nonostante i piani per un nuovo padiglione risalgano al 2010, i lavori restano bloccati in un contesto di crescita costante della popolazione carceraria nazionale. Questa situazione evidenzia l’urgenza di interventi strutturali immediati per garantire la dignità e i diritti fondamentali nel sistema penitenziario italiano.

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Salute dietro le sbarre: per una legge che faccia luce sulle condizioni dei reclusi

L'articolo narra la vicenda di Marco Bondavalli, scarcerato in gravi condizioni di salute dal carcere di Montacuto grazie all'impegno di familiari e associazioni. Il caso si inserisce in un contesto drammatico che ha visto 238 decessi nelle carceri italiane nel 2025, aggravato da un sovraffollamento che conta oltre 63.000 detenuti a fronte di 45.000 posti reali. L'autore propone l'approvazione di una legge che obblighi le ASL a pubblicare rapporti semestrali sulla situazione sanitaria di ogni istituto penitenziario per garantire trasparenza e cure adeguate. Questa situazione solleva una questione critica sulla tutela del diritto alla salute e sulla dignità umana all'interno del sistema carcerario italiano.

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Meloni: sulla sicurezza risultati non sufficienti. Minori in carcere? No, vogliamo salvarli

La premier Meloni ha annunciato nuove misure per rafforzare la sicurezza e contrastare le gang giovanili, criticando l'operato della magistratura che talvolta rallenterebbe l'azione di governo e delle forze dell'ordine. Sul fronte migratorio, il governo rivendica un cambio di rotta europeo focalizzato sulla difesa dei confini, mentre per l'emergenza carceri propone un piano strutturale da 11.000 nuovi posti entro il 2027 rifiutando provvedimenti come l'indulto. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire la certezza della pena attraverso riforme organiche e il recupero sociale dei minori. Questo intervento delinea una strategia di tolleranza zero che pone sfide significative nel bilanciamento tra repressione e prevenzione sociale.

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Lotta alla mafia e sicurezza, promesse e omissioni di Meloni

Durante la conferenza stampa annuale, la presidente Giorgia Meloni ha rivendicato i successi del governo sulla sicurezza, accusando però i magistrati di ostacolare il lavoro delle forze dell'ordine con decisioni contrarie alla linea governativa. L'autore Nello Trocchia evidenzia come questa retorica ignori il ruolo essenziale dei giudici negli arresti e nei sequestri, criticando al contempo le riforme che limitano strumenti investigativi come le intercettazioni. Viene inoltre sollevato il dubbio di una 'legalità selettiva', citando la mancata azione verso realtà vicine alla maggioranza come Casapound. Questo scontro istituzionale mette in luce una visione della giustizia che rischia di indebolire l'autonomia della magistratura e l'efficacia del contrasto alla criminalità organizzata.

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La crociata contro i giudici in nome dello Stato di polizia

Durante la conferenza stampa di inizio anno, la premier Giorgia Meloni ha duramente criticato la magistratura, accusandola di ostacolare le politiche di sicurezza del governo e di vanificare il lavoro delle forze dell'ordine. L'Associazione Nazionale Magistrati ha replicato sottolineando che la costante delegittimazione dei giudici rappresenta un pericolo per lo stato di diritto e la separazione dei poteri. Lo scontro si inserisce nel clima della campagna per il referendum sulla riforma della giustizia, fissato per il 22 e 23 marzo 2026. Questa dinamica evidenzia una profonda tensione istituzionale tra il potere esecutivo e l'indipendenza del potere giudiziario in Italia.

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Santalucia: “Attacco grave, tuteliamo i diritti senza guardare ai governi”

Giuseppe Santalucia, giudice di Cassazione ed ex presidente dell'ANM, risponde alle critiche della premier Meloni sulla magistratura, definendole un pericoloso fraintendimento del ruolo del potere giudiziario. Santalucia sottolinea che il compito dei magistrati è la tutela dei diritti fondamentali, un'attività che deve restare indipendente dagli obiettivi politici dell'esecutivo. Nel contesto del dibattito sulla riforma della giustizia e sul prossimo referendum, egli ribadisce che la sicurezza non può prescindere dal rispetto delle regole democratiche. L'intervista evidenzia il profondo scontro istituzionale tra governo e magistratura sul tema dell'autonomia delle toghe. Questa dinamica mette in luce una tensione irrisolta che tocca le fondamenta dell'equilibrio dei poteri in Italia.

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