Bologna. All’Ipm criticità strutturali e carenze di organico mettono a rischio detenuti e agenti
Riassunto
Stefania Ascari e Lorenzo Casadei denunciano le gravi condizioni dell'Istituto Penitenziario Minorile di Bologna dopo una visita ispettiva seguita a un episodio di violenza sessuale contro un'agente. Le criticità riscontrate includono una cronica carenza di personale, sistemi di videosorveglianza facilmente eludibili e una struttura architettonica inadeguata con numerosi punti ciechi. Gli autori sollecitano interventi governativi urgenti per potenziare l'organico e adeguare l'istituto agli standard di sicurezza necessari per tutelare sia i lavoratori che i giovani detenuti. Questa situazione evidenzia l'urgenza di investimenti mirati per garantire la dignità e la sicurezza all'interno del sistema penitenziario minorile italiano.
sulpanaro.net, 18 gennaio 2026
Abbiamo effettuato una visita ispettiva all’Istituto Penitenziario Minorile di Bologna, incontrando il direttore Lorenzo Roccaro e visitando i due piani dell’istituto, dove sono presenti oltre 40 giovani detenuti. Abbiamo ritenuto indispensabile verificare con urgenza condizioni, procedure e presidi di sicurezza, anche alla luce del grave episodio riportato dagli organi di stampa, dove una agente di Polizia Penitenziaria sarebbe stata oggetto di molestie e violenza sessuale durante dei colloqui a distanza in una sala particolarmente isolata che rende complesso l’immediato intervento dei colleghi. A ciò si aggiunge un problema diffuso in tutto l’istituto, con molte telecamere di sorveglianza posizionate ad altezza uomo, quindi facilmente copribili o eludibili, con un evidente indebolimento delle misure di prevenzione e tutela.
Quanto riscontrato conferma un quadro che denunciamo da anni. L’Ipm opera con personale sottodimensionato e in una struttura inadeguata, con conseguenze dirette non solo sull’incolumità dei giovani detenuti, ma anche sulla sicurezza delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, costretti a lavorare in condizioni spesso esasperanti.
La struttura dell’Ipm di Bologna, ricavato da un ex convento, non è mai stato adeguato in modo risolutivo agli standard necessari, con una configurazione che ruota su una scala unica, una compartimentazione insufficiente, e con un rischio di evasione che nel tempo si è già concretizzato e che è noto anche ai detenuti presenti, oltre a punti ciechi e una sorveglianza visiva e uditiva inadeguata.
Di fronte a questo quadro, non è più tollerabile l’immobilità del Governo. Le criticità sono note da tempo e continuano a produrre rischi concreti. Servono interventi immediati, dal potenziamento urgente dell’organico della Polizia Penitenziaria agli interventi strutturali per ridurre i rischi all’incolumità dei presenti e ripristinare standard minimi di sicurezza e gestione delle emergenze. Per la tutela dei diritti dei giovani detenuti e la sicurezza del personale servono risposte operative immediate, per questo presenteremo interrogazioni in Parlamento e in Regione per fare emergere tutte le responsabilità politiche di un Governo che continua a togliere risorse per la Polizia Penitenziaria, la sicurezza degli istituti e per la dignità dei giovani detenuti.
*Deputata M5S
**Consigliere regionale M5S Emilia Romagna