Bologna. La situazione del carcere minorile

di Antonio Iannello*
Ristretti Orizzonti, 11 gennaio 2026
Nell’attuale contesto il carcere minorile di Bologna si trova a dover fronteggiare una transitoria quanto delicata carenza di organico in quanto sarebbero allo stato almeno venti gli operatori penitenziari addetti alla sicurezza assenti per motivi di malattia. Per questo sono stati anche di recente applicati a Bologna operatori di altre sedi penitenziarie minorili.
Dalla odierna interlocuzione avuta con referenti qualificati del carcere minorile di Bologna è emerso che pare essere confermato nella sua gravità l’episodio che ha visto come vittima un’operatrice penitenziaria, alla quale va il sentimento della più stretta vicinanza. Il ragazzo coinvolto - non più presente in istituto - aveva fatto tappa a Bologna, proveniente da altro istituto penitenziario, per dover poi raggiungere un’altra città per motivi di giustizia legati a procedimento penale in corso.
In questa contingenza complessa - sono 43 i ragazzi a oggi presenti - va preservato e rinsaldato ogni sforzo possibile per garantire progetti di intervento educativo rivolti ai ragazzi che sappiano coinvolgerli in modo appropriato e che possano stimolare nella forma più piena il loro senso di responsabilità. Alcuni dei ragazzi al momento presenti hanno profili di accentuata fragilità per i quali il momento detentivo si configura come fase di transizione nell’attesa che possa essere strutturato un adeguato percorso di cura all’esterno del carcere a opera dei servizi competenti.
Dalla chiusura della sezione giovani adulti presso la Casa Circondariale di Bologna - come noto il 30 settembre u.s. - il personale educativo che era stato impegnato in quella esperienza è tornato presso il carcere del Pratello, arricchendo così lo staff dedicato, e andandosi a configurare le condizioni di una positiva ripartenza per tutto l’istituto (permane anche l’apporto degli interventi di operatori educativi e della mediazione socio-culturale finanziato da Comune/Asp).
Da quella data sono anche gradualmente riprese tutte le attività, anche con riferimento a quelle espletate da storiche associazioni di volontariato durante i fine settimana che, come noto, per lunghi mesi avevano subito interruzione. Inoltre, con riferimento agli interventi del territorio, sul finire dell’anno è stato effettuato il primo laboratorio legato all’importante percorso di programmazione del Quartiere Porto-Saragozza che va nel senso di perseguire con fiducia il continuo rafforzamento del legame tra l’istituto penitenziario minorile ed il territorio affinchè possano generarsi progettualità e opportunità per i ragazzi, sia in relazione alla loro permanenza in carcere sia in riferimento ai percorsi per il loro responsabile reinserimento sociale. *Garante per i diritti delle persone private della libertà personale di Bologna