Riforma della giustizia, lo stato delle cose non è accettabile. Perché da decenni non cambia nulla
Riassunto
L'articolo sostiene le ragioni del "sì" al referendum sulla giustizia, denunciando l'attuale mancanza di responsabilità e l'autoreferenzialità della magistratura italiana. Secondo l'autore, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è fondamentale per garantire l'imparzialità e allineare l'Italia agli standard degli altri Paesi europei. Crucianelli evidenzia come il sistema di autogoverno non sia riuscito a correggere errori strutturali e mancanze disciplinari gravi, rendendo il referendum un atto di maturità democratica necessario per tutelare i cittadini. Questo contributo mette in luce l'urgenza di una riforma istituzionale per superare uno status quo ormai considerato insostenibile.