Lotta alla mafia e sicurezza, promesse e omissioni di Meloni
Nello Trocchia
·
Il Domani
·
Riassunto
Durante la conferenza stampa annuale, la presidente Giorgia Meloni ha rivendicato i successi del governo sulla sicurezza, accusando però i magistrati di ostacolare il lavoro delle forze dell'ordine con decisioni contrarie alla linea governativa. L'autore Nello Trocchia evidenzia come questa retorica ignori il ruolo essenziale dei giudici negli arresti e nei sequestri, criticando al contempo le riforme che limitano strumenti investigativi come le intercettazioni. Viene inoltre sollevato il dubbio di una 'legalità selettiva', citando la mancata azione verso realtà vicine alla maggioranza come Casapound. Questo scontro istituzionale mette in luce una visione della giustizia che rischia di indebolire l'autonomia della magistratura e l'efficacia del contrasto alla criminalità organizzata.
Durante la conferenza stampa di inizio anno, la premier Giorgia Meloni ha duramente criticato la magistratura, accusandola di ostacolare le politiche di sicurezza del governo e di vanificare il lavoro delle forze dell'ordine. L'Associazione Nazionale Magistrati ha replicato sottolineando che la costante delegittimazione dei giudici rappresenta un pericolo per lo stato di diritto e la separazione dei poteri. Lo scontro si inserisce nel clima della campagna per il referendum sulla riforma della giustizia, fissato per il 22 e 23 marzo 2026. Questa dinamica evidenzia una profonda tensione istituzionale tra il potere esecutivo e l'indipendenza del potere giudiziario in Italia.
La premier Meloni ha annunciato nuove misure per rafforzare la sicurezza e contrastare le gang giovanili, criticando l'operato della magistratura che talvolta rallenterebbe l'azione di governo e delle forze dell'ordine. Sul fronte migratorio, il governo rivendica un cambio di rotta europeo focalizzato sulla difesa dei confini, mentre per l'emergenza carceri propone un piano strutturale da 11.000 nuovi posti entro il 2027 rifiutando provvedimenti come l'indulto. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire la certezza della pena attraverso riforme organiche e il recupero sociale dei minori. Questo intervento delinea una strategia di tolleranza zero che pone sfide significative nel bilanciamento tra repressione e prevenzione sociale.
L'articolo esamina criticamente le politiche di sicurezza del governo Meloni, evidenziando il divario tra l'inasprimento delle pene e la cronica carenza di organico nelle forze dell'ordine. Nonostante l'introduzione di nuovi reati, la Polizia di Stato e i Carabinieri soffrono di vuoti per migliaia di unità, aggravati da un turnover insufficiente e da tempi di formazione ridotti. Sebbene gli omicidi siano in calo, i dati del 2024 mostrano un aumento di furti e violenze sessuali, alimentando la percezione di insicurezza specialmente nei grandi centri urbani. L'autrice sottolinea che aumentare le sanzioni è inefficace senza un sistema giudiziario e penitenziario dotato di risorse adeguate per renderle effettive. Ciò evidenzia la necessità di investimenti strutturali piuttosto che di soli interventi legislativi di facciata.